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IL TEMPO CHE RESTA. RICORDI

2004


La fine di questo apocalittico 2004 (dopo Beslan, i rapimenti, le decapitazioni anche lo Tsunami ...)

non porta a festeggiare, ma a meditazioni solitarie.

Proviamo, senza festa e con pensiero tragico, ad augurare comunque a tutti un migliore 2005, proponendo un paradossale "esercizio filosofico".

Paolo e Luciana

31 Dicembre 2004


Considerare l'umanità come un errore

Durata: circa un'ora

Materiale: nessuno

Effetto: tonico 

 

Ci hanno tanto detto che siamo eccezionali!  Il centro del mondo, figli di Dio, coscienza del tutto, sale della terra, intelligenza, esseri parlanti, anima della scienza, vettore del progresso. La nostra esistenza fu cosi tanto acclamata da miti, religioni, filosofie, discorsi compiacenti che non capiamo più i nostri fallimenti, le nostre bassezze, le nostre interminabili guerre e il fango senza fine di cui siamo ricoperti. Sono state cercate soluzioni dì ripiego che permettano di spiegare la nostra caduta, la nostra maledizione e la nostra doppia personalità. 

Provate allora a sperimentare una disillusione più radicale, indubbiamente più benefica. 

Disfatevi di ogni considerazione di tipo esistenziale. Considerate l'umanità solo pura casualità, un fiasco, un incidente biologico. Essa si è sviluppata senza ordine, su una pietra, in un angolo infinitesimale. Un giorno scomparirà per sempre senza che nessuno ne conservi memoria e ne parli mai più. Nel corso delle decine di migliaia di anni in cui questa strana specie è sopravvissuta, non ha fatto altro che languire. Poi si è riprodotta in modo sconsiderato saccheggiando il luogo dove vive. Prima di estinguersi avrà accumulato un'indicibile quantità di sofferenze inimmaginabili e inutili, di massacri e carestie, di schiavitù e oppressioni.

Osservate con lucidità questa specie assurda e violenta. Guardate in faccia l'assoluta mancanza di giustificazioni, la sua esistenza effimera e insensata. Esercitatevi a sopportare l'idea che l'umanità non ha fondamentalmente né ragione dì essere né alcun avvenire.

Ciò dovrebbe contribuire a rendervi sereni.

Perché  su questo fondo di nonsenso e di orrore, il bagliore di tutto quanto è sublime spicca come un dono senza pari. La perfezione della musica, i quadri indimenticabili, la gloria delle basiliche, le lacrime dei poemi, le risate degli amanti... Altrettante conseguenze dell'errore. Altrettante ineffabili sorprese. 

 

Da: Roger-Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano

Rizzoli, p. 171 - 172

 


Eventi catastrofici

30 Dicembre 2004

 

L' onda anomala ritratta da Hokusai, l'artista giapponese vissuto tra il 1760 e il 1849, e nota come "La grande onda"

 

La fine di questo apocalittico 2004 (dopo Beslan e le decapitazioni anche lo Tsunami ...)

non porta a festeggiare, ma a meditazioni solitarie.

Proviamo ad augurare a tutti un migliore 2005

proponendo un paradossale "esercizio filosofico".

Paolo e Luciana

31 Dicembre 2004


Considerare l'umanità come un errore

Durata: circa un'ora

Materiale: nessuno

Effetto: tonico 

 

Ci hanno tanto detto che siamo eccezionali!  Il centro del mondo, figli di Dio, coscienza del tutto, sa­le della terra, intelligenza, esseri parlanti, anima della scienza, vettore del progresso. La nostra esistenza fu cosi tanto acclamata da miti, religioni, filosofie, discorsi compiacenti che non capiamo più i nostri fallimenti, le nostre bassezze, le nostre interminabili guerre e il fango senza fine di cui siamo ricoperti. Sono state cercate soluzioni dì ripiego che permettano di spiegare la nostra caduta, la nostra maledizione e la nostra doppia personalità. 

Provate allora a sperimentare una disillusione più radicale, indubbiamente più benefica. 

Disfatevi di ogni considerazione di tipo esistenziale. Considerate l'umanità solo pura casualità, un fiasco, un incidente biologico. Essa si è sviluppata senza ordine, su una pietra, in un angolo infinitesimale. Un giorno scomparirà per sempre senza che nessuno ne conservi memoria e ne parli mai più. Nel corso delle decine di migliaia di anni in cui questa strana specie è sopravvissuta, non ha fatto altro che languire. Poi si è riprodotta in modo sconsiderato saccheggiando il luogo dove vive. Prima di estinguersi avrà accumulato un'indicibile quantità di sofferenze inimmaginabili e inutili, di massacri e carestie, di schiavitù e oppressioni.

