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LIBRI

alcune SCHEDE  BIBLIOGRAFICHE  per argomento


- ANZIANI NON AUTOSUFFICIENZA POLITICHE RICERCA

GORI CRISTIANO (cur.)

LE POLITICHE PER GLI ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI. ANALISI E PROPOSTE

FRANCOANGELI 2001, pag. 352

Il libro offre un importante contributo per affrontare la sfida dell'invecchiamento della popolazione italiana con i

problemi che comporta in termini di servizi sociali e sanitari, presentando analisi e proposte finalizzate allo sviluppo

delle politiche per gli anziani non autosufficienti. Raccoglie i risultati di una ricerca promossa dal Sindacato

Pensionati Italiani della Cgil Lombardia e realizzata dall'Istituto per la Ricerca Sociale.

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- ANZIANI POLITICHE BUONI SOCIO-SANITARI

TESIO LUIGI (cur.), prefazione di GIORGIO VITTADINI

IL BUONO SOCIO-SANITARIO. ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI: IL MONITORAGGIO DEL BUONO IN

LOMBARDIA, 2003

Guerini e Associati 2003, pag. 220

Il continuo aumento della popolazione anziana ha sollecitato alcune riflessioni e un deciso cambiamento d'indirizzo

della politica assistenziale nazionale. In queste pagine si trae un bilancio esaustivo sull'esperienza del buono socio-

sanitario in Lombardia e, ancor più, se ne valutano le possibilità di diffusione e sviluppo. Il progetto pilota lombardo

ha evidenziato con quali tempi, metodi e costi l'assistenza domiciliare si sia dimostrata una risposta efficace alla

libera scelta e richiesta di soluzioni personalizzate da parte della società. Allo stesso modo, l'esperienza presa in

esame ha chiarito la propria compatibilità con le esigenze di spesa. Oltre a ciò, l'introduzione di un modello di

competizione regolata fra soggetti erogatori di servizi con natura sia pubblica sia privata, questi ultimi appartenenti ai

settori sia profit sia non profit, ha gettato le basi per una rete assistenziale sempre più efficiente, efficace e vicina

alla sorgente della richiesta. Il consuntivo di questa importante esperienza, corredato di dati, analisi statistiche ed

esperienze, suggerisce inoltre la possibilità d'introdurre altri «buoni» e altri servizi alla persona in nuovi ambiti e in

altri territori.

Luigi Tesio si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Milano nel 1977. Attualmente egli è

primario fisiatra presso la Fondazione Salvatore Maugeri in Pavia. L'attività clinica è stata preceduta e

accompagnata da esperienze di ricerca sperimentale in fisiologia nervosa e in biomeccanica. L'esperienza

assistenziale e clinica ha percorso anche l'Istituto di Riabilitazione Geriatrica Pio Albergo Trivulzio e l'Ospedale San

Raffaele in Milano. A Luigi Tesio si riconduce una significativa produzione scientifica su temi relativi al controllo e

alla rieducazione del movimento e a metodi e tecniche di misura di outcome in Riabilitazione. Come pubblicista egli

dirige il periodico Ricerca in Riabilitazione. Dal 2001 Luigi Tesio è responsabile dell'area di medicina riabilitativa e

servizi socio-sanitari del Crisp.

Il Crisp è il Centro di Ricerca Interuniversitario sui Servizi di Pubblica utilità alla persona. Vi confluiscono diversi

Atenei che partecipano a iniziative comuni di ricerca e di intervento interdisciplinari nel settore del controllo di

efficacia, efficienza e qualità dei servizi alla persona.

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- ANZIANI RSA QUALITA'

BARBANOTTI GIANLUCA., DE CECCO GABRIELE, ROSSI GUENDALINA

STRUTTURE PER ANZIANI. Gestire la qualità nei servizi

CAROCCI EDITORE 2001, pag. 120

I servizi alla persona, centri residenziali, centri diurni, assistenza domiciliare e altri servizi innovativi hanno ormai

acquistato notevole importanza e visibilità Frutto del- l'incontro di affermati specialisti e professionisti del settore,

questo libro offre un quadro di riferimento generale sull'argomento, individuando nello sviluppo delle com petenze

trasversali e nella coerenza tra obiettivi interni ed esterni la chiave per una gestione capace di soddisfare i bisogni

reali dei cittadini Particolare attenzione e riservata alle esigenze espresse dagli utenti maggiormente m difficoltà per

consentire non solo l'adeguamento del servizio ai loro bisogni, ma anche l'esercizio effettivo della partecipazione

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- ANZIANI SERVIZI SOCIALI CENTRI DIURNI

Penzo Piergiorgio

L' altra casa

Vega 2000, pag. 195

Negli ultimi anni è stata sperimentata la possibilità del centro diurno per anziani come servizio che garantisce

all'anziano l'opportunità di rimanere autonomo e di stabilire relazioni socio-culturali senza abbandonare il proprio

ambiente e la famiglia. Il testo racconta l'esperienza del Centro Diurno di Chioggia, illustrando le motivazioni e le

scelte tecniche che precedono la realizzazione dei centri semi-residenziali e gli sforzi e gli interventi necessari per

realizzare questo tipo di struttura che vuole migliorare la qualità dei servizi agli anziani e la loro vita.

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- ANZIANI VECCHIAIA BIOGRAFIA

PETRONIO GIUSEPPE

LE BARACCHE DEL RIONE AMERICANO

UNICOPLI 2001, pag.

Un grande storico letterario, giunto ai novant'anni e passa, ripensa la sua vita, sullo sfondo del secolo che ha

attraversato quasi per intero. E scrive un libro inatteso, straordinariamente suggestivo, tra la memoria

autobiografica, il romanzo di formazione, la narrativa saggistica.

Petronio ci rivela il suo io più privato, la passione familistica, gli struggimenti amorosi, i sogni di gloria, gl assilli

esistenziali. Insieme, ripercorre la sua carriera pro-

fessionale, gli insegnamenti in Italia e all'estero, i maestri del pensiero con cui è stato in rapporto, le riviste che ha

fondato e diretto. Nessuna albagia accademica però, in lui: al contrario, un impegno civile e politico tenace, pur nel

cambiamento dei sistemi di valori proposti da un mondo in evoluzione inarrestabile. "Le baracche del Rione

Americano" illumina dall'interno la personalità energica e complessa di uno dei protagonisti della vita culturale italiana

novecentesca.

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- ASSISTENTI SOCIALI SERVIZIO SOCIALE

AA.VV.

Rapporto sulla situazione del servizio sociale

Eiss 2001, pag. 431

In questo volume vengono presentate le questioni relative alla presenza, all'evoluzione e alla potenzialità di un

servizio ritenuto indispensabile per la realizzazione del nuovo welfare in Italia. E' un'opera che si propone di

diventare un punto di riferimento per gli assistenti e gli operatori sociali e per gli amministratori, e uno strumento per il

governo del sistema dei servizi sociali in Italia. Il Rapporto dà conto dei dati relativi all'area dei servizi sociali,

dell'evoluzione del sistema formativo degli assistenti sociali e dell'evoluzione del quadro legislativo.

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- ASSISTENTI SOCIALI SERVIZIO SOCIALE

FERRARIO FRANCA

IL LAVORO DI GRUPPO NEL SERVIZIO SOCIALE

CAROCCI 2001, pag. 207

Le iniziative di gruppo e la necessità di affrontare i problemi attraverso il confronto impongono a studenti ed

operatori una riflessione metodologica ed operativa sullo spazio del gruppo nel lavoro sociale e professionale. "Al di

là dell'alternativa che rappresenta e delle opportunità che offre, il gruppo può configurarsi come una proposta

culturale complessiva e costituire la cifra compositiva di tutto il lavoro sociale professionale"

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- BIOETICA

BERLINGUER GIOVANNI

BIOETICA QUOTIDIANA

GIUNTI 2000, pag. 198

Gli aspetti della bioetica che interessano ognuno di noi, che determinano le scelte importanti della vita quotidiana del

singolo cittadino come quelle dei gruppi e delle diverse etnie. Le scelte della scienza medica su temi come

riproduzione assistita, sessualità, morte, legame tra salute e lavoro, pongono inevitabili interrogativi morali,

obbligandoci a chiedere quali limiti si possono oltrepassare per garantire il diritto alla salute. L'autore, presentando

argomentazioni scientifiche e riflessioni socio-culturali, analizza uno dei temi più dibattuti del nostro tempo.

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- BIOETICA

POLLO SIMONE

SCEGLIERE CHI NASCE. L'ETICA DELLA RIPRODUZIONE UMANA FRA LIBERTA' E RESPONSABILITA'

GUERINI EDITORE 2003, pag. 188

Fecondazioni assistite, ingegneria genetica, clonazione: sono alcune delle tecnologie che stanno provocando una

vera e propria rivoluzione nella sfera della riproduzione umana. Per chi desidera riprodursi cresce la possibilità di

scelta, ma si moltiplicano anche gli interrogativi morali. Le persone hanno diritto a procreare anche ricorrendo a

tecniche di fecondazione assistita? È moralmente accettabile scegliere alcuni tratti dell'identità di chi nasce? Che

cos'è la riproduzione moralmente responsabile?

Questi e altri interrogativi suscitati dalla «rivoluzione riproduttiva» sono affrontati, senza introdurre discriminazioni

pregiudiziali fra riproduzione naturale e non, attraverso un'argomentazione che, da un lato, giustifica il diritto

individuale alla libertà riproduttiva e, dall'altro, si interroga su quale sia la condotta moralmente responsabile di fronte

alle scelte che contribuiscono a determinare l'identità del nascituro

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- COMUNICAZIONE INTERNET WEB

CARLINI FRANCO

LO STILE WEB. Parole e immagini nella comunicazione di rete

EINAUDI 1999, pag. 186

Terremoto Internet

Rivoluzione Internet;i C'è da dubitarne, malgrado le grida di entusiasmo e le ideologie, tipicamente californiane, che lo

ai fermano Semmai e dilatazione di fenomeni già esistenti, quel

II della società dell'immateriale e senza confini

Ma, se non e rivoluzione, l'intensità delle reazioni emotive di fronte a questo fenomeno indica comunque che almeno

di un terremoto si tratta, con effetti destabilizzanti vistosi sull'mtera società E più intenso (e meno decifrabile) di

quello provo cato dal Personal Computer Riguarda l'intero sistema delle telecomunicazioni, le banche e il commercio,

il diritto Soprattutto destabilizza, in maniera assolutamente positiva, i mezzi di comunicazione e i linguaggi,

investendo «catastroficamentè» la cultura del libro e i mestieri intellettuali

II trionfo della parola

Gli intellettuali progressisti del mondo di carta si attestano perciò sull'idea consolatoria che computer e Rete siano m

con tinuità con la cultura della parola scritta realizzandone un teli ce ritorno Ci sono molti motivi per sostenerlo, dato

che il computer e effettivamente una macchina linguistica a comin dare dalle sue strutture profonde II successo dei

programmi di word processing e delle forme di comunicazione orale scntta in rete sostengono questa ipotesi

Dal testo all'ipertesto

Con gli ipertesti tuttavia comincia la dissoluzione del modello del libro caratterizzato da finitezza, chiusura,

immodificablli tà e cambia li peso dell'autore Sembra che si realizzi un massimo di liberazione del lettore, m grado di

generare molteplici testi a partire da una trama di rimandi, ma ciò è vero solo parzialmente i poteri dell'autore restano,

sia pure in altre forme, e gli ipertesti, più che destrutturare il testo, sono semmai l'ultima e più moderna forma del

testo classico Non senza difetti e problemi, peraltro L'ipertesto in rete, in forma di Web

Se poi l'ipertesto allarga i propri link a tutto il mondo, diventando «Word Wide», allora si pongono problemi del tutto

nuovi: la sensazione immediata e prevalente è quella del disordine totale e del caos (che allarma molti), dove

l'orientamento è sempre più difficile. Per questo, fin dalle sue origini, le pagine Web hanno sviluppato dei sistemi

segnaletici, anche abbastanza rudimentali, come ausilio alla navigazione e all'interazione, sia pure in un contesto

che era ancora abbastanza povero graficamente e prevalentemente contenutistico.

Segnali di rete

Non poteva però rimanere immobile la grafica Web, tanto più quando i nuovi siti, per lo più a ispirazione commerciale,

ponevano esigenze di atmosfera e non solo di raccolta di documentazione. Cosi lo stesso linguaggio ipertestuale,

l'HTML, si va evolvendo verso prestazioni più evolute, pur rimanendo al di sotto delle prestazioni raffinate della

grafica computerizzata.

In ogni caso non è solo un problema di grafica, ma di vera e propria architettura concettuale con cui le informazioni

vengono disposte e collegate. Ogni sito, a seconda dei suoi fini, deve

rispondere in maniera adeguata a esigenze di coerenza, leggibilità e gradevolezza.

Pratiche della lettura Web

Nessun testo nè ipertesto è davvero separabile dal suo lettore e dalla pratica della lettura che è anche un

movimento fisico, prima che mentale. La lettura dei testi elettronici per certi aspetti richiama quella dei rotoli di papiro

o le macchine a lettura multipla medievali. Ma per altri instaura una pragmatica affatto nuova: saltellante, per

frammenti, alla ricerca di punti di luce e di colore e di elementi di sorpresa. La lettura si fa più anarchica e

associativa e non è detto che sia sempre un male.

Erosione del testo

La tensione tra parole e immagini è sempre esistita. Ma la storia della comunicazione umana presenta non solo casi

di conflitto tra il visuale e il testuale, ma anche di confluenza e simbiosi. Persino Alessandro Manzoni lavorò con

successo a una tale integrazione, nell'edizione illustrata dei Promessi Sposi. E, pur essendo largamente costruiti

attorno al figurativo, anche cinema e televisione usano (o riusano) le parole in maniera originale. Sul Web, per

contrasto, sembra già esaurita la spinta verso le tecnologie di tipo televisivo. I giochi sono aperti.

Parole e immagini

La contrapposizione tra parole e immagini non è cosi fonda-ta come si ritiene. E nemmeno quella tra Razionale-

Emotivo, Simbolico-Percettivo, Libro-Televisione, Attivo-Passivo.

Sono piuttosto due modalità, pienamente umane, di guardare alla realtà e di leggerla. Un mezzo comunicativamente

ricco dovrebbe valorizzarle entrambi, anziché contrapporle o giustapporle.

Un nuovo medium (possibile)

Internet può frammentarsi e ridursi a canale di trasmissione, al servizio dei media esistenti, oppure, si spera,

acquisire lo statuto e la dignità di un medium autonomo e ricco, anche distinto dagli altri. In questo caso si dovrà

accentuare un doppio percorso che oggi è già parzialmente in atto: parole che si fanno immagini e immagini che si

fanno parole e azioni. L'interfaccia dei siti è il luogo dove questo può avvenire, rispondendo a bisogni di narrazione

e di orientamento che vanno ben oltre la metafora del desktop. Qui il ruolo dei progettisti si fa ricco e complicato,

trattandosi non più di «disegnare», ma di predisporre l'ambiente per le interazioni. L'idea del «ritorno» (della oralità o

della parola scritta) è fallace. La parola ha da cedere il passo, ricollocandosi dentro un continuum di linguaggi.

Intellettuali

Per i mestieri della conoscenza, sempre più dilatati e diffusi, la presenza della rete diventa occasione, ma anche

elemento di crisi. Una volta che essi abbiano almeno in parte tagliata

la sudditanza dal testo scritto come solo veicolo di cultura (e di poteri), si aprono orizzonti di interesse. Nella rete

come fonte, nella «spazzatura» Internet come terreno di analisi sociale e antropologica, nel Web come linguaggio più

difficile ma anche potenzialmente più ricco, per il quale non esistono scuole nè manuali, ma solo un processo di

invenzione alfabetica collettiva.

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- COMUNICAZIONE SCRITTURA RETORICA

Queneau Raymond (traduzione di Umberto Eco)

Esercizi di stile

Einaudi 1983, pag.

Splendido "gioco letterario" di Queneau, che, partendo dall'arte della fuga di Bach, applica lo stesso sistema alla

letteratura.

Un episodio di vita quotidiana, di una banalità sconcertante:seguono 99 variazioni sul tema che mettono alla prova

tutte le figure retoriche, frantumano la sintassi, giocano con generi letterari, lessico e lettere alfabetiche: mille

sorprese, mille colpi di scena, mille mondi che ogni volta paiono diversi.

Il punto di vista di Queneau varia continuamente, e allo stesso modo varia quello del lettore: si moltiplicano le

immagini e i colori così come avviene all'interno di un caleidoscopio mentre un bambino ne gira la lente.

Gli Esercizi sono stati da sempre considerati intraducibili, perché troppo legati alla specificità della lingua francese.

Umberto Eco ha accettato la sfida, tentando più che altro di capire le regole del gioco e andando talvolta"oltre"

Queneau, giocando la stessa partita, ma con un'altra lingua. Il risultato è un'opera altrettanto affascinante e ricca di

stimoli: non una semplice traduzione ma un omaggio al grande scrittore francese.

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- CRIMINALITA DEVIANZA ROMANZO

BUNKER EDWARD

COME UNA BESTIA FEROCE

EINAUDI 2001, pag.

Questo noir di Edward Bunker ha la forza e la capacità di raccontare in modo realistico e violento la psicologia (o

forse sarebbe meglio dire la psicopatologia) del criminale.

Il protagonista Max Dembo, dopo anni passati nel carcere di massima sicurezza di San Quintino a Los Angeles,

esce in libertà vigilata. Ha deciso di chiudere con il crimine, basta, vuole una vita normale, un lavoro, una casa, una

donna. I propositi iniziali sono buoni, ma non ha fatto i conti in primo luogo con la realtà esterna per nulla disposta ad

accettare un reietto della società. Dembo, una volta fuori, scopre definitivamente che i suoi habitat naturali sono i

bassifondi della metropoli, le prostitute, i drogati e i piccoli criminali e che la sua vera e unica vocazione è il crimine.

L'autore, che da ex detenuto pluricondannato ha vissuto in prima persona le vicende narrate, cerca di descrivere

ed analizzare il perenne concetto di bene e male presenti all'interno del singolo e della società.

