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CENTRO DONATORI DEL TEMPO, Como 

INTERVENTO RIABILITATIVO – COGNITIVO

RIVOLTO A PERSONE COLPITE DA DEMENZA : UN SUPPORTO AL MALATO E ALLA SUA FAMIGLIA

varie edizioni: 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2005 

a cura di Luciana Quaia


  

IL PROBLEMA

 

La malattia di Alzheimer, espressione clinica più diffusa fra le varie forme di demenza, esordisce in modo subdolo e progressivo, sino a condurre, in un periodo di tempo abbastanza prolungato, alla perdita totale delle funzioni cognitive. 

Tale malattia, che a tutt’oggi risulta essere ancora inguaribile, produce notevoli disagi per la complessità dei disturbi comportamentali che causa al malato e per l’elevato impegno clinico e assistenziale che occorre attivare, sia all’interno dell’abitazione, sia nei contesti istituzionali. 

La mancanza di terapie farmacologiche risolutive della patologia fa nascere la necessità di identificare altri tipi di intervento che possano limitare l’impatto della degenerazione neuronale e, al tempo stesso, consentire un miglior livello di autostima, autonomia e qualità della vita al paziente e a chi lo assiste. 

In quest’ottica assume un rilevante significato la tecnica della riabilitazione cognitiva, particolarmente indicata nei soggetti che si trovano nella fase iniziale, lieve e moderata della malattia. Attraverso l’impiego di tale tecnica (che si esprime in diversi approcci metodologici) si interviene sulla stimolazione di funzioni ancora presenti nel malato demente, con l’obiettivo di fargli mantenere il maggior numero possibile di abilità per la gestione della quotidianità. 

 

RISORSE DISPONIBILI SUL TERRITORIO 

Non esiste attualmente a Como un servizio pubblico che, accanto a risposte socio-assistenziali, fornisca in modo strutturato interventi riabilitativi a questo tipo di malati.

Le tecniche di stimolazione, infatti, sono ancora in fase di sperimentazione e sono poche le realtà italiane che hanno attivato questi programmi in ambito istituzionale, ospedaliero o ambulatoriale. 

Esiste però il Centro Donatori del Tempo, associazione di volontariato che opera con professionalità sul territorio comasco dal 1978.

In particolare, dal 1992, attraverso la costituzione del Gruppo di Reciproco Aiuto per l’Alzheimer (G.R.A.Al.), tale associazione riveste un ruolo sociale particolarmente pregnante rispetto alle problematiche che la demenza provoca. 

Nel corso di oltre dieci anni, infatti, il Centro ha acquisito una competenza sempre più specifica, sino a qualificarsi, grazie anche alle prestazioni di figure professionali socio-sanitarie  altamente specializzate, come un valido punto di riferimento per enti, servizi e famiglie che si trovano a fronteggiare questo problema. 

Accanto alle attività di segretariato sociale, di supporto psicologico alle famiglie, di incontri formatici e informativi specifici per il care-giver, dal 1998 è stato dato avvio a cicli periodici di stimolazione cognitiva.

Durante questi incontri, condotti dalla psicologa e da alcuni volontari appositamente formati, si ritrovano piccoli gruppi di malati dementi accompagnati da un familiare che, partecipando alle sedute, acquisisce come applicare queste tecniche per poterle poi continuare al proprio domicilio. 

Tutte le attività proposte dal Centro sono gratuite per gli utenti che vi accedono.

 

 

OBIETTIVI GENERALI DELL’INTERVENTO RIABILITATIVO

 

-         aiutare il malato colpito da demenza a sviluppare un processo di adattamento alla sua nuova condizione esistenziale

-         migliorare il suo livello di autostima, attraverso la trasmissione di consapevolezza che “sta facendo qualcosa di utile per sé e per contrastare la sua malattia”

-         rallentare il più possibile (insieme alle cure farmacologiche attualmente disponibili) l’avanzamento degenerativo della malattia e mantenere le potenzialità ancora presenti

-         sostenere il familiare che, spesso in solitudine, vive il dramma dell’impotenza e dell’inadeguatezza rispetto a una malattia che è certamente a prognosi infausta

  

MODALITA’ DI REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO

 

Formazione del gruppo

E’ importante che i componenti del gruppo presentino una certa omogeneità rispetto al livello di gravità della malattia. Nel caso opposto, infatti, si potrebbero verificare crisi di sfiducia o di depressione nel confronto con migliori abilità di altri malati.

 

Per poter pertanto avviare l’intervento di riabilitazione cognitiva è necessario effettuare:

-         colloqui col familiare per conoscere la storia del paziente

-         colloqui col malato di tipo motivazionale e di valutazione delle competenze cognitive esistenti

 

Il gruppo definitivo non dovrebbe superare le dodici unità.

 

Avvio del programma terapeutico

Attivazione di dieci incontri a cadenza settimanale col gruppo di pazienti, accompagnati da un familiare e dalla presenza di un certo numero di volontari per affiancamenti individuali negli esercizi proposti.

La durata di ogni incontro è di circa due ore: riscaldamento del gruppo; proposte di esercizi e giochi (orientamento temporo-spaziale, prassie, sequenze, reminiscenza, ecc.); rilassamento; commiato 

 

TEMPI  : Sabato mattina, dalle ore 10 alle ore 12 circa per un totale di n. 10 incontri