Osservate con lucidità questa specie assurda e violenta. Guardate in faccia l'assoluta mancanza di giustificazioni, la sua esistenza effimera e insensata. Esercitatevi a sopportare l'idea che l'umanità non ha fondamentalmente né ragione dì essere né alcun avvenire.

Ciò dovrebbe contribuire a rendervi sereni.

Perché su questo fondo di nonsenso e di orrore, il bagliore di tutto quanto è sublime spicca come un dono senza pari. La perfezione della musica [come le sculture musicali di Nina Simone], i quadri indimenticabili, la gloria delle basiliche, le lacrime dei poemi, le risate degli amanti... Altrettante conseguenze dell'errore. Altrettante ineffabili sorprese. 

 

Da: Roger-Pol Droit, Piccola filosofia portatile. 101 esperimenti di pensiero quotidiano

Rizzoli, p. 171 - 172

 


Passaggi

4 NOVEMBRE 2004

Oggi Luciana, quasi incidentalmente, mi comunica una frase di suo padre, che , a causa della sopravvenuta non autosufficienza, è ricoverato in una residenza protetta:

 

"Sono qui che aspetto l'aldilà. Ma io non ho paura di morire"

 

Non ho mai avuto simpatia per quest'uomo. Ma nella sua sobrietà ed intensità di significato questo pensiero mi ha colpito moltissimo.

Anche da una persona semplice, senza raffinatezze filosofiche e profondità morale, può venire una riflessione che è già stata fatta da Montaigne, dall'imperatore Adriano e da altri:  si può pensare alla morte con serenità.

Trovo confortante che si possa vivere senza paura il passaggio verso il nulla.

Certo in lui c'è questo riferimento all' "aldilà", che rimanda al conforto di una possibile altra vita. Ma se questo aiuta a vivere meglio il presente allora è una consolazione necessaria ed anche saggia.


PROFILO PSICO-SOCIALE

14 Ottobre 2004

Ricevo:

"Gentile Navigatore,
ringraziandola per aver partecipato all'Autoscatto della ricerca SWG, come promesso, le iriviamo il PROFILO più  vicino alle sue risposte.
Come sono stati generati i profili?

Emergono da un'analisi statistica che ha elaborato tutte le risposte raccolte dai questionari. Più nello specifico, i nostri esperti hanno applicato un'analisi fattoriale che ha consentito di individuare le correlazioni più forti tra i vari attribuiti, i quali hanno poi consentito dì generare 5 gruppi dì
riferimento.
Le risposte che lei ha fornito rientrano in questo profilo:
Il guerriero
il tuo motto è chi la dura la vince; sei in grado di impegnarti al massimo per ottenere ciò che consideri importante, e i fatti ti danno ragione: come la goccia riesce a scavare la dura pietra, così fu riesci a raggiungere gli alti obiettivi che ti prefiggi, conscio del tuo valore oltre che della tua costanza. C'è poco da fare: chi si mette contro di te sa che dovrà combattere un  avversario forte, sicuro e motivato, un guerriero d'altri tempi che sa declinare perfettamente lealtà e slancio, forza e valore, passione e generosità."

 

Osservo:

Motivato qualche volta, sicuro delle mie idee abbastanza, forte proprio no.


 

13 ottobre 2004

PAROLE CHIAVE, SU CUI TORNARE, quando ritrovo il tempo

Lo "spirito della Conferenza di Monaco". Debolezza delle democrazie europee davanti alla aggressività delle guerre di Hitler

Nichlismo dello stragismo e Dostoevsky

Cellule dormienti, terrorismo diffuso


Ottobre 2004

THE SUN DIED DI RAY CHARLES !!!

Cari amici di Altoblues

questa mattina (lunedì 11 ottobre 2004) mi è arrivato il vostro CD con il pezzo che sto cercando da anni: The Sun Died, cantata da Ray Charles.

 

Ringrazio moltissimo voi ed il collezionista che ha avuto la bontà di riversarlo su un cd. Si sente tutto benissimo
 
Avevo sentito una rielaborazione di The Sun Died fatta da Shirley Horn, in un intero CD  a lui dedicato. E successivamante ho cercato a lungo questa canzone. Era stata pubblicata in PORTRAIT OF RAY (1968), un disco almeno per me introvabile. E vi assicuro che è davvero ancora oggi introvabile perfino sulla rete mondiale di internet: ho esplorato tutti i siti possibili.
 