Le domande ricorrenti che traspaiono nella narrazione sono sempre le stesse: "Quanto il singolo individuo è

disposto a cambiare realmente la propria vita?" e "Quanto è in grado la società di accettare, ed eventualmente

aiutarne, i suoi mutamenti?". Come una bestia feroce tenta di dare alcune risposte.

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- CRIMINALITA' ECONOMIA GLOBALIZZAZIONE

BECUCCI S., MASSARI M.

GLOBALIZZAZIONE E CRIMINALITA'

LATERZA 2003, pag.

Il pericolo crescente che la criminalità organizzata pone oggi all’economia legale, la società e la democrazia dipende

innanzitutto dalla sua capacità di inserirsi nelle dinamiche della globalizzazione e di sfruttare, a proprio vantaggio, le

opportunità offerte da un mondo sempre più interdipendente.Tali sviluppi – in atto già da tempo a livello

internazionale - hanno interessato, a partire dai primi anni Novanta, anche l’Italia dove, al processo di allargamento

delle dimensioni dei principali mercati illeciti, è corrisposto un crescente allarme nei confronti di gruppi criminali,

spesso strutturati su una comune base etnica, che risultano gestire attività intollerabili che, nella riduzione degli

esseri umani allo stato di schiavitù, evocano lo spettro di rapporti di dominio appartenenti ad un emisfero sociale

arcaico.Dei fenomeni di criminalità organizzata transnazionale, tratta di esseri umani per varie forme di sfruttamento

e di tr affico di migranti destinati ad alimentare i mercati clandestini del lavoro, questo libro offre una prospettiva

inedita che coniuga l’analisi della situazione italiana a quella internazionale, fornendo informazioni di prima mano

provenienti sia dalla ricerca empirica sui meccanismi alla base di queste mercati, sia dal riferimento ad un’ampia

letteratura internazionale pressoché sconosciuta in Italia. Il libro si completa con una disamina dei principali strumenti

giuridici in materia esistenti a livello internazionale e con un’attenta analisi della recente Convenzione delle Nazioni

Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.Globalizzazione e criminalità costituiscono, quindi, una chiave

di lettura che consente agli autori di affrontare, in modo del tutto originale, un dibattito ancora poco noto in Italia che,

per la chiarezza espositiva con cui viene delineato, fa di questo libro uno strumento di analisi adatto non solo ad un

pubblico di esperti, ma anche di magistrati, giornalisti, operatori sociali, studenti e persone interessate.

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- CULTURA SOCIOLOGIA GLOBALIZZAZIONE

BARICCO ALESSANDRO

NEXT. PICCOLO LIBRO SULLA GLOBALIZZAZIONE E SUL MONDO CHE VERRA'

FELTRINELLI 2002, pag. 90

Nato come raccolta degli articoli di approfondimento apparsi sulle pagine del quotidiano La Repubblica, questo

piccolo libro affronta un grande tema: la globalizzazione.

Lo scrittore risponde a una serie di domande, per capire meglio il fenomeno e per comprendere quanta parte del

pianeta coinvolga. "La globalizzazione buona è fatta con gli stessi

mattoni della globalizzazione cattiva" scrive Baricco. Come si fa a distinguerle?

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- CULTURE MIGRAZIONI FAMIGLIE ROMANZO

Ishiguro k

quando eravamo orfani

Einaudi 2000, pag.

L'autore, lo stesso di "Quel che resta del giorno", ha scritto una storia semplice e meravigliosa che attraversa un

Oriente pieno di misteri e una Londra affascinante e delicata, e insegna come l'amicizia sia importante e lo siano

anche le origini.

Per appartenere a un paese non e' necessario essierne cittadini, e il protagonista, un inglese che ha trascorso

l'infanzia a Shangai, lo sa bene.

Diviso tra l'amore per i ricordi e la ricerca dei genitori, legato pero' all'Inghilterra e a un giovane affetto che lo attende

sempre al suo ritorno.

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- DIRITTO COSTITUZIONALE

ONIDA VALERIO

LA COSTITUZIONE

IL MULINO 2004, pag. 136

Che cos'è una Costituzione? Non una legge qualsiasi. Non la soluzione di ogni problema. Ma la carta dei valori di

fondo, dei diritti di tutti, delle regole per tutti. In questo volume un costituzionalista, che è anche giudice

costituzionale, rilegge - inserendola nell'orizzonte più ampio del costituzionalismo contemporaneo - una pagina

fondamentale della nostra storia, dallo Statuto albertino sino all'approvazione della Carta del '47, e ci fa capire cosa

è, com'è nata, come viene attuata e modificata, come vive "la legge fondamentale della Repubblica". Ci introduce nel

suo testo chiarendone l'architettura, i concetti chiave, il linguaggio e lo "spirito", e spiegandone i contenuti, dai diritti

civili, politici e sociali, alla organizzazione dei poteri dello Stato, alla giustizia, ai rapporti internazionali e con l'Europa.

Ma soprattutto trasmette al lettore il senso e l'attualità dei principi che stanno alla base della nostra convivenza civile

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- DIRITTO PENALE

COLOMBO GHERARDO, DAL MORO ALESSANDRA

COME AFFRONTARE IL PROCESSO PENALE

HOEPLI 2001, pag. 229

Come funziona il processo penale. Questo volume offre un approccio pratico fornendo le informazioni fondamentali

sulla procedura e sui soggetti che vi

partecipano La struttura del testo consente a chi affronta un procedimento penale di avere una visione complessiva

dei singoli istituti, ma anche di conoscere nel dettaglio i propn diritti nelle vane fasi che conducono alla sentenza

definitiva Sono analizzati i rapporti con l'avvocato difensore, anche sotto il

profilo economico, i possibili atteggiamenti scorretti del giudice del pubblico ministero o dello stesso difensore e le

strade per affrontarli Particolare attenzione e dedicata alle più recenti riforme come quella del giusto processo, del

difensore d'ufficio e del giudice di pace II libro si rivolge non solo a chi deve affrontare in prima persona un

procedimento penale, ma anche a chiunque voglia conoscere come funziona un aspetto fondamentale della giustizia

italiana.

Indice Responsabilità e sanzioni - Persone - La notizia di reato - I poteri del pubblico ministero - La polizia giudiziaria

- II difensore - L intervento del giudice -

L esito delle indagini preliminari - Le indagini davanti al giudice di pace - Soluzioni alternative del processo - II

dibattimento - Le impugnazioni - L esecuzione dei provvedimenti giunsdizionali - II casellario giudiziale - I profili

economici della difesa Rimedi e garanzie nei confronti dei magistrati e dei difensori

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- DIRITTO PUBBLICO FEDERALISMO COSTITUZIONE

AA.VV.

Problemi di federalismo

Giuffre' 2001, pag. 441

I principali problemi che sorgono per il cambiamento del Titolo V della Costituzione italiana - relativo a Regioni,

Province e Comuni - vengono presentati in questo volume. Esso illustra - attraverso il contributo di diversi prestigiosi

studiosi italiani - alcuni dei profili giuridici più rilevanti di una riforma che si presenta come vera e propria

innovazione strutturale dello Stato.

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- DIRITTO PUBBLICO FEDERALISMO COSTITUZIONE

Groppi Tania

Federalismo e costituzione

Giuffre' 2001, pag. 223

, , , Milano 2001, pp. 223, Euro 17,56.

La partecipazione delle regioni alle funzioni dello stato centrale è uno dei temi all'ordine del giorno della riforma delle

istituzioni in senso federale, ma il loro ruolo nel procedimento di revisione costituzionale non ha ricevuto se non una

limitata attenzione. Vi è una forte connessione tra formula di revisione costituzionale e forma di stato, che non

riguarda l'esigenza di dar voce solo alle istanze di matrice territoriale, ma anche alle espressioni di un diverso tipo di

pluralismo - caratteristico delle società contemporanee basate su appartenenze e differenziazioni che non trovano

nel territorio un supporto adeguato.

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- ECONOMIA

RAJAN RAGHURAM, ZINGALES LUIGI

SALVARE IL CAPITALISMO DAI CAPITALISTI

EINAUDI 2004, pag. 390

I capitalisti affermati hanno paura della competizione, che mina il predominio delle imprese esistenti e le costringe a

riguadagnarsi la propria posizione ogni giorno. I mercati finanziari sviluppati spaventano particolarmente, perché

favoriscono e alimentano la concorrenza, equiparando i punti di partenza.

L'Italia è un esempio da manuale della degenerazione del capitalismo in un sistema di élite, fatto dalle élite, e per le

élite. E rappresenta, al tempo stesso, un caso emblematico del ruolo decisivo svolto dal sistema finanziario in questa

degenerazione. Non è sorprendente che in Italia tutte le nuove opportunità di investimento, dai telefoni cellulari alle

società di servizi pubblici neoprivatizzate, siano sempre sfruttate da pochi privilegiati. Sono gli unici con il denaro e i

contatti per farlo. E non sorprende neppure che queste stesse persone si oppongano a uno sviluppo finanziario:

andrebbe a intaccare proprio la fonte della loro rendita di posizione.

Raghuram Rajan and Luigi Zingales

SAVING CAPITALISM FROM THE CAPITALISTS:

Unleashing the power of financial markets to

create wealth and spread opportunity

Opening

There is widespread belief that free markets (and especially free financial markets) do

not benefit the common man, let alone the poor: they are only an instrument for the

rich to get richer. In this book not only do we show this belief is false, but in fact the

opposite is true. Free markets (and especially free financial markets) are the single

most important tools to eliminate poverty and spread opportunity.

An example from the introduction should make our point clear: Sufiya Begum, a poor

Bangladeshi villager needs twenty-two cents to buy the raw material for the stools she

makes. For lack of better alternatives, she has to borrow this money from a

middleman, who forces her to sell the stools back to him as repayment for the loan. Of

course, he sets the price. Thus, Sufiya gets only two cents for a hard day’s labor.

In this vignette many see the worst of capitalism: exploitation of labor. But this is not

an inevitable consequence of capitalism. In fact, this situation could not be further

away from the essence of capitalism: free access and competitive markets. It is the

lack of access to competitive financial market or a friendly financial institution where

Sufiya Begum could borrow at reasonable rates, which keeps her labor captive. But

why don’t these markets and institutions emerge?

Many have tried to answer this question by pointing to culture, history, and religious

traditions. Our answer is much simpler, these markets and institutions do not emerge

because the capitalists (in this case the middleman) oppose them, and for a very

obvious reason. They stand to lose if access to finance became freer and they faced

competition. The problem is that people do not distinguish enough between true free

market capitalism, which implies competition and equal access, and the failed version

Sufiya Begum sees and both get tarred with the same brush. Economists as a

profession have also been guilty in focusing on the idealistic virtues of the former

while the public all too often only sees the likelihood of the latter. This book is an

attempt to bridge the gap.

An Example

The starting point in this book is that competitive free markets do not flourish in a

state of anarchy, in a state of “laissez faire, laisse passer”. This belief does

incalculable harm to the cause of markets. Instead, they flourish in a delicate middle

ground, where there are enough rules and regulations to facilitate access and

competition and not so many that the market is suffocated.

Take an example: If you wanted to fly and there was no supervisory authority in the

airline industry and no regulations enforcing safety standards, you would be very

reluctant to fly fledgling airlines. You would prefer the established ones that had the

track record and the reputation. So a complete lack of safety regulations in the airline

industry would favor established firms, making entry impossible, and killing

competition.

But if the regulation said that you had to have a proven 5 year track record of

profitable flying before you would be allowed to take passengers, new entry would

again be killed off, for how can new entrants have a proven record? It is the delicate

middle ground, where enough rules are in place so that people feel confidant in flying

the new entrants, but not so much that the new entrants can never qualify, where

competition flourishes.

But once you accept that some rules and regulations are needed but not too much, the

old mantras are useless. One cannot adopt the posture of the traditional right saying

any government suffocates markets. Neither should one adopt the posture of the

traditional left that markets are terrible and governments should replace them. The

right position is the Goldilocks position – neither too little nor too much of the

government is best for markets.

Quoting from the book:

“While the absence of rules make the playing field uneven, too many rules of

the wrong kind make it uneven again—a truly free and competitive market

occupies a very delicate middle ground between the absence of rules and the

presence of suffocating rules. It is because this middle ground is so narrow

that capitalism in it best form is very unstable. It easily degenerates into a

system of the incumbents, for the incumbents, by the incumbents.”

But to understand how this can be achieved, you have to ask “Who typically makes

the laws and rules, and what is their objective?”

Who makes the rules?

Let us take the most common political system, a democracy. In a democracy, it is

assumed the rules are made by the people through their elected representatives for the

common welfare. A long tradition at the University of Chicago, called private interest

theory, says this is simply not true. Consider an example:

Recently, President Bush levied tariffs on imported steel. The alleged reason was to

protect American jobs. But there are only 190,000 workers producing steel and 9

million in steel-consuming jobs. While steel prices in the United States have indeed

gone up, steel prices have fallen below US levels in the rest of the world as exporters

redirect their steel away from the United States. This hurts US industries that rely on

steel as an input: they can no longer compete with foreign manufacturers who now

enjoy cheaper steel inputs. As a result, some US manufacturers have threatened to

move their manufacturing abroad. Far more American jobs were put at risk outside

the steel industry by the steel tariffs than were saved in it. So the tariffs were certainly

not in the public interest.

The truth is that the tariffs were a subsidy, not so much to the steel workers who

could have been helped at lower cost to the economy through a direct handout, but to

the owners and top managers of the distressed steel firms, who benefit handsomely

from the tariff. The reason they prevailed is that the concentrated lobbying power of

established powerful private interests often outweighs the public interest – as a test,

how many of us really know the details or cared enough to voice opposition to the

tariffs.

It is because rules are made (or not made) in the interests of incumbents, the

middleman who exploits Sufiya or the old uncompetitive steel firms in the US that the

Chicago school has opposed regulation. Unfortunately, too many, including some

from Chicago, have concluded that the solution is to press for extremely limited

government. Confronted with the plight of people like Sufiya Begum, the only answer

traditional free marketers could offer was “laissez faire, laissez passer”. As a result,

anybody with a sense of compassion would naturally move to the Left, which at least

appeared to be offering solutions. All the political attempts to improve capitalism

focused on limiting markets rather than on enhancing them. We do not want to tame

the creative power of markets, we want to liberate it. But to liberate this powerful

force, we need to strengthen the political support in favor of capitalism.

So what do we propose?

In sum, markets need political support to provide the right amount of rules and

regulations that will allow them to flourish. What will ensure that political action is

public spirited and that the rules and regulations are not made to protect the interests

of a few incumbents? What will ensure that incumbents have largely the same

interests as everyone else?

We propose four pillars. Like pillars bearing a load, these proposals are mutually

reinforcing and will help achieve the objective. But taken by themselves, they may

seem perverse.

1) Efficient ownership

Inefficient owners tend to oppose rules that promote competition – they see the

downside of freer markets rather than the upside of opportunity that those markets

bring. Moving more from income taxes which penalize the efficient to property taxes,

which demand you earn on the wealth under your custody would be a step in the right

direction in reducing inefficient ownership. Of course, we do not advocate increasing

taxes – God Forbid -- simply shifting their form.

Studies show that firm owners who inherit their control tend to be particularly

inefficient. All too often, managerial genes are not passed on by the founder. So an

inheritance tax levied on transfer of active control of corporate assets (though not on

passive ownership) would be another step in the right direction. In this respect, estate

taxes, while not targeted in the best way possible, perform a useful role. We do not

support the recent move to eliminate them.

2) Open borders

Borders open to trade and capital flows tend to do something very good for rule

making. Domestic firms are forced to compete with foreign firms, essentially creating

a proxy competition between domestic rule makers and foreign rule makers. Domestic

incumbent interests can no longer prevail since inefficient rules favoring certain

segments will jeopardize the entire economy. Open borders provide a country’s

people the best chance that their country’s rules will be made so as to enhance the

public interest. The enormous growth in the last 30 years, and the progressive removal

of overweening protective regulation in country after country is testimony to this.

So we believe that anti-globalization protesters are barking up the wrong tree. By

closing down borders, they will make sure that opportunity will be killed, especially

for the young, and that large domestic firms will prevail.

3) Safety Net:

Competition creates winners and losers. This is indeed one of the biggest sources of

tension between democracy and markets. People who are left behind by the economy

still have their political power. The problem, however, is that those without hope in

the market economy will understandably use their political power to subvert its

foundations: witness the march of steelworkers on Washington to demand protection.

Worse, incumbents will ride the coattail of this anti-market protest and pressure for

protection as well. This might lead, as in the steel example, to protectionism, which

typically tends to be long lasting. In fact, we have only recently recovered from the

closing down of markets that took place in the 1930s.

Thus, a safety net is needed to give people who are left behind hope, so that they do

not turn against markets and become easy political prey for the incumbents.

But much of the safety net in developed countries is focused on protecting firms, not

people. In developing countries, there is still too much reliance on the family as the

safety net. The safety net should be formal and should protect people not firms.

It should not be merely in the form of handouts. Instead, it can be designed to make

the market work better, for example by providing job training and healthcare that will

make people see opportunity in the market again.

Here, we see the administration’s proposals to create more individual savings schemes

as steps in the right direction – this will help separate individual security from the

security of the firms they work for.

Finally, all this is not to say we do not have an ounce of compassion. Only that

compassion is a tricky foundation to base policy on.

4) Awareness:

But the most important force in democracy to ensure rules are set well is awareness of

you, the people. It is your belief in the power of free markets, and your knowledge of

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- ECONOMIA FINANZA PUBBLICA

AA.VV

Sbilanciamoci! Rapporto 2002

Manifestolibri, 2001, pag. 280

Il volume presenta il Rapporto della campagna "Sbilanciamoci", organizzata da più di trenta organizzazioni della

società civile, per analizzare criticamente le politiche economiche del governo italiano, contenute soprattutto nella

legge Finanziaria e di Bilancio dello Stato. Si verificano l'attenzione e l'importanza date ai bisogni sociali - in

particolare delle categorie più deboli - , alla questione ambientale, alla cooperazione internazionale e alla pace. I

contributi degli oltre trenta esperti propongono alternative concrete e possibili per orientare in modo più solidale ed

equo la politica finanziaria dello stato.

