torna a www.segnalo.it: La svolta linguistica


* LEGA NORD

Soggetto: COMUNICAZIONE POLITICA EUROPA

Fonte: www.ilnuovo.it, 2002

Dagli insulti contro l'Europa-"Forcolandia"... · ...all' "europeismo convinto" attribuitogli a Trieste · Il

leader leghista è il vero busillis della coalizione · E minaccia di destabilizzarne l'attuale

compattezza. 

Peccato che per seri, anzi gravi motivi di forza maggiore (è morto nel 1894,dunque da 106

anni) Robert Louis Stevenson non possa prendere in considerazione l’idea. Peccato davvero perché

l’attualità politica italiana gli offrirebbe, in questi giorni, lo spunto per scrivere un seguito, ambientato nel

nostro paese,di uno dei suoi capolavori: "Strange case of dr.Jeckill and mr.Hide ("Lo strano caso del

dr.Jeckill e mr.Hide"). La storia sarebbe già pronta davanti ai suoi occhi. 

E sarebbe pronto anche il

protagonista, un protagonista chiamato Umberto Bossi.Bossi "convinto europeista", secondo la

definizione datagli da Silvio Berlusconi a Trieste, al termine del vertice italo-tedesco con Schroeder.

Bossi che nei giorni delle polemiche sul mandato di cattura europeo appioppa all’Unione dei 15 il poco

affettuoso nomignolo di "Forcolandia" e che più recentemente, al Congresso della Lega, ad Assago, la

paragona all’Unione Sovietica e non a quella di Gorbaciov,addirittura a quella di Stalin.Non sembrano

due persone in una, appunto un dr.Jeckill e un mr.Hide nello stesso corpo? Sembrano e moltissimo,

anzi lo sono. E’ un nuovo "strano caso" che la geniale penna di Stevenson, inattiva per cause di forza

maggiore, non può raccontare e che non resta tuttavia inedita. A raccontarla ci pensano infatti, con

dovizia di particolari, i giornali di tutto il mondo, nella gran parte dei casi aggiungendo alla cronaca ampi

e stupefatti commenti quasi tutti conclusi con il seguente interrogativo: come può questo dr.Jeckill e

mr.Hide della politica italiana, quest’uomo nel cui corpo convivono - o si dice che convivano -

l’europeismo e l’antieuropeismo essere anche ministro di un governo guidato da un Presidente del

Consiglio che si dichiara "euroentusiasta"?Boh e controboh, risponderebbero altrove. Ma siamo in

Italia, un paese dove si è appena inventato il sistema per far andare d’accordo il diavolo con l’acqua

santa.L’invenzione è stata annunciata e proclamata a Trieste da un personaggio che, nel suo genere, è

non meno geniale di Stevenson, da un uomo che, come scrisse una volta Montanelli, se si fosse

messo a fare il piazzista di vasi da notte sarebbe riuscito a vendere la sua merce anche a chi vive in

appartamenti con dieci bagni.Quest’uomo, Silvio Berlusconi, a Trieste, ha detto: "Non bisogna guardare

al colore e al linguaggio con cui si dicono(da parte del senatur,ndr) certe cose. Se guardiamo sotto la

superfice Bossi è un convinto europeista".E quest’uomo, Berlusconi, non solo ha detto ma subito ha

anche fatto. Dimostrando per l’ennesima volta che Montanelli aveva visto giusto è riuscito a vendere la

sua convinzione (o invenzione?) a Schroeder, il quale, al termine dei colloqui italo tedeschi, ha

dichiarato che le preoccupazioni del suo governo per "le assurde e antistoriche" parole sull’Unione

dette da Bossi ad Assago "ora non ci sono più".Caso chiuso, dunque, tutti felici e contenti, in Italia e

fuori, grazie alla bacchetta magica del nostro Presidente del Consiglio? Potrebbe anche essere: a

patto però che però Bossi stesse alle regole del gioco strano, singolare, unico al mondo inventato da

Berlusconi, e cioè se straparlasse d’Europa e d’altro (ad esempio l’articolo 18 o la grazia a Sofri) solo

ad Assago e dintorni e invece facesse il bravo bambino, indossando il vestitino di "convinto europeista"

confezionatogli dal suo leader, almeno nelle sedi ministeriali.Ma così non è. L’altro giorno al Consiglio

dei Ministri Bossi ha detto, anzi ricordato che il suo partito è stato sempre contrario alla ratifica, da

parte del Parlamento italiano, del Trattato di Nizza, il documento che nel dicembre del 2000, ha

tracciato l’identità della nuova Unione Europea, della più grande famiglia comunitaria che - con

l’allargamento ad altri 10-13 paesi, la riforma delle istituzioni, eccetera - prima la già iniziata

Convenzione Europea e domani, nel 2003, la Conferenza Intergovernativa si preparano a

realizzare.Questo atteggiamento che Francesco Speroni, il braccio destro del leader della Lega, ha

confermato in un’intervista al "Corriere della sera" ("meglio attendere per la ratifica del Trattato") è un

possibile "vulnus gravissimo" per la coalizione di governo o almeno così lo vede il ministro per le

politiche comunitarie Rocco Bottiglione, che è anche uno dei tre capi (gli altri due sono Casini e

D’Antoni) dell’Ucd, la coalizione degli ex democristiani del centrodestra diventata l’oggetto preferito

degli insulti e degli sberleffi di Bossi. E d’altra parte, considerato che l’Italia è uno dei sei paesi

fondatori dell’Europa comunitaria, che ha un Presidente del Consiglio che si proclama euroentusiasta,

una spaccatura nel governo italiano sul trattato di Nizza potrebbe far storcere il naso e far digrignare i

denti a molti leaders politici anche negli altri paesi dell’Unione,compreso il da pochissimo

apparentemente convertito Schroeder.C’è dunque il rischio che la prodigiosa invenzione di Trieste, cioè

la convivenza gradita a tutti o quasi di un mr.Hide e un dr.Jeckill nel corpo di Bossi abbia vita difficile e

breve? Se fossimo altrove risponderemmo che questo rischio c’è, è grosso, anzi enorme.Ma siamo in

Italia, un paese dove qualcuno è riuscito e riesce ancora a vendere vasi da notte anche a chi abita in

appartamenti con dieci bagni.(9 MARZO 2002, ORE 23:50)