Solo Altoblues aveva una copia , credo, di un 45 giri del 1962. Peccato che sia stata smarrita dalle Poste: un oggetto così raro perso per negligenza!

 
Ma a me interessava la canzone, non l'antiquariato.
 
Insomma: mi avete fatto un regalo bellissimo
auguri per il vostro futuro
 
 
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti
Paolo Ferrario

Il viaggio

27 settembre 2004

Caro Paolo, la tua richiesta mi ha fatto riprendere in mano questa sera il bellissimo libro della Yourcenar ( che io considero il migliore, dopo averli letti quasi tutti nel corso degli anni ) che è Memorie di Adriano. 

Ho riletto con grande attenzione le pagine della sua crescente consapevolezza di dover prendere il potere, dopo la grandezza ma anche i gravi limiti guerrafondai del suo predecessore Traiana.   Una sorta di "presa del potere per la pace".

Le pagine più belle sul viaggio sono nel capitolo TELLUS STABILITA, al terzo sottocapitolo, quello che inizia con ""Roma non è più Roma : dovrà riconoscersi nella metà del mondo o perire...".    Dopo una decina di pagine del mio libro - pubblicato su licenza della Giulio Einaudi - a pagina 117 trovo :            "Su venti anni di potere, dodici li ho passati senza fissa dimora......"

"Straniero dappertutto, non mi sentivo completamente isolato in nessun luogo......"

    Se trovi il tempo, buona lettura !

Arrivederci a presto        ...

 


TO CROSS THE LINE

 

10 settembre 2004

To cross the line.
 
Sì. Sto attraversando la linea. Sono un lettore dell'Unità (dal 1974) e un iscritto al Pci (eccetera ...) dal 1974 al 2002.
 
Però questa 3° o  4° guerra mondiale (ma la guerra fredda teneva fermi i due blocchi senza invadere scuole, città, stazioni ferroviarie, piazze) scatenata dal terrorismo islamico rimette in discussione i precedenti schemi di lettura della recente storia contemporanea.

Solo una tremenda rimozione impedisce alle culture della sinistra di prendere atto della realtà. C'è un nemico che odia la nostra cultura ed i nostri diritti individuali e che sa usare con abilità la comunicazione e il sangue consegnandola alle televisioni amiche che poi la amplificano globalmente.

 
Così, come nelle svolte storiche (1956, 1968) capita di varcare la linea.
 
Certo con moderazione: molto d'accordo con le destre in politica estera, ma anche molto d'accordo con i centro-sinistra in politica interna.

Con la lettura dei quotidiani è facile orientarsi: si può leggere, oltre a Il Corriere della sera o  Repubblica, il Foglio e Libero.

 
Più difficile sarà votare. Il mercato politico non offre niente per chi è in questo bilico.
 

 

To Cross the Line

Spettabile direttore

 
Sono un lettore de L'Unità dal 1974 (tranne che per la pausa di chiusura) e abbonato al giornale negli anni 2002/2004
 
Ora per gravi dissensi nei contenuti e nella linea culturale del giornale sono costretto ad abbandonare (chissà: magari non per sempre)  queste pagine.
 
Il giornale negli anni '70 ed ''80  era infinitamente meno fazioso e parziale di quanto sia oggi. C'era analisi, documentazione, approfondimento. Si potevano conservare intere pagine come traccia storica. Ancora oggi ho molta documentazione che mi conferma questo giudizio.
 
Ora, invece,  mi appare come una sequenza di slogan ed opinioni. Pochissimo spazio agli altri punti di vista, tanto meno a quelle importanti per un elettore di un centro-sinistra riformista.
 
Non mi ero abbonato all' Unità per leggere un giornale talvolta ancora più estremista di Liberazione o del Maniìfesto.
 
Così devo, con tanto dispiacere, rompere un rapporto di lettura per un  quodidiano che mi ha accompagnato per tanti anni della mia vita.
 
Comunico quindi che non rinnoverò l'abbonamento che scade in questi giorni.
 
Lo sostituirò con un abbonamento a La Repubblica ed al Foglio
 
Decidete voi dell'ufficio abbonamenti se mandare questo messaggio a Furio Colombo o comunque a qualcuno della redazione che si occupa delle opinioni dei lettori
 
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti
Paolo Ferrario

 


Anni molto crudeli

Occorre gramscianamente fare l'analisi delle forze in campo.

Il gioco delle ideologie sta creando questa  situazione: si è creata una vasta area di consenso verso chi odia la cultura democratica, lo stato di diritto, le libertà individuali, la storica conquista della distinzione fra religione e stato.