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- ECONOMIA POLITICA MERCATO DEMOCRAZIA

STIGLITZ JOSEPH E., PENNACCHI LAURA

IN UN MONDO IMPERFETTO. MERCATO E DEMOCRAZIA NELL'ERA DELLA GLOBALIZZAZIONE

DONZELLI EDITORE 2002, pag. 128

L'autore del testo - noto economista - analizza i vari aspetti dell'economia globale, mettendo in evidenza le profonde

contraddizioni che si celano dietro il processo di globalizzazione, in quanto mancano delle istituzioni politiche

'globali', capaci di affrontare i cambiamenti imposti dal nuovo mercato. Ripercorrendo le scelte più importanti degli

stati nella trasformazione dell'economia mondiale, si pone in evidenza l'esigenza di ridefinire il ruolo delle nazioni

basandosi sul concetto di trasparenza al fine di perseguire giustizia sociale e democrazia vera.

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- ECONOMIA SPESA PUBBLICA ITALIA

Bernardi Luigi, Zanardi Alberto (a cura di)

La finanza pubblica italiana - Rapporto 2001

Il Mulino 2001, pag. 376

Il periodo esaminato dal Rapporto è stato caratterizzato dal confronto elettorale, che ha condizionato tanto le scelte

del governo uscente che i primi interventi di Berlusconi. L'obiettivo ultimo da assegnare alla politica di bilancio resta,

per gli uni e per gli altri, il sostegno della crescita economica e della competitività del paese, nel quadro peraltro dei

vincoli concordati in sede di Patto di stabilità e di crescita.

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- ENTI LOCALI LEGISLAZIONE

BARUSSO EDOARDO

IL DIRITTO DEGLI ENTI LOCALI

MAGGIOLI 2001, pag. 1046

Un manuale che traccia un quadro della normativa vigente in materia di ordinamento delle autonomie locali alla luce

del D.Lgs. 267/2000, aggiornato alla L. 26/200

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- EUROPA NAZISMO

TAYLOR KRESSMANN

DESTINATARIO SCONOSCIUTO

RIZZOLI 2000, pag.

1932. Martin Schulse, tedesco, e Max Eisenstein, ebreo americano, soci in affari e amici fraterni, si separano

quando Martin decide di lasciare la California per tornare a vivere in

Germania con la famiglia. Inizia tra i due uno scambio di lettere, nei toni di una intensa partecipazione affettiva.

Ma l'ombra della Storia si proietta sul destino dei due amici. Hitler sale al potere, voci sempre più allarmanti giungono

alle orecchie di Max. Martin, da parte sua, guarda dapprima con perplessità, quindi con crescente entusiasmo ai

destini della nuova Germania guidata dal Fuhrer.

E la corrispondenza riflette stati d'animo in evoluzione: si insinua una nuova freddezza, l'affetto si incrina, i contrasti

ideologici precipitano uno a diventare insanabili.

L'amicizia è ormai impossibile, ma Max continua a credere nella lealtà dell'antico socio, e si rivolge a lui per chiedere

aiuto in una circostanza drammatica che coinvolge la sorella, in passato amante di Martin, ora attrice a Berlino,

pericolosamente esposta al crescente furore dell'antisemitismo. La reazione di Martin, che ha nel frattempo assunto

un incarico di rilievo nel partito nazista, sarà, prevedibilmente, crudele.

Ma totalmente imprevedibile si rivela il colpo di scena che segue, orchestrato dall'autrice con abilità

machiavellica:una svolta inattesa, un ribaltamento radicale dei rapporti di forza tra i due protagonisti, un inquietante

scambio di ruoli tra vittima e carnefice determinano il precipitare della tragedia, e preparano una conclusione

impossibile da dimenticare.

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- FAMIGLIA MINORI VIOLENZA

PARSI MARIA RITA

CUORE DI MOSTRO

MONDADORI 2002, pag. 262

«Voi dovete condannarmi, dovete farmi restare per sempre in carcere e curarmi. Perché, se esco, lo rifarò.

Ucciderò di nuovo. Con il piacere di vedere, negli occhi dei ragazzini che implorano, la paura di chi non può

difendersi dalla violenza.» La stessa paura, la stessa violenza che lui stesso ha subito. Rifiutato dalla madre,

cresciuto in brefotrofio, ripetutamente seviziato: ecco il mostro che a diciannove anni ha ucciso un adolescente e

quattro bambini. Per capire il desiderio di distruzione di certe persone bisognerebbe scavare fra le loro macerie

interiori. È quello che fa con competenza e profonda sensibilità Maria Rita Parsi, raccontando cinque «storie di

orrore» dal punto di vista del mostro: madri che uccidono i figli, figli che fanno a pezzi i genitori con la precisione di

un chirurgo, giovani che meditano con lucidità vere e proprie stragi. La narrazione in prima persona consente di

ripercorrere l'iter psicologico che ha portato all'esplosione della follia.

Di trauma in trauma, di rifiuto in rifiuto, fino alla difesa estrema: infliggere la violenza per non subirla. Come spiegare

la furia distruttri-ce che si abbatte su famiglie apparentemente normali, famiglie «felici»? Qual è lo spartiacque tra

normalità e follia all'interno della famiglia? La seconda parte del libro è l'analisi tagliente di un orrore che riguarda,

indistintamente, tutti. Nelle storie di ragazzi e ragazze come Erika ci sono le mille piccole violenze quotidiane della

«normalità», c'è l'indifferenza, c'è il disagio di molti adolescenti. Afferma il giovane Gabriele: «La mia adolescenza è

stata un'infelicità abissale che nessuno vedeva. Anch'io ho ucciso. Per farlo non ho usato un coltello, ma è stato

solo un caso». La verità è che ogni tragedia somiglia ad altre già avvenute o solo sfiorate, o che, ancora,

potrebbero determinarsi. Tragedie annunciate, sempre. Da segni premonitori, da disperate richieste di aiuto.

Tragedie che si possono prevenire. Come confermano le testimonianze - riportate alla fine del libro - di chi è stato

salvato a un passo dall'abisso.

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- FAMIGLIE ADOZIONE AFFIDAMENTO

FINOCCHIARO A., FINOCCHIARO M.

ADOZIONE E AFFIDAMENTO DEI MINORI

GIUFFRE' 2001, pag. 176

Finocchiaro Alfio, Finocchiaro Mario, Adozione e affidamento dei minori, Giuffre', Milano 2001, pp. 176, L.28.000.

Commento alla disciplina della L. 149/2001 e del D.L. 150/2001 sull'adozione e affidamento dei minori, disciplina che,

pur presentandosi ancora non ben coordinata con le altre norme vigenti, introduce alcune importanti novià rispetto

alla vecchia legge. Il volume intende dunque evidenziare, alla luce ella dottrina e della giurisprudenza, "sotto quali

profili e in quali limiti" la nuova normativa possa risultare effettivamente applicabile.

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- FAMIGLIE CULTURE

GORDIMER NADINE

L' AGGANCIO (romanzo)

FELTRINELLI 2001, pag. 271

Il romanzo parte da un incontro casuale in un garage di Cape Town tra una ricca ragazza bianca e un giovane

arabo, immigrato illegalmente in Sudafrica. Il ragazzo e' povero ma colto. La ragazza invece soffre della ristrettezza

culturale del suo ambiente privilegiato.

Tra i due nasce una relazione sostenuta all'inizio da una forte attrazione sessuale ma che via via si rafforza sempre

piu'. Per amore lei compira' delle scelte che sorprenderanno la famiglia, gli amici e soprattutto se stessa. Nadine

Gordimer indaga le ragioni dell'amore, esplora l'incontro tra culture diverse e racconta la condizione dei disperati,

privati di ogni certezza.

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- FAMIGLIE MALATTIA MORTE

ALLENDE ISABEL

PAULA (romanzo)

LA REPUBBLICA 2002, pag.

"Il libro più importante della mia vita è e sarà Paula.

Perché mi ha salvata dal suicidio. Perché ha salvato Paula dall'oblio. Da un certo punto di vista, è una celebrazione

della vita. E' una celebrazione delle cose che sono importanti per me: la famiglia, la vita, l'amore. Non parla della

morte in realtà».

Paula è il romanzo che Isabel Allende scritto nel 1992, durante la malattia che provocò la scomparsa della figlia. E'

l'opera più commovente e umana della scrittrice, quella in cui i meccanismi dei suoi romanzi vengono svelati e la sua

capacità di sublimare la realtà attraverso la scrittura trova la sua voce più reale.

«Per un intero anno la mia vita si fermò completamente, non c'era nulla da fare, potevo solo aspettare e ricordare».

La primogenita dei due figli. La primogenita dei due figli della Allende era nata nel 1963. La porfiria, la rara malattia

ereditaria malattia di cui soffriva, si aggravò improvvisamente nel '92, quando era sposata da meno di un anno e

viveva a Madrid. «Vado in cerca di Dio e mi sfugge, mamma...» disse, appena prima di entrare nel coma dal quale

non si sarebbe più risvegliata.

«Quando scrivevo Paula la mia assistente entrava nella mia stanza e mi trovava che piangevo — racconta la

Allende. Mi abbracciava dicendomi: non devi scrivere questo. E io le rispondevo:

piango perché sto guarendo. Scrivere è il mio modo di vivere il lutto. Quel libro è stato scritto con le lacrime, ma sono

lacrime che mi hanno curata. Quando l'ho finito, ho sentito che mia figlia era viva nel mio cuore, che il suo ricordo

era conservato. Ciò che è scritto sarà ricordato». Sono le parole con cui la scrittrice va alle radici della sua

vocazione, della caratteristica necessità degli artisti di utilizzare la propria ispirazione per mediare le emozioni della

vita.

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- FAMIGLIE MEDIAZIONE

SCAPARRO FULVIO (cur.)

IL CORAGGIO DI MEDIARE. CONTESTI, TEORIE E PRATICHE DI RISOLUZIONE ALTERNATIVE DELEL

CONTROVERSIE

GUERINI E ASSOCIATI 2001, pag. 408

E' una raccolta di studi a livello interdisciplinare per la formazione di mediatori per soluzioni non violente delle

controversie. I contributi sono di tipo teorico e pratico: mentre si danno i valori base della mediazione e i principi per

essere capaci di mediare in qualsiasi tipo di conflitto, si offrono anche strumenti di rilfessione per situazioni

concrete (famiglia, scuola, lavoro, ecc.). E' un'opera molto significativa e "necessaria" nel clima di violenza e di

guerra attuali.

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- FAMIGLIE MEDIAZIONE AUTO AIUTO

DI NICOLA PAOLA

PRENDERSI CURA DELLE FAMIGLIE. NUOVE ESPERIENZE DI SOSTEGNO ALA GENITORIALITA'

CAROCCI EDITORE 2002, pag. 236

La famiglia ha subito profonde trasformazioni ma rimane la prima agenzia educativa che media tra individuo e

società, tra vita pubblica e privata. Riconoscendone il fondamentale ruolo, le istituzioni del welfare stanno

programmando una serie di interventi e di iniziative per lavorare insieme alle famiglie, sostenendole nel loro difficile

compito. Il libro illustra esperienze tradizionali e sperimentali di politiche sociali rivolte alla cura della famiglie.

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- FAMIGLIE MINORI

Confalonieri Emanuela, Grazzani Gavazzi Ilaria

Adolescenza e compiti di sviluppo

Unicopli 2002, pag. 148

Gli effetti prodotti dai cambiamenti sociali e culturali degli ultimi anni sulla crescita psicologica durante l'adolescenza,

in un volume che, partendo dal concetto di identità, si occupa in particolare degli aspetti cognitivi e sociali dello

sviluppo. L'opera è rivolta a studenti universitari di Psicologia, Scienze della formazione, Sociologia ed agli operatori

impegnati nel lavoro psicoeducativo, terapeutico e riabilitativo con adolescenti.

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- FAMIGLIE MINORI

HOEG PETER

I QUASI ADATTI (romanzo)

MONDADORI 1996, pag.

l'autore racconta la sua infanzia di orfano sbattuto da un istituto all'altro fino a che non incontra altri due ragazzi che

come lui erano vittime di un esperimento educativo condotto nell'istituto in cui erano ospiti/prigionieri. E'

sconvolgente il modo che l'autore ha di raccontare, entrando nella psicologia del ragazzino quattordicenne che era.

E' un libro crudo e lascia a chi lo legge molti punti su cui riflettere.

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- FAMIGLIE MINORI

Mozzanica Carlo Mario

Marginalità e devianza

EDITRICE Padre Monti 2002, pag.

Nuovi bisogni e nuovi scenari di welfare state provocano significativi mutamenti nell'ambito dei servizi alla persona. Il

testo si occupa, da un punto di vista sociologico, giuridico e, più in generale, culturale, dei problemi della tutela della

salute, dell'assistenza sociale, dell'integrazione socio-sanitaria, della famiglia, della condizione giovanile...; è rivolto

agli operatori sociali ed educativi e in particolare, dato l'approccio sintetico e semplificato alla materia, agli studenti

universitari.

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- FAMIGLIE MINORI

Panico Antonio, Sibilla Marinella (a cura di)

Pianeta minori

Armando 2001, pag. 157

, Roma 2001, pp. 157, €12,50.

La legge 285/97 favorisce una riflessione sul pianeta minori che vede il soggetto al centro dell'attenzione dell'analisi

e delle proposte operative, a differenza di quanto in genere avviene nella constatazione dell'escalation di eventi

criminosi compiuti o nella denuncia di abusi sessuali subiti da minori. Il volume offre una panoramica generale sulla

condizione del minore nella realtà odierna e si occupa di aspetti specifici quali le politiche sociali, la comunicazione, i

diritti umani, il lavoro, la salute, la vita e i diritti del bambino non nato.

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- FAMIGLIE MINORI ADOLESCENZA

Gil Eliana

Trattare gli adolescenti abusati

Armando 2001, pag. 223

Un testo rivolto agli operatori psichiatrici che illustra le modalità di aiuto verso adolescenti che hanno subito abusi o

continuano a subirne. Presentati diversi tipi di abuso, vengono definite le strategie terapeutiche che possono essere

adottate per instaurare un dialogo con le vittime e accompagnarle nel difficile cammino di recupero. La teoria è

accompagnata dal resoconto di esperienze cliniche e dialoghi tra pazienti e terapeuti.

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- FAMIGLIE MINORI ADOZIONE

Bonavolonta' Luigi Matteo

Formulario della nuova adozione nazionale e internazionale

Giuffre', 2001, pag. 351

E' un manuale operativo per operatori giudiziari e professionisti aggiornato alle novità normative e giurisprudenziali

del 2001. L'opera è preceduta da una breve sintesi in tema di adozione e presenta tutte le principali formule in

materia di adozione nazionale e internazionale, affidamento preadottivo, dichiarazione di adottabilità, adozione

ordinaria, adozione speciale e adozione in casi particolari. Il volume è corredato di un'appendice normativa e di un

Cd-rom che consente la personalizzazione e la stampa delle formule presenti nel testo

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- FAMIGLIE MINORI ADOZIONE

ERAMO FEDERICO

MANUALE PRATICO DELLA NUOVA ADOZIONE

CEDAM 2002, pag.

Nel volume sono state trattate le modificazioni alla disciplina dell'adozione, avvenute con la legge 28 marzo 2001

n.149, fra le quali assairilevanti sono state 'innalzamento dell'età per adottare elevato da quaranta a quarantacinque

anni (che devono intercorrere fra genitori che aspirano all'adozione e il minore da adottare), la trasformazione della

procedura di adottabilità , che ora avviene con sentenza e con maggiore rispetto del contraddittorio fra le parti, la

creazione di una banca dati elettronica nazionale presso il ministero della Giustizia, per agevolare l'abbinamento fra

minorenni abbandonati e coppie aspiranti, la sufficienza del solo matrimonio fra gli stessi aspiranti genitori, le

agevolazioni all'adozione di bambini handicappati. Prima era necessaria, oltre all'avvenuto matrimonio, nche la

convivenza di almeno tre anni, ora invece sarà presa in considerazione anche la convivenza avvenuta prima del

matrimonio.

Altra modificazione rilevante è stata la graduale chiusura degli istituti di ricovero entro il 31 dicembre del 2006. Dopo

quella data non sarà più possibile ricoverare minori in Istituto ma solo affidarli a famiglie disponibili o a case-famiglia.

L'autore ha energicamente criticato l'innalzamento dell'età, che rischia di far avere ai bambini abbandonati genitori-

nonni.

Il libro è destinato non soltanto ai giuristi, ma a tutte le persone che hanno a che fare con l'adozione, in un modo o

nell'altro, come psichiatri, psicologi, assistenti sociali, medici, tributaristi (si parla delle agevolazioni fiscali a favore di

chi adotta), forze di polizia (per la segnalazione dell'abbandono) ed anche al cittadino che intende intraprendere

l'impegnativa strada dell'adozione, perché sono riportati facsimile di stampati e suggerimenti per agevolare l'accesso

alle procedure.

Assai interessanti sono le note non strettamente giuridiche, come la demolizione del luogo comune che fa risalire

l'avversione alle coppie non sposate solo alla Chiesa cattolica (sotto il regime laico e napoleonico la discriminazione

era peggiore), al pari dell'opposizione al concubinato (in Cina il partito comunista ha emanato una legge nell'aprile

del 2001 con la quale si punisce l'adulterio con i lavori forzati, perché contrario alla morale socialista e indice della

decadenza borghese).

