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FORZA ITALIA SGARBI

Soggetto: TOLLERANZA

Fonte: , 2002

Sgarbi rompe il Tapiro sulla testa di Staffelli «Voi di Striscia datelo a qualcun altro»

 

L’ira del sottosegretario: insulti e spintoni. «Non ti ho fatto male, è polistirolo»

BRESCIA - «Il tapiro a me? Datelo a D’Alema, a Violante, alla Melandri. Datelo a Silvio Berlusconi.

Non a me». E due. L’onorevole Vittorio Sgarbi l’aveva rifiutato giovedì a Roma, respingendo l’inviato di

Striscia la notizia Jimmy Ghione. A Brescia, ieri sera, dove doveva partecipare a un incontro culturale,

si è limitato a tenere il Tapiro tra le mani una manciata di secondi. Il tempo di trovare un varco tra gli

agenti della Digos che lo separavano dall’inviato di Striscia la notizia . Poi ha colpito Valerio Staffelli

spaccandogli in testa il simulacro dorato. Motivo del contendere la partecipazione di Sgarbi alle

trasmissioni di Telemarket , la tv di Corbelli dove, secondo l’accusa, sarebbero stati venduti quadri falsi.

E’ cominciato così il rovente e irriverente faccia a faccia fra i due: 25 minuti di tensione, spintoni e

insulti, in buona parte riproposti da Striscia su Canale 5 un’ora più tardi, proprio mentre il giornalista

entrava al pronto soccorso per farsi medicare. «Lei è una persona estremamente violenta, signor Sgarbi

- dice piagnucolando Valerio Staffelli - lei mi ha fatto male, sa. Io volevo solo parlare con lei. Invece...

mi fa male la testa». E Sgarbi, sbriciolando il piedistallo in polistirolo del Tapiro: «La testa ti fa male

perché è vuota. Guarda, è polistirolo. Guardate come recita. Morto di sonno, addormentato, falso,

bugiardo».

Attorno giornalisti e operatori tv, ma anche un gruppo di dipendenti di Telemarket in ferie forzate dopo

che la magistratura di Bari ha oscurato le televendite. «Telemarket vuole vivere», diceva un loro

cartellone posizionato a tiro di telecamere.

Lo show del sottosegretario ai Beni culturali non ha mancato di suscitare altre polemiche. Giuseppe

Giuglietti (Ds) ha inviato il «governo a prendere le distanze da Sgarbi. Se non se la sentono di tirar fuori

il cartellino rosso almeno mostrino quello giallo».