Le anime belle della cultura di sinistra mettono sdegnosamente le teorie di Samuel Huntington sullo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale.

Ma a me sembra che volenti o nolenti dall' 1 settembre 2001 ci siamo dentro fin nelle pieghe delle nostre giornate.

 

 

 

 


FERIE D'AGOSTO

Agosto 2004

Anche quest'anno il tempo è volato va nell'eremo di Amaltea.

Abbiamo visto molti film. Fra i più diversi, senza scelte selettive. Come deve essere in una vacanza. Vacuus: vuoto. Il meraviglioso vuoto in cui le giornate ti passano addosso.

Abbiamo fatto un "esercizio cinematografico". Per ogni film comporre una breve scheda strutturata su tre punti:

1. l'archetico filmico (potremmo anche dire il tema);

2. la storia (“Se non hai una storia, non hai niente", in Alle origini del cinema americano secondo Martin Scorsese);  

3. un giudizio.

 

Ecco cosa è venuto fuori: 

1. Il mio cane Skip

 

Crescere con gli animali. Bambino sconfigge le sue insicurezze con l’aiuto del cane e diventa adulto con lui. Commovente e partecipante

2. Good bye Lenin (2002)

Lessico familiare nel post-comunismo. Il figlio costruisce la storia come l’avrebbe voluta la madre. Anche musicalmente emozionante (Yann Tiersen)

3. La fattoria scomoda (titolo inglese dimenticato)

Si è sempre in tempo per cambiare. Per scrivere un romanzo giovane donna trasforma i destini di lontani parenti “rinchiusi” in una fattoria. Persone e animali divertenti

4. Insomnia (con Al Pacino)

Rigore morale nonostante tutto. Poliziotto in conflitto risolve, con giovane collega adorante, caso di omicidio in lunghe giornate senza sonno. Intenso

5. Bord de mer

Andar via. Giovane operaia insoddisfatta del marito fugge con il proprietario della fabbrica. La spiaggia dell’Atlantico francese fa da sfondo a sentimenti contrastanti. Citazione : “Niente psicochiacchere”

6. Ricette d’amore (Nettel Beck)

Cambiare, uscire dalla solitudine e innamorarsi. Cuoca provetta ma introversa ritrova se stessa attraverso l’accudimento della nipotina rimasta senza madre e l’aiuto di un cuoco italiano ricco di anima. Emoziona sentimenti e palato

7. Simone (con Al Pacino)

Fallire nel lavoro ma rinascere ancora. Regista ricostruisce al computer un’attrice immaginaria di grande successo e, con l’aiuto della figlia, riconquista la moglie. Bionico

8. City Hall (con Al Pacino – 1996)

Potere e persone. Il sindaco, fondamentalmente etico, fa qualche compromesso e dà buoni consigli al suo vice. Sempre attuale

9. Il mistero Von Bulow

Delitto e castigo. Ricco playboy forse ha contribuito a far morire la moglie, ma viene assolto con l’aiuto di un valente avvocato e dei suoi studenti. Appassionante storia giudiziaria

10. The dreamers (di Bernardo Bertolucci – 2002)

Sesso, fratelli e politica. Giovane americano iniziato al sesso da fratello e sorella gemelli francesi nel 1968. Masturbatoria vecchiaia di un regista nostalgico

11. Bangkok senza ritorno (1999)

Droga e carcere asiatico. Due amiche rischiano l’ergastolo, una sola si salva con l’aiuto di un avvocato americano del luogo. Storia carceraria

12.  The score (con De Niro e Marlon Brando)

Rapina nel caveau. Esperto ladro si fa convincere a fare l’ultimo colpo, se la cava brillantemente col tradimento del suo complice e sceglie l’amore. Tensione mozzafiato nei sotterranei

13. Il sogno impossibile

Cambiare lavoro. Un idraulico si finge regista e ottiene grande successo. Gradevole

14. Il segreto di Pollyanna

Classico Walt Disney per famiglie. Orfanella ottimista contagia di entusiasmo tutti, ha un incidente, ma l’affetto di chi ha aiutato le ridà la voglia di vivere. Sentimentale

15. Bandits (con Bruce Willis)

Svaligiatori di banche on the road. I banditi gentili e la donna che li ama entrambi. Talvolta divertente

16. Il matrimonio del mio migliore amico (con Julia Roberts e Rupert Everett

La ricerca dell’anima gemella. Tenta di riconquistare un vecchio amore con l’aiuto di un anomalo amico gay, ma è troppo tardi. Fantastico il coretto “I say a little prayer” di Burt Bacharach