Altro spunto interessante è la vicenda dei bambini del Ruanda entrati in Italia (a Castenedolo, in provincia di Brescia)

a titolo temporaneo, per sfuggire alla guerra civile (fra Tutsi ed Hutu) e rimastivi i per la resistenza delle famiglie

italiane affidatarie a farli tornare in Africa. La questione sta assumendo contorni drammatici perché i genitori naturali

li rivogliono ma quelle famiglie si rifiutano di riconsegnarli, affermando che i bambini si sono ormai integrati e il

ritorno li esporrebbe alla povertà assoluta. Si è ormai sull'orlo della rottura delle relazioni diplomatiche fra Italia e

Ruanda, tanto che il Presidente di quel Paese, Paul Kagame, ha affermato che se il vero problema è solo la povertà

allora bisognerà adottare tutti gli africani, lui compreso (nonostante la sua età di oltre settant'anni), lasciando il

Continente solo alle gazzelle e a leoni

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- FAMIGLIE MINORI ADOZIONE

Forcolin Carla

I figli che aspettano, Testimonianze e normative sull’adozione

Feltrinelli 2002, pag. 216

Il mondo e' pieno di figli che aspettano di essere figli. In questo saggio, Carla Forcolin analizza gli effetti delle nuove

leggi, rileva la difficolta' dei figli di diventare figli e dei genitori di essere genitori; lascia emergere le contraddizioni

che ostacolano l'adozione in Italia o che comunque ne rendono faticosa l’esecuzione. Interessanti le testimonianze

in prima persona di genitori adottivi, di single e coppie a cui affido o adozione sono stati negati.

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- FAMIGLIE MINORI AFFIDI

Autorino Gabriella, Zambrano Virginia

Affidamenti familiari

Giuffre' 2002, pag. 416

Milano 2002, pp. 416, €28,50.

Legislazione, giurisprudenza e dottrina in materia di affidamento dei figli tendono ad affermare con sempre maggior

chiarezza il principio della "cogenitorialità", anche quando la prole è affidata a un solo genitore; il genitore non

affidatario ha infatti il diritto-dovere di mantenere validi legami con i figli, configurando non una famiglia

monogenitoriale, ma una famiglia c.d. bi-nucleare. Dopo essersi soffermato sui profili generali dell'istituto giuridico, il

testo si occupa dei criteri dell'affidamento, delle modalità di esercizio della potestà, del ruolo delle parti nelle

procedure di affidamento e dei risvolti di carattere patrimoniale

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- FAMIGLIE MINORI ANORESSIA

Testoni Ines

Il dio cannibale

Utet Libreria 2001, pag. 284

, Il , , Torino 2001, pp. 284, €17,56.

L'anoressia considerata non solo come una malattia, ma anche come espressione della ricca società occidentale,

porta ad interrogarsi sui motivi individuali e culturali che spingono giovani donne - e un numero sempre crescente di

uomini - a digiunare fino a lasciarsi morire. Il testo analizza il valore simbolico del digiuno, attraverso una prospettiva

storica che si avvale dei contributi di molte discipline (psicologia sociale e culturale, filosofia, psicoanalisi).

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- FAMIGLIE MINORI COMUNITA'

DE LEO B. G., BUSSOLOTTI G., JOSI E.

RISCHI E SFIDE NEL LAVORO DI COMUNITA' DI TIPO FAMILIARE

GIUFFRE' 2000, pag. 188

Il libro si rivolge i tulli coloro che si occupano di minon a rischio, ed m genciale a quinti hanno deciso di lavorare nel

mondo dell adolescenza In questo ambito troviamo tutte It diflicolta i vinco li e le risorse che lavorare con ptisonc che

appar tengono a questa fascia di età comporta prcnden do in considerazione più livelli le modalità di I ivoro con

questa fascia di utenza gli obiettivi dell intervento, 1 integrazione delle esigenze del servizio pubblico e del privato

sociale nella deli mzione degli obiettivi gli elementi di venlica del

I opeiativita Nello specifico il testo si occupa degli interventi di natura residenziale con minori a rischio di devianza

m particolare si muove nel mondo delle comunità di tipo familiare

Al eentro dell analisi 1 espenenzi di due comuni la di tipo lamiliaie nel teiritono di Ronn gestite da due enti del Privato

Sociale

II libro e suddiviso in quattro parli che possono considerarsi dal punto eli vista pragmatico e tcon co quelle utilizzate

per delincare la metodologia di lavoiare m comunità La prima palle, inerente alla progettazione, con contributi sia di

referenti di un ente pubblico che del privalo soci ile la riferì

menlo ali inizio dei livori a ciò che e iv\enuto prima dell operativi! i vera e propri i con i rag izzi, nell i seconda pirte

operatori provenienti da varie espei lenze commutine ricostruiscono con costante attenzione metodologica I

affascinante e dilticile percorso della eostiuzione e della riddi mzione conlmua del lavoro di comunità la terza parte

riguarda il livello della supervisione, spazio pei attivare processi di riflessione confronto e scambio necessari per

costruire ipotesi di mler venlo e metodologie la quatta ed ultima parte considera il panorama delle iieerche nel settore

utili a meltere a punlo metodologie di verifici e nuove ipotesi da piogetlare

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- FAMIGLIE MINORI DIVORZIO

CANZIANI FABIO

I FIGLI DEL DIVORZIO

SELLERIO 2000, pag. 175

Il libro, per la documentazione, il rigore scientifico e l'ampiezza delle domande a cui offre una risposta circa le

problematiche ed i risvolti psicologici dei figli dei divorziati, si può considerare un vero e proprio manuale di

psicologia del divorzio. Una guida preziosa per chi ne ha bisogno personale, pur nell'unicità di ogni situazione

conflittuale e di incomprensione che sfocia poi nella scelta del divorzio; per non commettere gli stessi sbagli, per

imparare e spiegare cosa sta succedendo nella vita di coppia, ai propri figli e rendere partecipi delle decisioni e delle

scelte che inevitabilmente coinvolgono anche loro, con reazioni diverse anche fra gli stessi fratelli.

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- FAMIGLIE MINORI LEGISLAZIONE

Bocchini Fernando

Codice della famiglia e dei minori

Giuffre' 2001, pag. 1338

Seconda edizione riveduta ed ampliata della raccolta delle leggi civili, penali e tributarie italiane e di convenzioni

internazionali sui temi della famiglia e dei minori, in materia di anagrafe e stato civile, assistenza e servizi sociali,

decentramento e non profit, giustizia minorile, ordinamento penitenziario, matrimonio separazione e divorzio,

adozione e affidamento.

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- FAMIGLIE MINORI MARGINALITA' DEVIANZA

Barone Pierangelo

Pedagogia della marginalità e della devianza

Guerini e associati 2001, pag. 186

Il libro prende in esame i modelli teorici della devianza e li riconnette ai caratteri dell'intervento educativo sui minori

volto alla promozione del benessere dei soggetti. Il testo è dedicato in particolare a chi si interessa dello studio del

trattamento pedagogico della diversità ed a coloro che sono professionalmente impegnati negli ambiti del disagio e

della marginalità sociale.

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- FAMIGLIE MINORI NARRATIVA SAGA FAMILIARE

LESSING DORIS

IL SOGNO PIU' DOLCE

FELTRINELLI 2002, pag. 460

Anni Sessanta. I Lennox, una famiglia inglese vivace e combattiva, vivono tra contraddizioni, lotte e speranze.

Julia e' la capofamiglia ed e' una donna straordinaria come la nuora Frances, ex moglie di Johnny. Attorno al tavolo

della cucina, centro emozionale della casa, i figli di Julia mangiano, scherzano, si lamentano e sognano un mondo

migliore.

E quando si svegliano sono gia' gli anni Ottanta.

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- FAMIGLIE MINORI PEDOFILIA PSICOLOGIA

SCHINAIA COSIMO

PEDOFILIA PEDOFILIE

BOLLATI BORINGHIERI 2001, pag. 290

Partendo dal punto di vista psicoanalitico e avvalendosi di conoscenze psichiatriche e medico-legali il testo analizza

il mondo del pedofilo. Di particolare interesse è l'approfondimento di romanzi, miti e fiabe che apportano contributi

alla comprensione del problema della pedofilia. Aspetti sociali, culturali, storici e mitologici si intrecciano alla

psicoanalisi e delineano un quadro complesso ma sicuramente più utile per capire le ragioni dei pedofili e mirare

quindi alla prevenzione ed alla cura di questa forma di abuso.

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- FAMIGLIE MINORI SERVIZI SOCIALI COMUNITA' VALUTAZIONE

BARBANOTTI GIANLUCA, IACOBINO PASQUALE

COMUNITA' PER MINORI pratiche educative e valutazione degli interventi

CAROCCI EDITORE ROMA 1998, pag. 176

5 500 bambini e oltre 2 000 professionisti danno vita in Italia all'esperienza delle co- munità per minori di tipo

familiare, sorte per rispondere alla domanda di tutela e di sostegno alla crescita per l'infanzia e l'adolescenza

svantaggiata Questo volume traceia un'ampia panoramica del fenomeno, considerando con particolare attenzione la

natura della relazione educativa e la qualità degli interventi II taglio tecnico-operativo lo rende un agile strumento per

gli operatori e per gli studi universitari

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- FAMIGLIE OMOSESSUALI

PATERLINI PIERGIORGIO

MATRIMONI

EINAUDI 2004, pag.

Dieci coppie gay e lesbiche, nell'arco di tre generazioni, raccontano per la prima volta la loro quotidianità. Una realtà

che è sempre esistita, quella del matrimonio omosessuale, ma che solo all'alba del nuovo millennio è diventata senso

comune e fulcro di una nuova battaglia di civiltà. Quello che stiamo vivendo è l'inizio di un vero e proprio passaggio

epocale, di costume e di valori, l'inizio di un grande cambiamento culturale, sociologico, antropologico. Non solo per

gli omosessuali.

Grande è il desiderio di matrimonio tra i gay e le lesbiche. Ma ancora piú grande è la domanda: come sono queste

famiglie? Uguali? Diverse? Se la pongono gli eterosessuali, nel momento di massima crisi dell'istituzione matrimoniale,

se la pongono gli omosessuali, fino a oggi privati di ogni modello. E allora, se il bisogno che urge è quello dei piú

elementari diritti, il primo diritto è quello a essere rappresentati per come si è. Il diritto a essere raccontati - per gli

esclusi - equivale al diritto di esistere. Anche per questa ragione in questo libro il confine fra saggio e letteratura si

fa molto sottile. Anzi, le storie di Matrimoni si leggono come racconti: dieci «microromanzi» che si fanno, nella

scrittura, nel ritmo narrativo, nella tessitura, «romanzo».

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- FAMIGLIE PADRI

O'HAGAN ANDREW

AI NOSTRI PADRI

FRASSINELLI 2001, pag.

O'HAGAN ANDREW, AI NOSTRI PADRI

Jamie è sfuggito al padre, violento e alcolizzato e, suo malgrado, alla madre - una donna che nonostante tutto non

riusciva ad abbandonare il marito -, per rifugiarsi, ancor bambino, dai nonni, Margaret e Hugh. Quest'ultimo,

soprannominato Mister Edilizia, negli anni Settanta è stato un urbanista di punta, eroe moderno infiammato dalle idee

socialiste, che ha lottato per realizzare i suoi sogni e far approvare progetti di case popolari.

Anni dopo, il trenta-cinquenne Jamie, che ora vive a Liverpool, avvisato che l'anziano mentore sta per morire, si

reca al suo capezzale. Se da un lato l'uomo rievoca con veemenza le battaglie civili affrontate e l'ardore intatto delle

sue convinzioni, il giovane ricorda la propria infanzia desolata, punteggiata però da «isole felici»: la madre, la lettura,

i nonni... In un continuo altalenare tra passato e presente, dove la Scozia di ieri si alterna a quella di oggi - tra

brughiere ventose e desolati scenari alla Trainspotting -, i serrati, vivaci dialoghi tra i due restituiscono l'immagine di

due epoche a confronto.

E mentre le ruspe si apprestano a demolire quelle costruzioni che erano state l'orgoglio del vecchio Hugh Bawn,

Jamie riesce a recuperare il rapporto con i genitori e a imboccare una sua scelta di vita matura e consapevole.

Scritto in un linguaggio poetico, con pennellate di vivido colore sul paesaggio scozzese e momenti di intenso lirismo,

ma anche scorci di violenza e tensione, un romanzo di rara suggestione.

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- FAMIGLIE POLITICA

De la Guardia Ileana

Nel nome di mio padre

Guerini a Associati 2003, pag. 221

Gennaio 1999. Una giovane cubana in esilio sporge denuncia contro Fidel Castro per omicidio e traffico

internazionale di stupefacenti. Ileana de la Guardia vorrebbe che fosse perseguitato l'uomo che ha distrutto la sua

famiglia.

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- FAMIGLIE RIPRODUZIONE ASSISTITA

Warnock Mary

Fare bambini

EINAUDI 2004, pag.

Il rapido sviluppo di nuove tecnologie nel campo della riproduzione assistita solleva in ogni parte del mondo accese

discussioni attorno all'interrogativo: le persone hanno il diritto di avere figli?

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- FAMIGLIE ROMANZO

OZ AMOS

LA SCATOLA NERA

FELTRINELLI 2001, pag.

Alex e Iliana sono divorziati da sette anni e da altrettanti non si parlano. Si sono separati tra conflitti e ripicche e non

si sono risparmiati crudelta'. Alex si e' trasferito negli Stati Uniti, Iliana si e' risposata con un ortodosso da cui ha

avuto una bambina. Il problema e' Boaz, figlio nato dal primo matrimonio. Il ragazzo e' violento e maleducato e Iliana,

per aiutarlo, decide di scrivere una lettera all'ex marito. Ricomincia cosi' un rapporto, ma epistolare.

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- FAMIGLIE VALUTAZIONE PROGRAMMI

CUSINATO M., SALVO P.A.

LAVORARE CON LE FAMIGLIE programmi, interventi, valutazione

CAROCCI EDITORE 1998, pag. 227

Per i nuclei familiari non ancora m situazioni di crisi conclamata, ma a rischio di un possibile crollo, e non disponibili a

un impegno terapeutico, esiste un'altra forma di aiuto'

Questo volume intende presentare l'alternativa possibile, cioè l'offerta di programmi strutturati per le famiglie Basato

sui presupposti del movimento psicoeducativo di addestramento delle abilita sociali, questo pionieristico approccio

alle famiglie in difficoltà ruota attorno al concetto di «struttura» Struttura non soltanto definita dal numero prefissato

di sessioni, ma anche dal suo contenuto instaurare, migliorare rafforzare, preservare le abilita relazionali e sociali in

una sorta di educazione permanente, in cui gli operatori e i professionisti che si accostano alle famiglie, e ai loro

specifici bisogni, sono impegnati m prima persona con tutto il proprio bagaglio di conoscenze, metodi e capacita di

empatia

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- FILOSOFIA CULTURE

Baslev Anindita N., Rorty Richard

Noi e loro

Il Saggiatore 2001, pag. 156

Il libro presenta il carteggio fra due filosofi - l'indiana Anindita N. Balslev e l'americano Richard Rorty- sul tema della

diversità culturale. La corrispondenza ha preso il via da una relazione dello studioso statunitense nel 1989 intitolata:

"Filosofi, letterati e confronti interculturali: Heidegger, Kundera e Dickens". Da prospettive diverse gli autori si

interrogano sul senso della diversità e sul ruolo che la filosofia può svolgere per la costruzione di un mondo

multirazziale. Il testo fornisce elementi interessanti per la ricerca e per l'educazione interculturali.

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- FILOSOFIA POLITICA TOTALITARISMO

ARENDT HANNAH

LE ORIGINI DEL TOTALITARISMO

EDIZIONI DI COMUNITA' MILANO 1996, pag. 710

Le origini del totalitarismo (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Questa

celebre opera elabora una teoria del totalitarismo destinata ad assumere valore paradigmatico.

Per la Arendt il totalitarismo rappresenta da un lato il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca

moderna e dall'altro segna la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo e impensato. Le categorie

tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari

non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo

realizzato, ma richiede una spiegazione «innovativa». Sarebbe quindi un errore ritenere che i regimi totalitari siano

soltanto l'ultima figura della costruzione statale moderna. Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato

istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la piú assoluta

discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere

continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli

ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per

pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e,

infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.

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- FILOSOFIA SALUTE FAMIGLIE MORTE SELF HELP

NATOLI SALVATORE

STARE AL MONDO. ESCURSIONI NEL MONDO PRESENTE

FELTRINELLI 2002, pag. 210

Come «libro filosofico per eccellenza» presenta l'autore questo breviario o manuale di istruzioni per la vita di oggi,

se per filosofia dobbiamo intendere l'apprendere e il seguire il proprio tempo col pensiero. O anche come «cassetta

per gli attrezzi» da usare per districarsi tra i processi che caratterizzano la nostra contemporaneità. La tecnologia,

per es., che ha sciolto l'uomo dai vincoli della necessità ma gli ha fatto anche subire catastrofi devastanti. La libertà,

che l'ha affrancato dalle dipendenze dall'altrui volontà ma l'ha legato con nuovi vincoli sociali. 11 rischio, nuova

parola d'ordine della nostra epoca, inteso non solo in quanto pericolo estemo ma anche come emergenza immessa

dall'uomo nel proprio ambiente. Il sapere infine, nel quale Natoli non coglie tanto, sull'onda del'assonanza, il sapore e

il piacere della conoscenza, quanto'il dolore e l'affanno. Commentando l'Ecclesiaste o Qohelet, egli infatti insiste

pessimisticamente sul motivo che il sapere è fatica, non solo, ma in molti casi fatica sprecata, perché ciò che

abbiamo conquistato non resta spesso in nostro potere. Il sapere è, leopardianamente, dolore perché con la

forza del disincanto spoglia l'uomo della sua innocenza.

Il paesaggio umano descritto da Natoli, con l'aiuto tra l'altro dei suggerimenti offerti dalla cronaca e dai film, è fatto

per lo più di solitudini, abbandoni, dolori, incapacità di amare e di legarsi, ma

anche, in piccola parte, di dono, di aiuto, di vite (e di morti) riuscite. Un libro che si presta a essere sfogliato e

meditato più che letto d'un colpo. (Francesco Rigotti)

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- FORMAZIONE ORGANIZZAZIONI BIBLIOGRAFIE

Atkinson Robert

l' intervista narrativa

Raffaello Cortina 2002, pag.

