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Politica dei servizi sociali - Formazione
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RSA FONDAZIONE BELLARIA onlus, Appiano Gentile (Como)
Corso interno, a cura di Luciana Quaia, 2004
Descrizione del bisogno:
L’attuale tendenza delle politiche sociali è quella di individuare come strategica chiave di cambiamento della Sanità e dell’assistenza un sistema di servizi socio-sanitari che spostino il loro perno DAL RICOVERO in ospedale o in istituto AL TERRITORIO, privilegiando la prevenzione e la domiciliarità.
Dall’analisi dei dati della spesa pubblica è ormai accertato che curare a casa costa meno, con un notevole risparmio rispetto all’istituzionalizzazione.
Inoltre è inconfutabile che sia opportuno ed utile, sul piano psicologico e di qualità della vita, consentire alla persona - anche con gravi problemi assistenziali –di rimanere il più lungo possibile nel proprio ambiente di vita.
Nell’ambito di un progetto più generale di diversificazione dei servizi offerti dalla Casa di riposo Bellaria (assistenza domiciliare, pasti al domicilio, centro diurno, centro notturno, ricoveri di sollievo), l’aggiornamento e la formazione degli operatori anche durante il lavoro deve considerarsi uno degli strumenti più efficaci per consentire una lettura corretta delle esigenze degli anziani e per garantire flessibilità ai servizi stessi.
Con specifico riferimento alla domiciliarità, attraverso la formazione si intende mettere costantemente in primo piano il cuore del compito di cura e di assistenza all’anziano: la famiglia anziana, il domicilio dell’anziano, il luogo dove è necessario concentrare gli interventi, rivalutare le capacità residue, instaurare una relazione di ascolto e di sostegno, di fiducia reciproca e di confronto.
Tuttavia, poiché ai servizi di assistenza domiciliare afferisce tutta la popolazione con problemi di elevato grado di non autonomia, i percorsi formativi intendono includere un’occasione di conoscenza delle specificità connesse al lavoro di cura con diversi tipi di utenza: persone con disabilità, malattia mentale, malattia terminale.
Obiettivi formativi:
- fornire elementi di conoscenza ed indicazioni operative rispetto a specifiche utenze
- far emergere, esprimere e rielaborare atteggiamenti e sentimenti nei confronti di dell’utenza con gravi problematiche (rapporto con il dolore, approccio alla morte, imprevedibilità di comportamenti aggressivi)
- costruire strumenti di lavoro atti a:
o condividere i risultati che si intendono raggiungere
o coordinare gli interventi e integrare professionalità diverse
o monitorare continuamente le azioni che si svolgono
o valutare i risultati
Contenuti:
- il lavoro con l’utente (disabilità e non autosufficienza; demenza e malattia di Alzheimer; malattia mentale; alcolismo; malattia terminale)
- la relazione con i familiari
- il contesto ambientale
- il metodo e gli strumenti di lavoro
- la rete dei servizi
Modalità di realizzazione:
Interventi formativi condotti da esperti - scelti in base ad un criterio di competenza professionale e con esperienza di lavoro nei servizi - su aree tematiche specifiche: gli aspetti psicologici e relazionali del malato e dei familiari; gli anziani non autosufficienti; l’handicap; la malattia psichica; la malattia terminale.
Risultati attesi:
- sviluppare una capacità di comprensione della famiglia come sistema, dei conflitti e delle alleanze che si possono creare fra i suoi membri
- acquisire la capacità di utilizzare adeguatamente i canali della comunicazione (verbale e non verbale)
- gestire la relazione con l’utente e il familiare che lo assiste in tutta la sua complessità, sviluppando capacità di ascolto, di trasmissione delle conoscenze e di rapporto empatico senza scivolare nell’invischiamento emotivo
- valutare la situazione all’interno dell’équipe e trovare adeguate soluzioni assistenziali