17. Persuasione

Austeniano… e basta. Un’ostacolata storia d’amore matrimoniale nell’Inghilterra del primo Ottocento. Pittorico

18. L’ultimo sogno (di Irwin Winkler con Kevin Klein, di cui cercare “A prima vista” – 2002)

Il tempo che resta. Il titolo in inglese dice tutto: “Life as a house”. Sta per morire, costruisce la casa che aveva sempre pensato e cambia la vita al  figlio e a tutti coloro che gli stanno intorno. Bellissimo, con una seminale citazione sul cambiamento:

"Sai cos'è la cosa più stupenda?
Che il cambiamento può essere così costante che non senti nemmeno la differenza fino a quando non cambia tutto.
Può essere un processo così lento che non ti accorgi che la tua vita è meglio o peggio finch'è non è diversa.
Oppure il cambiamento può essere radicale e tutto è diverso in un attimo."

19. Gigì (di Vincent Minnelli- 1958)

La ricerca dell’anima gemella. La ragazza  è cresciuta e il giovane uomo finalmente se ne accorge. L’ultima operetta

20. Gli spietati (di Clint Eastwood) (solo Paolo di notte)

Alle  origini della storia dell’America. Bravacci da Far West offendono una prostituta, in tre la vendicano e uno muore per le torture di un cattivissimo sceriffo. Pensoso,catartico, violento

21. Il ragazzo tuttofare di Jerry Lewis

Alle radici del comico. Combina un sacco di guai in un albergo e parla solo alla fine perché non glielo hanno mai chiesto. Cocktail dell’arte di J. Lewis

22. Maybe baby

Desiderio di maternità. Lei non riesce ad avere figli, lui scrive il copione di un film usando, a insaputa della moglie, il  suo diario. Il rapporto entra in crisi, ma forse si ritrovano.  Estivo

23. L’oro di Ulisse (con Peter Fonda)

Lessico familiare, nonostante tutto. L’uomo delle api si cura della famiglia, lavora con fatica per il miele e per la vita. Un racconto con i giusti tempi lunghi.

24. Kiss of the dragon

Davide e Golia. Poliziotto cinese salva una prostituta e la sua figlia contro un corrotto e perfido commissario della polizia francese. Adrenalinico

25. Il mio amico Zampalesta

Crescere con gli animali. Ragazzina racconta un sacco di bugie per tenersi una deliziosa scimmietta addestrata a fare la ladra. Divertente

26. Pauline alla spiaggia (di Eric Romer)

Alla ricerca dell’anima gemella. Sedicenne amoreggia su una spiaggia settembrina, ma i modelli adulti non aiutano. Semplice, ma riflessivo

27. Love Story (1970)

L’anima gemella. Giovani studenti si amano intensamente nonostante gli ostacoli, ma lei deve morire. Film cult degli anni Settanta

28. Tucker -  Un uomo e il suo sogno (di F. Coppola)

Fare un progetto. Artigiano tecnologo inventa l’auto più bella e sicura, ma la concorrenza lo stronca. Ideativo, organizzativo, energetico

29. La zona morta di Stephen King

Il male e la responsabilità individuale. Uscito dal coma vede il passato e il futuro; muore per salvare il mondo. Kinghianamente appassionante

30. Apocalypse Now (di F. Coppola con M. Brando e con aggiunti altri 50’)

Il male del dominio. La storia è lungo il fiume per eliminare Kurz. Storicamente mitico

31. West Side Story (10 Oscar nel 1961)

L’amore impossibile. Giulietta e Romeo nei sobborghi di New York. Danzante

32. Final impact

Sviluppo sostenibile. Los Angeles deve esplodere per salvare la terra. Catastrofico ed ecologico

33. La fortuna di Cookie di Robert Altman

Giochi di famiglia. Si suicida con felicità e accusano di omicidio il suo amico di casa, ma la comunità locale (fra cui un divertentissimo poliziotto: “Lo so perché andiamo a pesca assieme”) svela rapidamente la odiosa trama della nipote. Tenero, sereno, scoppiettante di gioia e con una straordinaria figura di un vecchio servitore negro 

34. Ritorno a Hope

At Home e lessico familiare. Donna inquieta e “disordinata” torna alla sua casa, la difende, trova finalmente l’amore e aiuta la sorella a cambiare. Country