Perche’ la ricerca basata sulle storie riscuote un

crescente interesse? Che tipo di errori l'intervistatore

deve evitare? Quali applicazioni risultano piu’

promettenti nell'ambito delle organizzazioni e del lavoro?

Coniugando accuratezza e pragmatismo, Atkinson risponde a

queste domande spesso eluse dagli addetti ai lavori: da un

lato individua regole metodologiche capaci di guidare

coloro che si avvicinano alla ricerca narrativa nelle

attivita’ di preparazione, negoziazione, conduzione,

analisi e interpretazione delle interviste; dall'altro

offre concreti esempi di utilizzo delle storie per la

progettazione e la valutazione dei comportamenti

organizzativi, delle competenze e dei percorsi di

apprendimento e formazione.

Con la conclusione, affatto scontata, che per raccogliere

storie e’ necessario saper raccontare e che per raccontare

e’necessario saper ascoltare...

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- GIOVANI FAMIGLIE INGHILTERRA ANNI '70 ROMANZO

Coe Jonathan

La Banda dei Brocchi

Feltrinelli 2001, pag. 416

Ragazzi di ieri. Un affresco su una generazione e i suoi sogni di Pietro Cheli

Jonathan Coe è uno dei tanti nomi che si possono fare al proposito – gli altri? Nick Hornby, Helen Fielding, Tybor

Fischer, Jeanette Winterson, Martyn Bedford per citare i primi che vengono in mente – della generazione nata negli

anni Sessanta e passata, suo malgrado, nel thatcherismo, una stagione che li ha forgiati diventando un punto di

snodo per le loro vicende biografiche e artistiche. Della Lady di ferro Coe si è occupato a più riprese, sempre in

maniera tangenziale, ma efficace, nei suoi due romanzi maggiori La famiglia Winshaw e La casa del sonno, ma

anche nel giallo Questa notte mi ha aperto gli occhi (Polillo) e nel giovanile L’amore non guasta, per limitarsi alle

opere di narrativa uscite in Italia dalla Feltrinelli; Coe pur avendo solo quarant’anni ha già alle spalle l’attività di critico

cinematografico (e le biografie di Humprhey Bogart e James Stewart pubblicate da Gremese). Pagine divertenti,

pungenti, acide, ironiche, ma anche intimamente romantiche che formano grandi affreschi attraverso i quali passa la

vita né più né meno come la conosciamo e, in alcuni casi, come bisognerebbe conoscerla. Prendete questa Banda

dei brocchi, ovviamente è da non perdere, al centro ci sono alcuni ragazzi di un elitario liceo di Birmingham che

incontriamo in un momento di sottili quanto impegnativi cambiamenti. Lotte sociali, sconvolgimenti nel mondo del

lavoro, l’arrivo del punk, della musica reggae, le bombe dell’Ira e tante persone di colore, figli e nipoti dell’impero che

fu, pronte a reclamare pari opportunità o comunque diritti in cambio di doveri. Coe, come nei due romanzoni di cui

sopra, ha un talento straordinario nel tessere questa tela fatta di piccole storie che intersecano quella maiuscola

costruendo una trama fitta, e diversa nel suo sviluppo dagli andamenti delle precedenti, dove ci si identifica

volentieri in questi ragazzi intelligenti, curiosi, avidi di una vita diversa da quella dei loro genitori chiusi nei loro

matrimoni fondati sull’ipocrisia, negli scontri di classe da cui esce sconfitta la loro dignità senza che neppure se ne

accorgano. Sono figli di dirigenti, operai, sindacalisti, ma anche di immigrati e nelle vene di qualcuno scorre sangue

irlandese. Insomma abbastanza confusione nella testa e nel cuore perché si chiedano qual è il loro ruolo nel mondo.

In un mondo che accellera sempre di più. Un esempio? Alcuni dei nostri eroi sognano di formare un gruppo con cui

suonare lunghissimi pezzi concept tipo Supper’s ready dei Genesis con tanto moog e assoli su assoli, ma non

hanno finito di attaccare gli spinotti degli strumenti agli amplificatori che già la scena è cambiata, note di ribellione si

impradoniscono di batteria e chitarre.Una bella confusione nella quale le grandi domande sull’esistenza si perdono

prima ancora che si possa riflettere su come rispondere. Per noi lettori tutto inizia a Berlino, una scelta non casuale,

siamo nel 2003 in una metropoli rinata dopo un maquillage esteriore, ma con ampi riflessi sull’anima della città come

in quella dei suoi abitanti, in un’atmosfera che guarda al futuro. Coe fa incontrare una ragazza e un ragazzo di

allora, con la rispettiva figlia e il rispettivo figlio ai quali affida il compito di ripercorrere il passato. Uno scavo che

l’autore ha fatto in prima istanza dentro di sé: nato a Birmingham nel 1961 parla anche dei suoi anni, dei suoi sogni e

di come questi abbiano lavorato dentro la sua vita e quella dei suoi coetanei, addentrandosi attraverso le

stratificazioni che si sono accumulate seguendo traiettorie e cortocircuiti imprevedibili. Uno sforzo quasi muscolare,

durante ricerche durate qualche anno – Coe va detto non improvvisa i suoi libri, e leggendoli si coglie la profondità e

la meticolosità con le quali vengono elaborati –, un impegno che si concretizza nello chagrin di Benjamin,

eternamente innamorato della bella Cicelyn, nel disincanto di Doug che benché subisca il fascino del padre

sindacalista non vede l’ora di andare a Londra «il posto adatto a me. L’unico», sorta di Bengodi di tutto il nuovo che

cerca, nell’esibizionismo con cui Sean maschera le proprie fragilità, nell’ansia di felicità di Claire. Il tutto condito dalle

dichiarazioni elettorali della Lady di ferro che si indigna perché «il popolo inglese si sente “invaso” dalle culture

differenti» secondo modelli di pensiero cari ancora oggi al nostro governo, ma anche dalla suggestione che esercita

su quegli adolescenti il racconto della Shoah conosciuta attraverso le vicende di una famiglia di ebrei danesi

durante una vacanza, e che diventa un’occasione per capire come i meccanismi dell’odio passino tra le

generazioni.Come sempre, nelle opere importanti di Coe, c’è un attimo in cui il lettore sente di trovarsi dentro a un

labirinto, in cui teme che possano sfuggirgli certi riferimenti. Tranquilli, andate avanti, lasciatevi affascinare dal

flusso, molto controllato, dall’impeccabile autore (a dispetto dell’anima sulfurea delle sue storie, esteriormente resta

sempre un tipo very british). E poi si può sempre rileggere, ricavando soddisfazione. Tra l’altro c’è già un seguito

promesso, «The closed circle che riprenderà il racconto alla fine degli anni Novanta», parola di Coe.

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- GIOVANI POLITICHE

Balbo Rosanna (A cura di)

PROGETTO GIOVANI

Teorie orientamenti esperienze

utet libreria 2002, pag.

La riflessione e la progettualità nell'ambito degli interventi rivolti ai giovani e agli adolescenti si accompagna al nuovo

impegno legislativo e finanziario dimostrato dai governi nell'ultimo decennio.

Progetto Giovani intende raccontare e valorizzare gli aspetti teorici e metodologici di questo tipo di lavoro acquisiti in

vent'anni di storia dei Progetti Giovani per offrire un valido strumento operativo a che voglia far parte a titolo

professionale o volontario di un'esperienza che a livello comunale, provinciale o regionale coinvolge i giovani con

attività culturali di diverso genere. Per questo, oltre a un inquadramento metodologico e legislativo sull'argomento,

Rosanna Balbo propone una serie di interventi scritti da esperti e legati ai diversi aspetti del mondo giovanile e una

collezione di esperienze di comuni piccoli e grandi che hanno ispirato l'attività culturale delle istituzioni pubbliche in

risposta agli specifici bisogni sociali e culturali delle diverse regioni italiane.

Rosanna Balbo svolge attività di consulenza e di formazione per enti pubblici

e privati ed è responsabile di progetti finanziati dalla Commissione Europea

per l'area giovanile e appartiene al gruppo di esperti che ha coordinato

la Sperimentazione di Progetti Adolescenti del Ministero dell'Interno-Direzione

Generale Servizi Civili, negli anni 1991-95.

INDICE

I CAP

- Introduzione

- Perché una monografia sul Progetto Giovani

- Per chi una monografia sul Progetto Giovani

- Tanti linguaggi giovanili da ascoltare, tanti linguaggi da far incontrare

- Tanti luoghi da conoscere

- Confrontarsi con la creatività

I ICAP

- Storia dei Progetti Giovani in Italia

- Le ipotesi di sviluppo futuro

III CAP

- Un Progetto Giovani, ma per quali giovani?

- I giovani chi sono: una categoria speciale o un "interlocutore obbligato"?

- Quanti sono i giovani e che cosa fanno

- Le diverse età

- L'adolescenza

- La giovinezza

IV CAP

- Elementi "peculiari" che intervengono in un "progetto giovani"

- Il ruolo degli adulti nell'accompagnamento del percorso di crescita

- Tante figure di adulti

- i genitori e la famiglia

- gli insegnanti e la scuola

- gli adulti significativi, ovvero gli "zii sociali"

- le istituzioni che si occupano di giovani

- Le leggi che regolano le Istituzioni pubbliche a confronto con le istanze

giovanili

V CAP

- Il progetto: adozione di una formula

- La costruzione del progetto: il pensiero, la definizione degli obiettivi

- Il percorso di progettazione

- La metodologia

- L'azione

- Le aree di intervento

- La valutazione

- La riprogettazione

- La documentazione

- La formazione degli operatori

VI CAP

- Il contesto

- La realtà locale: il concetto di comunità

- Gli Enti sovra-comunali

- Le reti tra città

- Altri contesti

- Il contesto regionale, nazionale

- Il contesto europeo: le reti e i progetti internazionali

VII CAP

Contributi e approfondimenti

- Adolescenti e adulti: un incontro difficile (Mario Perini)

- Adolescenza e creatività (Manuela Gennaro)

- Autorità, potere e leadership (Anton Obholzer)

- Commenti sui dati della condizione giovanile in Italia (Renzo Gallini)

- I percorsi dell? ?alternativa sociale? (Carlo Massucco)

- Il ruolo educativo con gli allievi adolescenti (Nina Granieri)

- Il tempo delle istituzioni e il tempo dei giovani (Daniela Rubin Saglia)

- La legislazione sulla prevenzione degli stati di disagio minorile e giovanile

(Caterina Poggioli)

- Storie di vita (Mario Pollo)

CAP VIII

Esperienze e progetti

- Bergamo

- Gubbio

- Napoli

- Piossasco

- Selvazzano Dentro

- Torino

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- HANDICAP

ANGELINI PIER FRANCESCO

IL DISABILE NELLA SOCIETA'

EDIZIONI PAOLINE 2000, pag. 115

Il volume raccoglie riflessioni ed approfondimenti sui diversi aspetti della disabilità. Dopo aver elencato alcune

classificazioni delle patologie cliniche, viene presentata schematicamente la normativa nazionale in favore dei

disabili, per concludere con una panoramica sulle opportunità che il nostro paese offre ad un disabile: la scuola, il

lavoro, il ruolo del volontariato e quello della famiglia. L'autore conosce bene il mondo della disabilità perché ne fa

parte in quanto disabile egli stesso: la sua lettura, le sue proposte possono essere utili per tutti coloro che vivono,

lavorano ed interagiscono con un disabile

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- HANDICAP

IANES D., CELI F.

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

ERICKSON 2001, pag. 673

Ianes Dario, Celi Fabio, Il piano educativo individualizzato 2001-2003, Erickson, Trento 2001, pp. 673, L.49.000.

Il volume, giunto alla quinta edizione, con il CD-ROM allegato, risulta un manuale completo ed agevole per la

valutazione e la costruzione del piano educativo individualizzato. Il volume può essere diviso in tre parti: nella prima

vengono analizzati gli aspetti teorici e metodologici, nella seconda vengono presentati gli strumenti più utilizzati dalla

diagnosi funzionale educativa e nella parte conclusiva vengono esaminati i materiali operativi e le attività didattiche

che possono aiutare gli insegnanti a definire nelle varie situazioni il PEI.

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- HANDICAP

PONTIGGIA GIUSEPPE

NATI DUE VOLTE

MONDADORI 2000, pag.

Il figlio si chiama Paolo. Un forcipe gli ha segnato la vita. Il figlio del professor Frigerio è dunque un disabile. Ma

possiede un'intelligenza viva; i suoi problemi sono legati soprattutto alla deambulazione. Quando risponde alle

domande del padre, la sua voce è pacata e va subito all'essenziale. Spesso si limita a dire: sì. È un toccasana

ascoltarlo; in un attimo si frantumano intere catene di luoghi comuni sul mondo intcriore dei disabili. Il professor

Frigerio ci parla di sé in prima persona. Attraverso il suo racconto, siamo messi a parte della sua vita (ha anche

un'amante), di quella della moglie (Franca) e di Paolo. Le difficoltà di Paolo irrompono nello spazio famigliare,

diramandosi e coinvolgendo naturalmente anche i nonni del bambino. E ognuno viene descritto in rapporto alle sue

diverse reazioni, e alla capacità di accettare le cose come sono davvero. La condizione del figlio e del nipote

modifica la vita della comunità famigliare, e rivela ognuno a se stesso e agli altri. Il professor Frigerio non omette dal

suo racconto gli incontri con i medici e i fisioterapisti e gli insegnanti del figlio. Anzi, in questi casi rivela un occhio

pronto a cogliere i doppipiani sarcastici della realtà, nei quali il dolore può convivere con l'ironia.

Chi legge, si accorge di essere dentro un territorio ben delimitato — una forma — che è possibile chiamare

romanzo. Ma il narratore ama spesso oltrepassare i confini di questo territorio: a volte sembra giocare con il

romanzesco iperrealistico e colorato, come nel capitolo iniziale; altre volte, invece, è attratto dalla pagina gnomica. Si

capisce che svariate tecniche narrative sono utilizzate, ma è come se il narratore le avesse miniaturizzate, e rese

invisibili. Parlando di questo libro come un romanzo, non è più possibile rimandare l'entrata in scena del suo autore.

In effetti, il profes-sor Frigerio ha diversi tratti di Giuseppe Pontiggia, e con ogni probabilità ne è per molti aspetti una

controfigura. Ma, pur raccontando una storia che davvero ha toccato la sua vita, Pontiggia ha cercato per Nati due

volte la forma del romanzo. Ma in"<j|^ senso si parla di romanzo? Nel senso, soprattutto, di una narrazione nel corso

della quale si compie un'esperienza. E quest'esperienza Pontiggia la insegue, mettendo implicitamente in

discussione anche alcuni suoi passati convincimenti. Così, capitoli brevi e brevissimi si alternano a capitoli più

lunghi, in un lavoro d'intarsio che intrattiene rapporti di libertà con il fluire del tempo. Ne deriva una forma non

contratta, nella quale i pieni e i vuoti coesistono in armonia, così come oscilla con sapienza il pendolo della

narrazione tra il comico e il tragico. Come è solito in Pontiggia, la pagina è spesso solcata da fulmini aforistici. E non

manca l'affondo saggistico, frutto di un pensiero rimuginato a lungo, di cui si da solo l'essenziale, come in questo

caso autoriflessivo: "Per un narratore il male è la salvezza, il bene la perdizione. L'elogio del bene ha inquietato

perfino il sonno dei classici ed è stato l'incubo della loro veglia. Manzoni, per farselo perdonare, ricorre all'ironia,

Cervantes alla follia,

Dickens alla stupidità, Dostoevskij alla idiozia, Melville all'innocenza. Solo Hugo non esita a edificare al bene una

cattedrale, ma a lui, ahimè, si perdona tutto. Parlare bene del bene è imperdonabile. Infatti non me lo perdono. Ma

dovevo pagare di persona l'impagabile aiuto di parenti, amici, sconosciuti". Ecco, siamo nel cuore di Nati due volte.

Senza darlo tanto a vedere, Pontiggia riabilita la possibilità di raccontare anche il bene. Ed è un modo interessante

d'inaugurare il secolo nuovo, congedando quello passato. È possibile una letteratura non nichilista? Una letteratura

non consolatoria che non abdichi alla consolazione della parola?

Non so se Pontiggia si sia davvero poste queste domande, ma certo, mettendo al centro del suo libro la figura di un

deambulante ritmicamente complesso che, pur perdendo spesso l'equilibrio e la posizione eretta, riesce a cavarsela,

senza perdere la propria ironia, ha forse pensato a un modo diverso di porre il problema dell'esser uomini.

Un modo nudo e scoperto che accetta le proprie debolezze e le trasforma in cemento esistenziale. E davvero sono

tanti i segnali che indicano in Pontiggia un desiderio di abbandonarsi a possibilità di scrittura meno ragionate di

quanto non avvenisse in passato. Eccolo, ad esempio, prendere sorprendentemente le distanze "dalla ragione di

Cartesio" e rimuginare l'aggettivo "umano" nel suo "senso più misterioso e più forte"; senso che per lui rimanda "alla

resa di fronte alla verità". E non è detto che la resa di fronte alla verità debba per forza passare attraverso il

linguaggio, come aveva creduto un tempo-. "Ci sono tante cose che non passano per il linguaggio!", esclama

adesso.

Ciò non significa che uno scrittore non possa essere definito come colui il quale "è perennemente sensibile alle

disgrazie del lessico, anche se non ne viene coinvolto. E che non aspetta di esserlo per riflettere sulle differenze

dei significati". Ha ragione, Pontiggia: tenere il linguaggio fluido e vicino all'esperienza dei sensi, non disdegnando

neanche l'uso del buon senso, ha un risvolto pratico di grande importanza. E permette una disposizione democratica

nei confronti di chi legge. Viene da pensare che Pontiggia stia compiendo un interessante itinerario verso una

semplificazione radicale - lui ama parlare di realismo integrale - che coinvolge senza impoverirli i processi

immaginativi. Da questo punto di vista, il suo lavoro prosegue quello di Calvino e di Parise. Lo prosegue nell'illimpidire

ingg-blemi espressivi e comunicativi dell'intero orizzonte letterario. Ma, a differenza sia di Calvino sia di Parise,

Pontiggia non si affida a un'idea di poesia, e dunque a un modo lirico di conoscere il mondo, ma predilige la tensione

aforistica. Come Calvino e Parise, anche lui, però, dopo un lungo itinerario romanzesco, ha sentito il bisogno della

prosa seriale; bisogno e necessità che hanno preso la forma delle Vite di uomini non illustri. Dopo questo libro,

Pontiggia sembra essere nato una seconda volta come uomo espressivo, e Nati due volte ne è una prova

eloquente. Che fine farà, lungo questo nuovo itinerario, il bibliofilo accanito, possessore di ben cinquantamila volumi,

non saprei davvero dirlo. Di sicuro, qualche altra sorpresa il futuro di questo scrittore che ama vegliare le parole, è

destinato a riservarcela.