35. Lontano dal paradiso, con Juliette Moore e Tennis Quayle

Pregiudizio. Lenta dissoluzione di una famiglia nell’ America di provincia razzista durante gli anni Cinquanta: mentre lui sceglie la propria omosessualità, lei non può andare avanti nel rapporto d’amore con il giardiniere negro che l’aveva ascoltata e capita. Amaro

36. Beethoven

Il migliore amico dell’uomo. Cane  san Bernardo conquista l’amore di tutta la famiglia e salva gli altri numerosi cani da un crudele veterinario. Cinofilo

36. La mia pistola per Billy

Senex e Puer. Uno sceriffo razzista insegue vecchio bandito e giovane mezzosangue: il vecchio muore salvando il giovane e la sua ragazza bianca.  Western crepuscolare

37. La nona porta

Il male. Giovane antiquario scopre il diavolo annidato in tre libri di magia nera. Diabolicamente polanskiano

38. Intimacy

Incontrarsi. Fanno solo sesso al mercoledì senza neppure parlarsi. Quando lui vuole conoscerla affiorano le loro storie, si perdono ma forse qualcuno è cambiato.

39. Mi chiamo Sam

Sentirsi diversi. Padre con l’età mentale di un bambino, grazie all’aiuto di una avvocatessa in crisi, risolve il suo rapporto con l’adorabile figlia cambiando i progetti di vita di tutti. Grande prova di attori (Sean Penn e Michelle Pfeiffer)

40. Lost in translation

Incontrarsi. In una Tokio stilizzata maturo attore di successo intreccia un rapporto amichevole ed empatico con una giovane ed incerta moglie. Affascinanti quadretti personal-ambientali. Da non perdere le divertentissime scene delle traduzioni inglese-giapponese-inglese sul set degli spot televisivi

41.Chorus line

E’ dura conquistarsi il lavoro. Severo ma bravo coreografo sceglie, attraverso una selezione biografico-musicale, i ballerini per un musical d’autore. Bel ritmo e catartiche storie personali

42. L’agente speciale Mackintosh, con Paul Newman

Spiare. Parlamentare inglese che tradisce il suo paese è smascherato dall’agente, ma a risolvere il caso è la sua bella collega. Mediocre film di un Houston annoiato

43. Un dollaro d’onore di Howard Hawks, con John Wayne e Dean Martin

I buoni e  i cattivi. Sceriffo, con l’aiuto di un ex alcolista, di un vecchio e di un giovane pistolero, sconfigge i prepotenti padroni terrieri.

Western archetipico con un altrettanto archetipico “Deguello”.  Da non dimenticare la figura del vecchietto: una “maschera” simile a quelle del nostro teatro dell’arte.

44. I  quattro dell’oca selvaggia, con Richard Burton

Sul tradire. Vecchio e valoroso colonnello, con una ciurma di coraggiosi, libera ex capo di stato africano destituita con un golpe. Muoiono in molti, ma colui che li ha sacrificati la pagherà. Scene di azione emozionanti

45. The Gift (il dono) di Sam Raimi, con Cate Blanchett e Keanu Reeves

Scoprire il colpevole. Dolente sensitiva scopre, con il suo “dono”, un delitto. Purtroppo il cattivissimo è innocente. Thriller di atmosfere

 


LA COLONNA SONORA DELLA MIA VITA

11 Giugno 2004

A 73 anni è morto Ray Charles. Un altro pezzo della mia vita.

Ore ed ore di ascolto. Soprattutto di notte (ricordo un lungo viaggio notturno dal Veneto del Nord a Como, attraverso le montagne).

La voce che diventa un ruggito.

Assieme a Nina Simone una delle meraviglie del creato.

Ho già il suo monumento nelle sue antologie che ho messo assieme in questi anni: Ray Charles

 


Anni molto crudeli

14 maggio 2004

Leggo in uno degli ultimi libri dello scrittore  israeliano Amos Oz:

"Ritengo che l'essenza del fanatismo stia nel desiderio di costringere gli altri a cambiare.

Quell'inclinazione comune a rendere migliore il tuo vicino, educare il tuo coniuge, programmare tuo figlio, raddrizzare il fratello, piuttosto che lasciarli vivere" (in Contro il fanatismo, Feltrinelli)

Queste parole mi entrano nella coscienza come il messaggio che in questi giorni cerco affannosamente.

Perchè la cultura di sinistra non è più capace di leggere il presente, di apprendere dall'esperienza, di dire parole forti, che colgono questa congiuntura storica?

Amoz mi fornisce una risposta. Solo chi ha molto sofferto, molto pensato, molto rielaborato è capace di capire.

In più Amos Oz sa dire, sa comunicare.

 


Anni molto crudeli

12 Maggio 2004

I nazisti islamici prendono per i capelli un giovane ebreo di 26 anni e lentamante gli segano il collo. Poi brandiscono la testa come un trofeo e la proiettano come una mitraglia televisiva per gli schermi di tutto il mondo.

Il giorno dopo l'Unità (il mio giornale dal 1974: trent'anni !) riporta la notizia in sesta pagina. Dedicando i titoli cubitali della prima pagina agli odiati americani che stanno processando in un rigoroso processo i militari che hanno torturato i prigionieri nelle carceri irachene.

Da una parte la tortura come legge, come regola e il sangue come impasto di cultura e religione. Dall'altra parte la torura come devianza punita dalle leggi e perfino dai codici militari. Devianza che sarà giudicata e sanzionata in processi pubblici.

La sinistra politica e la cultura di sinistra non ha più i valori e gli strumenti per cogliere la tragedia del tempo presente.

Come per divertimento (quello di abbattere il governo Berlusconi  per una sua possibile caduta verticale di consenso) vede e denuncia solo la violenza che sta dalla parte di inglesi ed americani e minimizza come "reazioni" la cultura dell'assassinio intimidatorio e terroristico.

Mi sento alla deriva. Si consuma con lentezza inesorabile il mio allontanamento da questa parte di società ed opinione pubblica. 

 


Anni molto crudeli

16 aprile 2004

Assenza di una cultura nazionale. Assenza dell'etica della responsabilità. Chiacchericcio per prendere voti e per carrierucce parlamentari.

In Iraq un uomo italiano di 36 anni viene macellato con un colpo alla nuca da una banda (largamente apprezzata da gran parte di quel popolo) di terroristi di matrice islamica, probabilmente guardiani dei servizi segreti del partito filonazista di Saddam.

E la sinistra va in ordine sparso: blanda solidarietà (qualche finta condoglianza alla famiglia) subito corretta dai "distinguo". "Quelli erano mercenari al servizio degli interessi americani; "è tutta colpa della guerra  di Bush"; "non si può fare fronte comune con questo governo"; ecc. ecc.). 

Mia situazione psicologica di pena. Baratro sempre più ampio che mi allontana in modo irreversibile da coloro con cui ho camminato per trent'anni.

 


AMICI

30 marzo 2004

Un amico di Moie di Maiolati (Ancona) con cui intrattengo un continuo ed affettuoso contatto epistolare (anche se sulla velocità delle e.mail) mi invia questa bellissima poesia:

 

Kavafis, Itaca

 

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere d'incontri

se il pensiero resta alto e il sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo

né nell'irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l'anima non te li mette contro.  

Devi augurarti che la strada sia lunga

che i mattini d'estate siano tanti

quando nei porti - finalmente e con che gioia -

toccherai terra tu per la prima volta:

negli empori fenici indugia e acquista

madreperle coralli ebano e ambre

tutta merce fina, anche aromi

penetranti d'ogni sorta, più aromi

inebrianti che puoi,

va in molte città egizie

impara una quantità di cose dai dotti.  

Sempre devi avere in mente Itaca

- raggiungerla sia il pensiero costante.

Soprattutto, non affrettare il viaggio;

fa che duri a lungo,per anni, e che da vecchio

metta piede sull'isola, tu, ricco

dei tesori accumulati per strada

senza aspettarti ricchezze da Itaca.  

Itaca ti ha dato il bel viaggio,

senza di lei mai ti saresti messo

in viaggio: che cos'altro ti aspetti?  

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso

Già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

 

Costantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie, Einaudi, Torino.

 

 


Anni molto crudeli

22 Marzo 2004

 

"Noi proclameremo la distruzione ... perchè,  perchè, ancora una volta questa piccola idea è così affascinante?  Scateneremo degli incendi  ... Metteremo in giro delle leggende ... Verrà un tale sconquasso, come il mondo non l'ha ancora veduto .. "  F. Dostoevskij, I demoni, Einaudi 1994, pag. 392.

 

A distanza di tre anni (11 settembre 2001 - 13 marzo 2004) cellule tutt'altro che impazzite di un "partito arabo di religione musulmana" hanno colpito in Europa: 201 morti e migliaia di feriti in una stazione di lavoratori pendolari di Madrid. 

Nazisti islamici, come dicono gli studiosi più avveduti (Andrè Glucksmann; Paul Berman; Magdi Allam, Bernard - Henri Lévy, V.S. Naipul; Bernard Lewis; Oriana Fallaci; e - triste constatarlo - Giuliano Ferrara).