Di Silvio Parrella

pubblicato su Nuovi Argomenti, rivista diretta da Enzo Siciliano

 

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- HANDICAP LEGISLAZIONE

Selleri Gianni

Legislazione e handicappati. Guida ai diritti civili degli handicappati

Del Cerro, Tirrenia 2002, pag. 227

La vigente normativa italiana in merito all'assistenza e all'integrazione sociale degli handicappati: partendo dalla

definizione di handicap vengono illustrate le regole che garantiscono i diritti civili dei disabili (inserimento scolastico e

lavorativo, barriere architettoniche, agevolazioni fiscali e sostegno alle famiglie). Le leggi sono presentate in ordine

cronologico, evidenziando il profondo sviluppo che tale materia legislativa ha subito nell'arco degli ultimi decenni nel

nostro paese.

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- HANDICAP ROMANZO

NADOLNY STEN

LA SCOPERTA DELLA LENTEZZA

0, pag.

E' la storia di John Franklin, che faceva l'esploratore artico nel '700. Questi ha un handicap personale perche' e' piu'

lento delle persone normali: se deve avere un dialogo, non e' in grado perche' dovrebbe pensare troppo alle

risposte.

E allora cerca di immaginare prima tutte le domande possibili per avere una risposta pronta. Questa sua lentezza gli

permette di diventare un grande esploratore artico, perche' solo lui e' capace di immaginare avventure come andare

al polo Nord, farsi prendere la nave dai ghiacci e per tre anni andare alla deriva, l'unico modo per raggiungere l'altra

parte della calotta polare.

Lui pensa il tempo in maniera diversa.

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- LAVORO POLITICHE

Tiraboschi Michele

Morte di un riformista

Marsilio 2003, pag. 160

Marco Biagi, protagonista della riforma della politica del lavoro (accanto a Tiziano Treu, Roberto Maroni e Romano

Prodi), in un ritratto del suo allievo e collaboratore Michele Tiraboschi. L'intento di Biagi era quello di regolare lo

Statuto dei lavori in modo tale da offrire alle persone la possibilita' di entrare stabilmente nel mercato del lavoro.

Questione molto importante nel paese europeo con il più basso tasso di occupazione regolare e con il più alto tasso

di lavoro sommerso. Marco Biagi e' stato ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, all’età di cinquant’anni.

Michele Tiraboschi ci spiega perchè il professore di diritto del lavoro e' stato eletto dal terrorismo a simbolo di un

riformismo esemplarmente ostile e condannato a morte

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- MALATI TERMINALI MORTE EUTANASIA

DWORKIN G., FREY R., BOK S.

EUTANASIA E SUICIDIO ASSISTITO

EDIZIONI DI COMUNITA' 2001, pag. 177

Il testo affronta il delicato tema del suicidio assistito - pratica attraverso la quale i medici offrono al paziente

informazioni e strumenti necessari a porre fine alla propria vita - e dell'eutanasia - quando il medico pone

materialmente fine alla vita dela malato - presentando le opinioni pro e contro di filosofi e studiosi di etica. I primi

saggi propongono tesi a favore del suicidio assistito, supportate da motivazioni filosofiche e pratiche; il terzo saggio

invece presenta i rischi morali e sociali della legalizzazione di queste pratiche. Senza proporre verità assolute

questa lettura permette di capire il problema e farsi un'opinione.

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- MIGRAZIONI

AA.VV.

SESTO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI

ANGELI 2000, pag. 317

Il volume, è suddiviso in quattro sezioni; la prima fornisce le coordinate statistiche e giuridiche del fenomeno, con

particolare attenzione alle realtà locali di applicazione della legge (T.U.) e alle politiche di controllo delle frontiere. La

seconda si occupa del difficile percorso di integrazione degli immigrati nei diversi ambiti: scuola, lavoro, salute,

casa, con particolare attenzione agli atteggiamenti degli italiani nei confronti degli stranieri. La terza sezione,

analizza, la programmazione dei flussi migratori e la formazione professionale per i lavoratori immigrati. Infine nella

quarta si analizza la questione dell'immigrazione in Italia nello scenario internazionale.

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- MIGRAZIONI

AA.VV.

IMMIGRAZIONE

ANTEREM 2001, pag. 448

L'immigrazione è diventata una realtà anche in Italia ma si è ancora lontani dal riconoscere tale fenomeno come una

risorsa per il nostro paese e molte sono ancora le riforme necessarie per diffondere una matura cultura

dell'integrazione. La Caritas di Roma con il suo XI Rapporto illustra in maniera sintetica e precisa la situazione degli

immigrati nell'anno 2001, fornendo cifre e statistiche sulle presenze, sui paesi di provenienza degli stranieri e sul

modo in cui vivono (problemi legati al lavoro, al sistema sanitario e scolastico).

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- MIGRAZIONI

AA.VV.

SESTO RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI

ANGELI 2001, pag. 317

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- MIGRAZIONI

JELLOUN TAHAR BEN

L' ESTREMA SOLITUDINE (La plus haute des solitudes)

BOMPIANI 1999, pag. p. 222

"L'estrema solitudine" e’ un romanzo dello scrittore Ben Jelloun, gia’ premiato nel 1998 con il "Global Tolerance

Award" per il grande impegno civile e sociale dimostrato nel tempo.

Lo scrittore algerino narra le tragedie degli immigrati arabi e nordafricani costretti a lasciare la propria terra e le

proprie abitudini per cercare fortuna in paesi lontani, ostili e intolleranti. Il libro raccoglie le testimonianze dirette e le

sofferenze di tanti che hanno tentato la via della clandestinita’ per poi ritornare a casa malati e umiliati.

Ben Jelloun affronta anche la problematica dell’integrazione razziale e della societa’ multietnica, fenomeno molto

attuale anche in Italia.

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- MIGRAZIONI

Sivini Giordano

Migrazioni

Soveria Mannelli 2000, pag. 146

Il fenomeno delle migrazioni come frutto di processi di resistenza e di innovazione, provenienti in gruppi sociali che il

diseguale sviluppo capitalistico tende a disgregare e le cui condizioni di esistenza vengono a dipendere

dall'inserimento di propri emigrati nelle aree in cui il capitale si valorizza. Ciò in quanto gli immigrati operano per la

trasformazione ed il miglioramento delle condizioni sociali dei gruppi di appartenenza e inventano nuove forme di

inserimento nelle dinamiche del capitale.

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- MIGRAZIONI

STELLA GIAN ANTONIO

L' ORDA. QUANDO GLI ALBANESI ERAVAMO NOI

RIZZOLI 2002, pag.

Una ricostruzione, radicalmente nuova e ben

documentata, dell'emigrazione italiana.

Nell'America dove si e' consumato il linciaggio

di New Orleans, nelle foibe australiane per contrastare

l'orda "color oliva", nei pregiudizi dei francesi

e degli svizzeri, fino alla vergognosa tratta dei

fanciulle e delle prostitute dei bordelli d'Egitto.

Gian Antonio Stella e' inviato del Corriere della

Sera.

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- migrazioni famiglie minori

Moro Marie Rose

Bambini immigrati in cerca di aiuto

Utet Libreria 2001, pag. 226

, Torino 2001, pp. 226, €17,56.

Un'introduzione alla psicoterapia interculturale, rivolta a educatori, insegnanti, medici, psicologi e psichiatri, per

interrogarsi, da un punto di vista pratico e teorico, sul corretto rapporto da instaurare con persone di culture diverse

dalla nostra nell'ambito del trattamento psicologico e della didattica. Il testo è basato sull'esperienza francese, forte

di una più lunga tradizione nell'affrontare i problemi connessi all'immigrazione.

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- MINORI ADOZIONI

Eramo Federico

Manuale pratico della nuova adozione

Cedam 2002, pag. 310

Il volume presenta i contenuti della nuova legge (149/2001) di riforma dell'adozione e affidamento; la lettura di taglio

giuridico si apre anche agli aspetti psicologici, storici, tributari. In nove capitoli vengono trattate la "genesi" della

riforma, la nuova procedura per l'adozione, le novità riguardanti l'affidamento e la nuova procedura dello stato di

adottabilità. In appendice il fac-simile di stampati per agevolare l'accesso alle procedure di adozione.

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- MINORI COMUNITA' RESIDENZIALI

AA.VV.

IL SAPERE E IL SAPORE. LE COMUNITA' DI ACCOGLIENZA PER MINORI

EDIZIONI PAOLINE 2000, pag. 266

Le comunità residenziali di accoglienza intervengono nei casi in cui famiglie con grave difficoltà non sono in grado di

rispondere alle esigenze dei minori e nel caso in cui dei bambini vengano abbandonati. Oggi la soluzione della

comunità di accoglienza viene considerata auspicabile per garantire ai minori un ambiente familiare e protettivo; il

testo illustra quante sono le strutture residenziali in Italia oggi, come sono strutturate e che tipo di operatori vi

operano.

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- POLITICA GOVERNO CONFLITTO DI INTERESSI

PASSIGLI STEFANO

DEMOCRAZIA E CONFLITTO DI INTERESSI. IL CASO ITALIANO

PONTE ALLE GRAZIE 2001, pag. 208

Come disciplinare il pericoloso conflitto che in ogni sistema politico può insorgere tra l'interesse generale e gli

interessi privati di chi governa? Quali sono le misure che una democrazia può adottare per limitare il fenomeno?

In Italia il problema e oggi di particolare gravita, con l'entrata sulla scena politica di Silvio Berlusconi si è infatti creata

una situazione senza precedenti in cui il conflitto di interessi coinvolge non solo il possesso di un vasto impero

economico, ma anche il controllo dei mass media, capaci di influenzare l'opinione pubblica e alterare la formazione

del consenso elettorale, indebolendo così le ondamenta stesse della democrazia.

In questo libro Stefano Passigli, dopo aver esaminato il problema teorico e le soluzioni adottate negli Stati Uniti e nelle

grandi democrazie europee, ripercorre la stona degli ultimi sette anni in cui il Parlamento ha più volte cercato di

regolamentare la situazione dalla prima proposta dello stesso Passigli approvata al Senato e bloccata alla Camera, a

quella dell'attuale governo, che l'autore giudica negativamente indicando una possibile soluzione alternativa.

Una dettagliata e illuminante analisi di uno dei più scottanti problemi politici italiani degli ultimi anni

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- POLITICA ITALIANA GOVERNO BERLUSCONI

BUFACCHI VITTORIO, BURGESS SIMON

L' ITALIA CONTESA. DIECI ANNI DI LOTTAPOLITICA DA MANI PULITE E BERLUSCONI

CAROCCI EDITORE 2002, pag. 304

La prima ricostruzione organica e pienamente documentata delle più recenti vicende politiche italiane, dalla crisi della

Prima Repubblica all'ultimo governo Berlusconi.Combinando una dettagliata narrazione degli eventi con una originale

ipotesi interpretativa d'insieme, gli autori ripercorrono le fasi convulse e drammatiche dell'inchiesta Mani pulite, il

crollo dei tradizionali partiti di governo DC e PSIi, le complesse trasformazioni del PCI, l'emergere di nuovi soggetti

politici come la Lega Nord di Bossi e Alleanza nazionale, per arrivare a un esame ragionato delle ultime elezioni del

2001.Vittorio Bufacchi insegna Filosofia all'Università di Cork in Irlanda.

Simon Burgess ha insegnato nelle Università di Reading, Brunele Londra.

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- POLITICA PARTITI LEGA NORD

RUMIZ PAOLO

LA SECESSIONE LEGGERA Dove nasce la rabbia del profondo Nord

EDITORI RIUNITI 1997, pag. 213

La secessione è già avvenuta per quel che riguarda il modo di pensare della gente che abita in una parte del paese;

si manifesta sotto forma di distacco mentale dalla politica, dallo Stato, dalla Res publica, con Bossi che offre

mitologie e Berlusconi megafoni. Un reportage che descrive come attorno al Po' "il meglio e il peggio del Paese

possono coesistere fino a fondersi e implodere in un 'estremismo di centro'".

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- POLITICHE PUBBLICHE

Regonini Gloria

Capire le politiche pubbliche

Il Mulino 2001, pag. 595

, , , Bologna 2001, pp. 595, Euro 32,02.

L'analisi delle politiche pubbliche come disciplina al confine tra la scienza politica, l'economia e la sociologia,

analizzata nei suoi metodi, nei suoi risultati più significativi, nelle sue implicazioni analitiche; vengono inoltre ricostruiti

i contesti entro i quali tali metodi si sono sviluppati, sottolineando i rispettivi punti di forza e di debolezza. I policy

studies presentati mettendo il lettore direttamente a contatto con i risultati delle ricerche.

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- POLITICHE PUBBLICHE VALUTAZIONE

PALUMBO MAURO (cur.)

VALUTAZIONE 2000

FRANCO ANGELI EDITORE MILANO 2000, pag. 438

Questo volume rappresenta il primo annuario dell'Associazione Italiana di Valutazione (AIV) In esso sono contenuti i

contributi che rendono l'idea dello stato dell'arte della valutazione in Italia, degli interventi e dei programmi di sviluppo

economico e sociale, dell'azione delle Amministrazioni pubbliche e di Terzo settore II volume raccoglie i contributi del

convegno annuale dell'Associazione tenutosi nel 1999 e pre senta una sene di interventi sul tema della valutazione

nel campo della Pubblica Amministrazione, della formazione e delle politiche attive nei confronti del lavoro, in

particolare di quelle formative e di sostegno allo sviluppo economico locale, m larga misura assistite da finanziamenti

comunitan e quindi assoggettate da tempo a pratiche di valutazione Meno sviluppata e la parte teorica perche m

Italia - come il curatore più volte sottolinea - manca una cultura della valutazione che sembra essere più una pratica

che una disciplina E presente poi una sezione sulla valutazione nelle Ammini- strazioni pubbliche, descrivendo la

diffusione della valutazione a livello nazionale e comunitario, seguono poi sezioni dedicate alle politiche di sviluppo

locale, alla valu-tazione della ricerca scientifica e un'introduzione teorica alla valutazione

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- POLITICHE SOCIALI ITALIA POVERTA'

Bianco Maria Luisa,

L' Italia delle diseguaglianze

Carocci 2001, pag. 296

, Carocci, Roma 2001, pp. 296, Euro 22,72.

Il testo è il risultato di una serie di ricerche sui meccanismi di riproduzione delle diseguaglianze sociali. Le modalità

con cui si struttura la povertà può essere assai diversa a seconda dei luoghi. Le diseguaglianze tra uomini e donne

si sfaccettano variamente nei diversi gruppi sociali, nelle diverse generazioni e nei diversi luoghi. Il rapporto di

ricerca analizza anche il ruolo delle reti sociali relativamente ai fenomeni sopra descritti. Nonostante il mondo

globalizzato, i più importanti meccanismi di strutturazione sociale non sono generalizzati neppure all'inverno di un

singolo paese.

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- POLITICHE SOCIALI REGIONI EMILIA ROMAGNA

AA.VV.

Le politiche sociali in emilia romagna

Rosenberg & Sellier, 2001, pag. 271

Rapporto sulle politiche sociali in Emilia-Romagna che delinea "un quadro dei fattori di cambiamento della domanda e

dei bisogni sociali, allo scopo di ridefinire l'assetto delle politiche e degli interventi regionali". Una panoramica del

sistema dell'offerta sociale che analizza i principali mutamenti che interesasano la società dell'Emilia Romagna nei

suoi aspetti più rilevanti per la definizione delle politiche sociali, esamina le politiche sociali della Regione e,

lavorando a partire dai dati dei bilanci consuntivi della Regione e dei Comuni, affronta il tema della spesa sociale.

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- POLITICHE STATI EUROPA

JAUREGUI JOSE' ANTONIO

EUROPA TEMA E VARIAZIONI

PRATICHE EDIZIONI 2002, pag. 380

Italiani, greci, francesi, inglesi, spagnoli. Siamo davvero cittadini di un'unica, grande nazlone? A parte la collocazione

geografica, quali sono le ragioni per cui possiamo definirci europea Che cosa lega tra loro popoli, abitudini di vita,

lingue cosi diversa II fine di questo saggio e rispondere a domande simili.