 

Il furore che Dostoevskij ha chiamato nichilista ha prodotto ancora rovine, distruzione, dolore, con l'obiettivo di trasmettere anche una comunicazione di alto valore simbolico.

L'azione militare voleva ottenere risultati ancora più vasti: far crollare i pilastri della stazione per accrescere il numero delle vittime. I mercenari che hanno armato le bombe hanno sintetizzato il loro pensiero in questo modo: "voi volete la vita, noi vogliamo la morte".

Costoro hanno dichiarato guerra prima agli Stati Uniti ed ora all'Europa. Di questo si tratta.

I commenti politici riempiono le pagine dei giornali ed i tempi delle televisioni. Volatili opinioni che vagano nell'aria. Immanenza dei morti casuali e parole nel vento. Le parole, che tanto contano quando si pensa ad un ciclo lungo della vita, ora mi appaiono deboli, indifese, fragili quando è la dinamite a segnare l'agenda temporale.

Nella mia "sinistra" vedo emergere ancora chi ha parole di giustificazione per i carnefici piuttosto che per le vittime. Vecchia questione che corre nella storia e che caratterizza parte del pensiero politico estremizzato: la violenza casuale è un giusto mezzo e le vittime non contano. Il terrorismo politico italiano degli anni '70 aveva creato addirittura un linguaggio attorno a queste scelte. L'attuale terrorismo internazionale è sulla stessa linea ideologica, anche se la applica su un territorio molto più ampio.

Sta di fatto che, forse, il tempo che resta può essere ancora più corto di quello che è assegnato dalla mia biologia. In trent'anni di lavoro ho trascorso circa 10 ore alla settimana sui treni e sulle metropolitane. Calcolando una giornata di 8 ore, fa circa 5 anni sui mezzi di trasporto. Come migliaia di altre persone sono un bersaglio facile. Perchè i terroristi scelgono bersagli facili che diano risonanza comunicativa estesa. 

Non ci sono precedenti storici per capire quanto sta accadendo: Thomas Mann, Elias Canetti, Stephen Zweig, la Berberova, Koestler  ...   vivevano nell'Europa dei nazismi, dei fascismi e dei comunismi. Solo alla lontana è possibile accostare quegli eventi alla capillarità del rischio nei nostri giorni. Là la tragedia era data da stati ideologici  in lotta per il dominio. Qui è nascosta fra persone che magari ci camminano accanto nelle strade, sui treni, sulle metropolitane. 

Nella cultura contemporanea  si vanno affermando sempre di più spezzoni di medioevo accanto all'indebolimento di alcuni pilastri della storia politica europea, a partire dall'illuminismo. Fa impressione vedere con quale velocità si cancellano parti così importanti  della nostro passato: il valore dell'individuo; la distinzione fra stato e religioni; l'esperienza religiosa come fatto privato da non imporre all'altro; la sicurezza pubblica come elemento della convivenza fra persone; il benessere come linea-guida per lo sviluppo economico ... 

Osservo con depressione che il pensiero della sinistra non ha strumenti forti per agire in questa situazione di turbolenza. Mentre, lo dico a malincuore, la destra ha perlomeno l'obiettivo (difficilissimo) di accrescere la sicurezza. E' un obiettivo pieno di vincoli, ma è concreto ed è l'unico possibile, almeno nelle fasi di emergenza.

Strano destino quello di dover stare (comunque, a causa della indecenza della nostra destra) politicamente vicino a chi propone parole d'ordine insopportabili: "ritiro delle forze militari di sicurezza dall'Iraq"; "contro la guerra senza se ne ma"; "diessini delinquenti"; "Fassino assassino"; "solidarietà per la resistenza armata  irachena" ... 

Troppo disgustosa questa destra, che costringe a stare di qua. Troppo inquietante questa sinistra che tratta come nemico da annientare (hanno impedito a Fassino di partecipare ad una manifestazione sulla pace) anche il "vicino di opinione".

Strano e inaspettato  destino quello di non avere più una rappresentanza politica. Mi trovo spezzato in due: con la destra in politica estera, con la sinistra su tutto il resto (divisione dei poteri; tasse; investimenti sociali; bioetica)

Manca qui in Italia un Tony Blair. Ma, in fondo, l'Inghilterra è sempre stata lontana dal nostro mediterraneo. Già: Tony Blair che ai tempi del governo dell'Ulivo veniva invitato con Clinton a rappresentare un percorso politico anche per la socialdemocrazia italiana e che oggi è odiato come un nemico.