Come nel corso di una passeggiata all'aria aperta, m cui le strade si chiamano Rinasci- mento, Barocco, Illuminismo,

Romantici- smo, Jose Antonio Jauregui ci porta a sco- prire che quella cultura comune esiste e ha origini antiche

risale alla Grecia classica e al suo concetto di citta, alla Bibbia e al Me- dioevo cristiano Attingendo a Cervantes e a

Shakespeare, a Mozart e a Beethoven, l'au- tore illustra come la nostra memoria collet- tiva sia frutto di una sintesi

straordinaria I a

comune origine europea si può leggere nelle pietre delle cattedrali, nelle radici di certe parole, nella cultura del cibo e

del vino, m ciò che abbiamo assimilato dagli arabi e dalle civiltà del Mediterraneo Che sia la musica o la letteratura, la

pittura o il modo di stare a tavola, tutto ci ricorda che tanti simboli e concetti unificanti sono ancora vivi m noi, nel

modo di parlare, negli spunti creativi, nelle nostre scelte

Per restituirci il significato di eventi quali l'abbattimento delle frontiere e l'adozione di una moneta unica, Jauregui ci

accompagna m un viaggio attraverso un mondo che ci appartiene, che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e che

nasconde aspetti sorprendenti Ci fa riscoprire i miti e i personaggi che han- no incarnato lo spinto europeo , lo fa da

intellettuale eclettico, in grado di spaziare fra le discipline, di stimolare mille curiosita, di ignorare distinzioni manichee,

di non cadere, soprattutto, nella trappola di un fuorviante eurocentrismo

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- POVERTA' STATI UNITI

EHRENREICH BARBARA

UNA PAGA DA FAME. COME (NON) SI ARRIVA A FINE MESE NEL PAESE PIU' RICCO DEL MONDO

FELTRINELLI 2002, pag. 164

Calandosi nei panni di una cameriera, poi di una donna delle pulizie e poi di una commessa, vivendo per due anni la

vita di una lavoratrice a basso salario e reddito infimo negli opulenti ma sempre più iniqui States, e poi rendendo

conto di tale esperienza in un libro appassionato e ironico, la giornalista e saggista americana Barbara Ehrenreich

ha resuscitato George Orwell nell'incipit del terzo millennio. Non le opere più celebri dell'autore britannico, i romanzi

fanta-politici (1984) o metaforico-politici (La fattoria degli animali), ma le sue inchieste degli anni '30 vissute in prima

persona tra i camerieri parigini e i barboni londinesi (Senza un soldo a Parigi e Londra) o tra i disoccupati del

Lancashire e dello Yorkshire (La strada di Wigan Pier): sono questi i libri di Orwell che respirano in Una paga da

fame di Ehrenreich, viaggio attraverso la miseria del lavoro sottopagato nordamericano. E sbalordisce che a

distanza di settant'anni passino ben poche differenze tra i disperati di Orwell e i lavoratori descritti da Ehrenreich:

stessi problemi ad arrivare alla fine del mese, a pagare l'affitto di sordide stamberghe, a nutrirsi e a nutrire le proprie

famiglie - come se il progresso non avesse nemmeno lambito queste categorie, come se il benessere fosse un

affare che non le riguarda

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- PROFESSIONI SOCIALI

Diomede Canevini M., Vecchiato T. (a cura di)

L' integrazione delle professionalità nei servizi alle persone

FONDAZIONE EMANUELA ZANCAN 2002, pag. 174

Il volume raccoglie i risultati di due seminari di ricerca sul tema dell'integrazione delle professionalità nei servizi alle

persone. Il testo approfondisce i seguenti aspetti: a) cambiamenti nei servizi e necessità di una maggiore

integrazione; b) che cos'è l'integrazione: modalità, obiettivi, caratteristiche, formazione di atteggiamenti indispensabili

per fare integrazione; c) elementi fondanti di una integrazione realizzabile tra professionalità.

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- PSICANALISI CINEMA

SENATORE IGNAZIO

CURARE CON IL CINEMA

CENTRO SCIENTIFICO TORINESE EDITORE 2001, pag. 227

Terapeutico. Che il cinema avesse anche questo ruolo (forse sopratutto questo) credo di averlo capito negli anni

fragili e turbinosi dell'adolescenza quando i film e lo schermo mi sembravano l'unico luogo (il solo almeno, che io

conoscessi l'unico che il mio tempo mi offrisse) per riconnettere in una storia dotata di senso i frammenti sconnessi

di esperienza contro cui mi faceva cozzare la vita. Ricordo certi pomeriggi invernali a Milano, quando il "mal di

vivere" (la sua insesatezza...) sembrava materializzarsi nella nebbia che ti inghiottiva e che immergeva lo sguardo in

un'ovattata luminosità lattiginosa. Si andava al cinema, allora. A vedere qualsiasi cosa, purché fosse un film.

Rannicchiati in terza fila, in posizione fetale, ci lasciavamo invadere dai simulacri del mondo che emanavano dallo

schermo 90-120 minuti di terapia intensiva: all'uscita stavamo sempre meglio e ci pareva perfino che il mondo (quasi

sempre ancora avvolto nella nebbia fosse migliore (e avesse più senso) di quanto non pensassimo prima di

comprare il biglietto e di immergerci nel buio luminoso della sala. Da che cosa curava il cinema? Che malattia aiutava

a sconfiggere? Che patologia combatteva? Benché da più di vent'anni il cinema sia ormai diventato il mio alimento

quotidiano, restano domande a cui non sono mai riuscito a dare una risposta. So solo che il cinema per me, ma

credo di poter dire anche per la mia generazione, non é stato solo uno straordinario "attrezzo per fantasticare", ma

anche uno "strizzacervelli" che ha favorito un po' tutta l'anamnesi e l'autoanalisi, portando a galla - sulla superficie

dello schermo- i fantasmi e i cadaveri che ci portavamo dentro. Ci ha curato? Non lo so. Ignazio Senatore mi dice

spesso che solo la relazione terapeutica può "curare". Lo dice convinto e penso che dal punto di vista

dell'ortodossia analitica abbia perfettamente ragione. Ma ho anche il sospetto che la sua sia un'affermazione- come

dire- più attenta alla "correttezza" deontologico-professionale che alla verità dei fatti. So che anche Ignazio

Senatore si é curato con il cinema e che dal cinema e dai film ha rilevato spunti, schegge, frammenti di storie e di

narrazioni che l'hanno aiutato a curare gli altri, i suoi pazienti nella vita. Questo libro documenta la sua duplice

passione (la sua ambigua affezzione...): per i film che raccontano storie di cura e per la convinzione che sia

possibile curare (curarsi...?) anche grazie ai film. Non so se il cinema sia stato la nostra Sheherazade e noi i suoi

sultani. A volte, ho come l'impressione che, al contrario, noi siamo stati le Sheherazade del cinema e che al cinema

abbiamo affidato ogni notte le nostre storie. Quelle che ci servivano ad allontanare lo spettro della morte e a sentirci

vivi. Ma tant'é. Quel che conta, come direbbe Senatore, é l'intensità della relazione. Il cinema é proprio un territorio

inevitabilmente relazionale.Questo libro ce lo dimostra in modo appassionante e appassionato. Ricordando a tutti, se

non altro, come proprio i film siano serviti ( e servano tuttora) a rendere il mondo un po' meno invivibile di quanto non

fosse prima che il cinema venisse inventato. (dalla presentazione di Gianni Canova).

...Il libro di Ignazio Senatore che ho il piacere di presentare é un viaggio attraverso i temi che rendono così intimo il

rapporto tra cinema e psichiatria. L'aspetto più originale di questo libro é la ricchezza delle citazioni, ordinate in modo

sistematico e con un sempre preciso e puntuale riferimento alle tematiche di interesse psichiatrico. Esso si

inserisce quindi nell'ambito delle trattazioni di questo argomento come un'opera del tutto originale e di estremo

interesse sia per gli psichiatri sia per tutti i non "addetti ai lavori" che, anche senza essere affetti dalla sindrome di

"abuso-dipendenza" da cinema, sentono il fascino profondo di una periodica e catartica alterazione del loro stato di

coscienza. (dalla Presentazione di Paolo Pancheri).

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Sommario

Presentazione di Gianni Canova e di Paolo Pancheri

Parte prima- Specchio, specchio delle mie trame

Capitolo1. Specchio, specchio delle mie trame

Capitolo 2. Cinema e psicoanalisi

Capitolo 3. Da Taxi Driver a Blade Runner: l'immagine della famiglia nel cinema

Capitolo 4. Cipria, smalto, rossetto e ...una bottiglia di whisky

Capitolo 5. Un trauma chiamato desiderio

Capitolo 6. Ciak! Azione! Formazione!

Capitolo 7. Pane, amore e psichiatria. L'immagine del cibo nel cinema

Capitolo 8. Che fine ha fatto il dottor Kildare? I camici bianchi

nella storia del cinema

Capitolo 9. La memoria, i ricordi, l'oblio

Capitolo 10. Incontrarsi, perdersi e poi dirsi addio

Capitolo 11. L'uomo che amava le donne: Don Juan de Marco

Parte seconda: Curare con il cinema

Capitolo 12. La sindrome di Sheherazade

Capitolo 13. John Ford, Michelangelo Antonioni, Quentin Tarantino:

che tipo di narrazione proponiamo al paziente?

Capitolo 14. Sul desiderio alcolomanico ed altre storie

Capitolo 15. Sherlock Holmes o Philip Marlowe?

Appunti sull'investigazione in psicoterapia

Capitolo 16. Il decalogo dello psicoterapeuta

Capitolo 17. Curare con il cinema

 

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- PSICANALISI SIMBOLI ARCHETIPI

HILLMAN JAMES

IL PIACERE DI PENSARE. Conversazione con Silvia Ronchey

RIZZOLI 2001, pag. 176

La passione delle idee, la realtà esterna come immagine oggettiva dell'anima. Scava in profondità nei meandri della

psiche e della funzione simbolica James Hillmann, nel suo volume appena edito "Il piacere di pensare" (Rizzoli, 2001,

pp. 171), frutto di un lungo dialogo con Silvia Ronchey. Il rapporto tra l'anima e il mondo risulta in qualche modo

rovesciato. Non è solo e non è tanto l'anima dentro il singolo individuo, ma anche e soprattutto è l'individuo a

riconoscersi dentro l'anima del mondo. Ecco allora la possibilità per quella parte o quell'aspetto di anima che si trova

dentro l'individuo di riconoscersi parte di un tutto che la circonda. Tale "animazione" del mondo non è però immediata

e facile, nella società complessa e tecnologicamente evoluta, come lo era in una cultura primitiva, dove il sentimento

di partecipazione "animistico" era spontaneo. Il percorso va in un certo senso fatto a ritroso rispetto alla storia della

civiltà, in modo che si possa ritrovare il "giardino" dell'anima nella realtà circostante. Hillmann insiste su questo

aspetto. Il ricupero dell'innocenza del "puer" junghiano è il frutto di una difficile disciplina dello spirito e della mente.

"Non vedo differenza - afferma con durezza - tra un materialista che dice che il mondo non ha l'anima e un

romantico che dice che tutto ha anima". Si tratta di un percorso che richiede l'attivazione, appunto, della funzione

simbolica della metafora, mediante la quale si manifesta quella che Jung definisce "psiche oggettiva". E in questo

senso, Hillmann fornisce degli esempi suggestivi tratti dalla spiritualità e dalla cultura orientale, molto più aderente,

rispetto a quella occidentale, ad un senso mistico della natura.

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- PSICOLOGIA COMUNITA'

Francescato D., Tomai M., Ghirelli G.

Fondamenti di psicologia di comunità

Carocci 2002, pag. 431

"Gli psicologi di comunità esaminano i problemi non solo nella loro dimensione personale e soggettiva ma anche nella

loro dimensione oggettiva e sociale, nella quale si collocano vincoli e risorse che permettono od ostacolano

l'empowerment di persone, gruppi, organizzazioni e comunità locali". Un manuale che tiene conto dei contributi

statunitensi, €pei ed italiani allo sviluppo della disciplina, dedicando una particolare attenzione all'analisi delle

strategie di intervento ed alla descrizione di interventi realizzati in campo scolastico e sociosanitario.

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- PSICOLOGIA COMUNITA'

FRANCESCATO, TOMAI, MEBANE

Psicologia di comunità per la scuola, l’orientamento e la formazione

IL MULINO 2004, pag.

Secondo una prospettiva interdisciplinare, questo volume illustra alcune strategie di intervento pluridimensionali che

la psicologia di comunità ha elaborato ai fini di far fronte in modo creativo alle nuove sfide e ai vecchi problemi dei

nostri sistemi educativi e formativi. I profili di comunità, l'analisi organizzativa multidimensionale, l'educazione

socioaffettiva si sono rivelate tecniche efficaci da un lato nel contenimento di fenomeni di disagio di vario tipo, come

la dispersione scolastica o il bullismo, dall'altro nel potenziamento dell'"empowerment" di allievi, docenti e genitori,

così come nella formulazione di Piani di offerta formativa (POF) in grado di utilizzare al meglio le risorse del territorio

e i punti di forza dell'organizzazione scolastica. Di particolare interesse i capitoli dedicati all'orientamento e alla

formazione a distanza nei loro più recenti sviluppi, che mettono in evidenza il ruolo cruciale svolto

dall'apprendimento collaborativo associato alle nuove tecnologie.

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- PSICOLOGIA SOCIALE SOCIOLOGIA

Pantaleo Giuseppe, Wicklund Robert A

Prospettive multiple nella vita sociale

Zanichelli, 2001, pag. 217

Come e quando la diversità sociale, la creatività e la tolleranza vengono accolte o rifiutate nelle interazioni sociali. La

capacità di aprirsi ad una molteplicità di prospettive si contrappone ad una forma di pensiero basato su un'unica

visione della realtà e diminuisce l'uso di stereotipi e favoritismi per il proprio gruppo di appartenenza. Peraltro,

l'assunzione di tale attitudine può produrre tolleranza solo in una situazione di assenza di minacce e in presenza di

una molteplicità di prospettive interiorizzate a mezzo di un'esperienza attiva.

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- PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CARTE DEI SERVIZI QUALITA'

PASINI NICOLA (cur.)

LE CARTE DEI SERVIZI per migliorare la qualità dei servizi pubblici

FRANCO ANGELI EDITORE MILANO 1999, pag. 267

II tema della carta dei servizi e innovativo nel panorama italiano

Le carte dei servizi come alcune esperienze mostrano, se realmente interiorizzate dai soggetti erogatori di servizi

pubblici e in generale dalla Pubblica Amministrazione, e se attuate verso la

soddisfazione del cliente, implicano cambiamenti sostanziali per la qualità dei servizi pubblici e, di conseguenza, per

la qualità della vita dei cittadini

II volume analizza questa tematica attraverso la comparazione internazionale, in particolare mettendo in relazione il

concetto di cittadinanza e le esperienze delle carte dei servizi nei Paesi europei Nella seconda sezione ci si occupa

dell'esperienza italiana dando voce alle sperimentazioni avviate m questo senso in territorio nazionale nelle

Amministrazioni comunali, in alcune scuole Gli allegati mettono a disposizione gli indicatori della «Qtizen's Charter»,

le norme delle carte dei servizi, e quanto a livello normativo e associativo esiste in Italia a tutela dei consumatori

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- PUBBLICA AMMINISTRAZIONE COMUNICAZIONE CARTE DEI SERVIZI

AA.VV.

MANUALE DI

COMUNICAZIONE PUBBLICA. Strategie e strumenti operativi per comunicare la P.A.

MAGGIOLI EDITORE 2002, pag. 280

Il Manuale, di taglio pratico/operativo, fondato sul principio base secondo il quale la comunicazione pubblica

condivide principi, tecniche e strumenti di quella delle aziende private, divergendone però nel tono, nel linguaggio,

nell'obiettivo, nella modalità di approccio al mercato e negli utenti da raggiungere, spiega come adattare le regole

generali alle esigenze di Enti e Pubbliche Amministrazioni.

E' organizzato razionalmente in 12 capitoli:

L'EVOLUZIONE DELLA COMUNICAZIONE PUBBLICA IN ITALIA.

IL PIANO DI COMUNICAZIONE

Le otto fasi per realizzare un piano di comunicazione: Analizzare lo scenario; Individuare gli obiettivi; Definire il

pubblico da raggiungere; La strategia di comunicazione e la scelta dei contenuti; Scegliere le attività e gli strumenti di

comunicazione; L'ascolto e la misurazione dei risultati.

Definizione di tempi e risorse.

L'UFFICIO STAMPA

Attività e campo d'azione.

Addetti stampa e media, un rapporto da "reinventare": Il "decalogo" di Meyer del professionista perfetto; Etica e

deontologia professionale: principi comuni a giornalisti e addetti stampa.

Gli strumenti e le strutture di servizio: La media list; Il comunicato stampa: redazione e invio; La cartella stampa

(press-kit); La conferenza stampa: linee guida per l'organizzazione.

Le strutture professionali e di servizio.

Una professione all'insegna della fantasia: Consigli pratici contro i luoghi comuni;

Condannati ad essere brillanti, originali e convincenti.

GLI EVENTI

Dal convegno alla riunione: un percorso tra tipologie di eventi.

Procedure e fasi organizzative di un convegno: Le società che organizzano eventi; Fase preliminare, intermedia,

esecutiva, conclusiva.

Lo spettacolo: Le competenze necessarie; Le tipologie più comuni.

I PRODOTTI EDITORIALI.

L'IMMAGINE COORDINATA.

LA COMUNICAZIONE DIRETTA

Stabilire una relazione: Raggiungere un obiettivo mirato; Individuare il target; Definire la strategia.

Gli strumenti: Strumenti attivi e passivi.

MOSTRE, FIERE ED ESPOSIZIONI.

LA COMUNICAZIONE ON LINE

La rete come canale/veicolo di comunicazione; La rete come luogo di presentazione: il sito statico;

La rete come luogo di comunicazione interattiva: il sito dinamico.

Gli obiettivi della comunicazione on line.

Come raggiungere gli obiettivi di comunicazione: Analizzare l'attuale propria presenza on line;

Analizzare lo scenario: benchmarking; Analizzare il fabbisogno informatico dei target;

Definire sotto forma di proposta la presenza on line che s'intende raggiungere (a tendere);

Progettare la presenza on line a tendere: la proposta finale; Realizzare tecnicamente: Web design e sviluppo

tecnologico; Gestire i contenuti.

La professionalità del settore Internet.

LA PUBBLICITA'.

LE STRUTTURE PROFESSIONALI ESTERNE.

LE GARE DI APPALTO NEL SETTORE DELLA COMUNICAZIONE.

CASE HISTORY.

APPENDICE NORMATIVA.

L'opera è frutto dell'esperienza trentennale dell'ISTITUTO NAZIONALE PER LA COMUNICAZIONE (INC), marchio

storico delle relazioni pubbliche, che occupa un posto di primo piano fra le agenzie di RP in Italia ed opera

quotidianamente al fianco di Enti e Pubbliche Amministrazioni.

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- RELIGIONI ISLAMISMO TALEBANI

SGRENA GIULIANA

ALLA SCUOLA DEI TALEBAN

MANIFESTOLIBRI 2002, pag. 174

Nonostante la caduta del regime dei talebani si diffonde ancora in tutto il mondo un'ideologia oscurantista "che volge

in negazione delle libertà ed oppressione delle donne la resistenza contro la globalizzazione occidentale". Si tratta

anche del frutto di un circolo vizioso, in cui la reazione al terrorismo riproduce il terrorismo come forma di

destabilizzazione globalizzata, nel contesto di uno scontro tra civiltà (tra inciviltà) in cui al fanatismo religioso della

jihad globale si contrappone in occidente un'intolleranza sempre più violenta.

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- SCRITTURA TESI

VELLONE E., SCIUTO M.

La RICERCA BIBLIOGRAFICA

Mc Graw-Hill 2000, pag. 215

La ricerca bibliografica e le capacità metodologiche per eseguirla assumono sempre maggiore importanza per una

figura professionale come quella dell'infermiere sempre più chiamata ad assumere decisioni dalle quali dipende la

salute delle persone, e dunque a coltivare nel modo più adeguato possibile la propria competenza. Il volume si

occupa di struttura ed organizzazione delel biblioteche specialistiche, di repertori bibliografici, di banche dati

bibliografiche su internet; il tutto integrato da una serie di indicazioni di carattere metodologico.

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- SERVIZI SANITARI FEDERALISMO

CAVICCHI IVAN

SALUTE E FEDERALISMO

BOLLATI BORINGHIERI 2001, pag. 252

L'adozione di una forma federale per il servizio sanitario comporta anche l'aggiornamento dell'idea di diritto alla

salute e insieme delle teorie che hanno ispirato la legislazione sanitaria negli ultimi 30 anni; questo "in un sistema

sanitario nazionale che per sua natura tende ad amministrare le necessità cliniche con degli a priori, cioè delle verità

di ragione non sempre coincidenti con le verità di fatto delle persone malate". Il federalismo, dunque, come

"occasione per sviluppare un'idea di salute quale emancipazione dell'uomo".

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- SERVIZI SANITARI MEDICINA MEDICI

BOBBIO MARCO

Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza

Medici e industria

EINAUDI 2004, pag. 290

«Il giuramento di Ippocrate vincola i medici a operare secondo 'scienza e coscienza'. Il conflitto di interessi tra medici

e industria può minare questo impegno».

Il colossale mercato della sanità - nei suoi vari aspetti di intervento diagnostico, terapeutico e riabilitativo - tende a

corrompere molti addetti ai lavori. Università e istituti di ricerca, medici e ricercatori, politici e amministratori, giornalisti

ed editori rinunciano di fatto a difendere la centralità dell'ammalato per privilegiare l'interesse dell'industria e delle

corporazioni. I conflitti di interesse si stanno diffondendo in modo tale da creare allarme da parte degli osservatori

piú attenti ai diritti della sanità pubblica.

Il volume di Marco Bobbio descrive e approfondisce i vari aspetti del problema, con particolare attenzione al mondo

del farmaco, i cui prodotti sono spesso considerati beni di consumo anziché strumenti di salute. Il predominio del

marketing si traduce in una distorsione delle conoscenze, che l'Autore evidenzia con competenza, lucidità e

chiarezza.

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- SERVIZI SANITARI ORGANIZZAZIONE VALUTAZIONE QUALITA'

RANCI ORTIGOSA EMANUELE (cur.)

LA VALUTAZIONE DI QUALITA' NEI SERVIZI SANITARI

FRANCO ANGELI EDITORE MILANO 2000, pag. 293

La qualità e il suo continuo miglioramento assumono in sanità particolare rilievo, e richiedono quindi di essere valutati

per rispondere alle esigenze di chi governa, gestisce, controlla i servizi, di chi ne progetta o ne implementa lo

sviluppo organizzativo e professionale I sistemi di valutazione sono sempre più numerosi centrati sulle diverse

dimensioni della qualità e declinati dal punto di vista dei diversi soggetti

Il volume declina i vari aspetti della qualità nei servizi sanitan offrendo un'introduzione al concetto Successivamente

vengono affrontati i diversi approcci alla valutazione della qualità e lo sviluppo di alcune tipologie

Nel testo, cosi si descrivono le origini, gli sviluppi, le teorizzazioni, le diverse metodologie e i relativi strumenti della

valutazione della qualità anche con schede specifiche di analisi e riferimenti bibliografici II libro offre un aiuto

concreto ad amministratori dirigenti, operatori interessati alla qualità e alla sua valutazione

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- SERVIZI SANITARI POLITICHE

FALCITELLI N., TRABUCCHI M., VANARA F. (cur.)

RAPPORTO SANITA' 2001

IL MULINO 2001, pag. 453

Edizione 2001 del Rapporto annuale sulla Sanità a cura della Fondazione Smith Kline, che da molti anni ormai si

occupa in maniera qualificata di economia sanitaria e politiche sanitarie e sociali. In particolare viene trattato il tema

della continuità nell'assistenza come risposta al citttadino colpito da malattie di lunga durata. Il sistema sanitario deve

fornire risposte articolate a seconda delle specifiche condizioni cliniche e delle particolari situazioni umane, e

contemporanamente coerenti con l'evoluzione epidemiologica e che tengano conto dei vincoli rappresentati dalle

esigenze organizzative.

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- SERVIZI SANITARI POLITICHE

FIORENTINI GIANLUCA (cur.)

I SERVIZI SANITARI IN ITALIA 2001

IL MULINO 2000, pag. 396

Il rapporto analizza i nuovi criteri di finanziamento delle regioni alla luce della recente riforma di sistema in tema di

politiche sanitarie (peraltro non applicata integralmente) e si sofferma sulla difficoltà di garantire un'uniformità nei

livelli essenziali di assistenza. Particolare attenzione è dedicata alle novità in tema di fonti integrative e di relazioni

contrattuali tra committenti ed erogatori di servizi, ai problemi dei processi di ristrutturazione delle reti ospedaliere,

agli effetti degli incentivi al personale medico connessi alla scelta del rapporto esclusivo, alle relazioni tra SSN e

sistema universitario e ai recenti provvedimenti in tema di assistenza socio-sanietaria e medicina generale.

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- SERVIZI SANITARI POLITICHE

MARINO' LUDOVICO

DINAMICHE COMPETITIVE ED EQUILIBRIO ECONOMICO DELLE AZIENDE SANITARIE

GIUFFRE' 2001, pag. 261

Il problema manageriale nelle aziende sanitarie alla luce della riforma introdotta in Italia agli inizi degli anni '90, non

solo per quel che riguarda gli aspetti tecnico-contabili, ma soprattutto per quel che riguarda l'analisi delle dinamiche

competitive tra le varie aziende e delle loro scelte strategiche e operative. Il primo capitolo è dedicato

all'approfondimento della letetratura in tema di economia delle aziende e amministrazioni pubbliche, il secondo allo

studio del sistema competitivo introdotto dalle leggi di riforma, il terzo ai comportamenti competitivi interpretati alla

luce della teoria dell'equilibrio economico ed il quarto al tema del controllo e della misurazione delle performances.

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- SERVIZI SANITARI POLITICHE ITALIA AUSTRALIA GERMANIA CANADA

France George (a cura di),

Federalismo, regionalismo e standard sanitari nazionali. Quattro paesi, quattro approcci

Giuffre' 2001, pag. 203

Il processo di conferimento di funzioni alle regioni ha subito negli ultimi anni un'accelerazione verso la modifica della

forma di stato in senso federale; in questo senso il governo centrale dovrà sempre più trovare strumenti efficaci per

convincere gli enti territoriali a gestire determinate competenze in modo da consentire il raggiungimento di interessi

generali. La ricerca si sofferma soprattutto sul settore della sanità, di particolare interesse da questo punto di vista,

e assume una chiave comparativa attraverso l'analisi delle esperienze di tre paesi federali - Australia, Germania e

Canada.

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- SERVIZI SANITARI VALUTAZIONE EFFICACIA EFFICIENZA

COCHRANE ARCHIBALD L.

EFFICIENZA ED EFFICACIA riflessioni sui servizi sanitari

IL PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE ROMA 2000, pag. 143

Come allocare le risorse tra le forme di assistenza con benefici reali e provati. Dopo alcune considerazioni storiche

e cenni alla situazione del sistema sanitario britannico (l'edizione originale è del 1972), il libro si sofferma sulla

nozione e sulla valutazione dell'"evidenza", per poi analizzare i concetti di efficacia e di efficienza nel campo della

prevenzione, del trattamento e della diagnosi. La seconda parte è dedicata in particolare ad una riflessione

sull'uguaglianza nei servizi sanitari.

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- SERVIZI SOCIALI

Brienza Giuseppe

Famiglia, sussidiarietà e riforma dei servizi sociali

CITTA' NUOVA 2002, pag. 132

Un prezioso contributo per meglio capire il quadro normativo riguardante i servizi sociali in Italia. In particolare, dopo

aver richiamato le origini del servizio sociale in Italia, il testo analizza la recente legge di "riforma dell'assistenza",

mettendone in evidenza i punti di forza e di debolezza. Una specifica attenzione viene dedicata al ruolo delle IPAB.

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- SERVIZI SOCIALI IPAB

CORRA' DANILO

LA NUOVA DISCIPLINA DELLE IPAB. Commento al Decreto Legislativo 4 maggio 2001 n. 207

MAGGIOLI 2002, pag. 316

Commento del D. lgs 207/2001 di riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e benficenza previsto

dalla legge quadro sui servizi sociali. Dopo una presentazione della storia delle IPAB, il volume si sofferma in

particolare sul tema dell'aziendalizzazione e depubblicizzazione, che rappresentano le due principali alternative

proposte dal legislatore per il futuro delle IPAB. Da segnalare l'imponente appendice legislativa.

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- SERVIZI SOCIALI LEGISLAZIONE POLITICHE ORGANIZZAZIONE

MAGGIAN RAFFAELLO

I SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI. Verso la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi

sociali e sanitari

CAROCCI EDITORE ROMA 2001, pag. 363

il libro è il primo commento organico esclusivamente dedicato alla legge 328/2000, la cosiddetta legge sul sistema

integrato dell'assistenza. Come si sa, la legge segna davvero uno spartiacque nella politica e nell'operatività

dell'assistenza in Italia, ma, sia per via della numerosità dei soggetti coinvolti, sia per la molteplicità delle relazioni che

essa presuppone e fa scaturire, presenta indubbie caratteristiche di complessità. Il testo cerca di fornire una

chiave di lettura di questa complessità per svelare l'ordine nascosto che la Legge 328 sottende e che dovrebbe

superare le complicazioni poste dall'attuale modo di fare assistenza. La legge verrà analizzata dipanando quattro

aspetti: i valori e principi espressi; i fini e gli obiettivi da raggiungere; le

risorse finanziarie messe a disposizione; e, infine, l'organizzazione proposta.

L'autore si sofferma sui problemi da affrontare, individua i destinatari principali degli interventi e cerca di fare

chiarezza sul ruolo dei diversi enti e figure professionali che avranno il compito di renderla operativa. L'ultima parte,

infine, è interamente dedicata alla programmazione e organizzazione.

In appendice il lettore troverà, oltre al testo completo della legge, un'ampia bibliografia e un elenco di indirizzi intemet,

utili per approfondimenti teorici e legislativi sui temi inerenti

politica sociale e l'organizzazione dei servizi sociali.

Il libro è stato pensato come strumento agile per quanti, quotidianamente (nei Comuni, nelle Aziende sanitarie locali,

nelle cooperative sociali, nelle organizzazioni di volontariato), contribuiscono a dare applicazione alla legge, dalle

professioni sociali (assistenti sociali, educatori professionali, psicologi e altre professioni di aiuto) ai dirigenti e

responsabili dei servizi, oltre che, ovviamente, per gli studenti dei corsi di laurea in scienze del servizio sociale e per

quanti si stanno preparando per i concorsi.

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- SERVIZI SOCIALI ORGANIZZAZIONE

SALOMONE IGOR (cur.)

BISOGNI DI GOVERNO. PROBLEMI E PROSPETTIVE DEL COORDINAMENTO NEI SERVIZI SOCIALI

FRANCO ANGELI 2001, pag. 248

Strana idea quella del "governare", ma estremamente efficace. Porta inscritta nel suo etimo l'immagine della nave

condotta salva in porto attraverso scogli e secche,

tempeste e venti contrari.

Governare i problemi è il compito quotidiano di chiunque attraversi professionalmente i servizi sociali. Ciò non

dipende dall'accanimento di un destino cinico e beffardo, ma dal fatto che i problemi sono l'oggetto del quale i servizi

si occupano. Governarli, dunque, non significa risolverli o evitarli, ma creare nuove direzioni di sviluppo.

Questo volume nasce dall'esperienza pluriennale di formazione per i quadri e i coordinatori dei servizi socioeducativi

e socioassistenziali condotta dalla Provincia di Milano. Un'esperienza di grande respiro, culminata in una ricerca-

formazione che ha coinvolto una settantina di operatori e tre équipe multidisciplinari. Questo libro è un tributo a tutti i

coloro che l'hanno vissuta. Volti, parole, fatiche ed entusiasmi, raccolti e restituiti da uno sguardo rispettoso e

critico, orientato a far migrare questo patrimonio di storie e idee dalla terra di origine, per consegnarlo nelle mani di

coloro che ne vorranno fare uso.

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- SERVIZI SOCIALI ORGANIZZAZIONI TERZO SETTORE COOPERATIVE SOCIALI

AA.VV.

L' abc del terzo settore

Edizioni Lavoro 2001, pag. 180

Il volume si propone come una bussola per orientarsi nel mondo del volontariato e più in generale del terzo settore.

Diviso in sei capitoli affronta i seguenti aspetti: 1) Cos'è il terzo settore, 2) Il quadro normativo, 3) Il lavoro per

progetti, 4) La gestione del personale, 5) Economia e finanza, 6) Comunicazione. In conclusione un ampio glossario

su "Le parole del terzo settore".

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- SERVIZI SOCIALI SERVIZI SANITARI ANZIANI RSA CARTE DEI SERVIZI QUALITA'

FERRARIO PAOLO, BIANCHI MARISA, QUAIA LUCIANA

LA QUALITA' NEI SERVIZI SOCIO-SANITARI. Processi di costruzione della Carta dei servizi in una RSA

CAROCCI FABER ROMA 2002, pag. 200

Contenuto

Il tema dello sviluppo della qualità nei servizi è ormai diventato cruciale per le organizzazioni socio-sanitarie, e

impegna tutti i ruoli professionali, direzionali e di coordinamento.

Prendendo le mosse da un’analisi delle politiche legislative e delle culture amministrative e organizzative dei servizi, il

volume illustra le strategie gestionali e i concreti processi di sviluppo della qualità di una RSA.Propone inoltre

soluzioni e strumenti operativi utili per tutti coloro che, nei diversi ruoli organizzativi e professionali, si occupano di

servizi alla persona.

Indice

Presentazione

Parte prima: Le politiche sociali per lo sviluppo della qualità

1. L’orientamento alla qualitànella legislazione2. Politiche legislative per le Carte dei servizi

3. Culture organizzative sulla qualità dei servizi socio-sanitari

Parte seconda: La qualità e le strategie gestionali nella RSA "Bellaria"

4. Il contesto della Residenza Sanitario Assistenziale Bellaria di Appiano Gentile

5. Le strategie organizzative e gestionali dei servizi alla persona

6. Il progetto globale di gestione e il progetto qualità insieme

7. Dall’attivazione dei gruppi di miglioramento alla costruzione della Carta dei servizi

Appendice: Procedure elaborate dagli operatori della Casa di riposo Bellaria

Parte terza: Il processo di miglioramento della qualità

8. Gli attori della qualità: considerazioni preliminari

9. Il processo di lavoro per il miglioramento continuo della qualità

10. La qualità dal progetto alla percezione

Bibliografia

Destinatari

· Operatori in servizio nelle IPAB, nelle RSA, nelle aziende socio-sanitarie· Direttori e dirigenti di IPAB, RSA, aziende

sanitarie· Soprattutto chi svolge funzioni di coordinamento, supervisione e consulenza nel campo dei servizi socio-

sanitari· Assistenti sociali e tutti i professionisti che si occupano di servizi alla persona

Autori

Paolo Ferrario, sociologo, insegna Politica sociale presso il Corso di laurea in Servizio Sociale dell’Università di

Venezia e svolge attività di aggiornamento professionale rivolta ad operatori sociali in servizio. Collabora alla rivista

"Prospettive Sociali e Sanitarie" di Milano e gestisce il sito di documentazione sulle politiche dei servizi

www.segnalo.it.

Marisa Bianchi, laureata in Servizio sociale all’Università di Trieste, dal 1986 si occupa di formazione agli operatori

socio-sanitari e dell’organizzazione dei relativi servizi. Da sei anni lavora presso la casa di riposo Bellaria, dapprima

con funzioni di coordinamento del personale e del servizio e, dal 2001, con il ruolo di direttore generale.Luciana

Quaia, psicologa, lavora come consulente presso alcune case di riposo. Organizza e conduce laboratori di

stimolazione cognitiva rivolti a malati di Alzheimer e offre attività di sostegno ai loro familiari.

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- SERVIZI SOCIALI SERVIZI SANITARI QUALITA' ORGANIZZAZIONI

REGALIA C., BRUNO A. (cur.)

VALUTAZIONE E QUALITA' NEI SERVIZI. UNA SFIDA PER LE ORGANIZZAZIONI

UNICOPLI 2000, pag. 194

Il volume raccoglie riflessioni su differenti approcci al tema della valutazione e della qualità dei servizi Esso si

inserisce nel dibattito sulla necessita per le organizzazioni e m modo particolare per quelle di servizio alla persona di

condensare energie e attenzioni intorno al tema della qualità e alla priorità della valutazione

Gli autori propongono un inquadramento teorico dei diversi temi, mettendo in relazione le riflessioni con alcune

esperienze concrete Si interrogano sulle potenzialità e sui limiti che l'attuale interesse per la qualità comporta per i

servizi rispetto alle attività valutative, m particolare perche tale attenzione e spesso tecnicistica e poco attenta ai

dati situazionali Inoltre gli autori analizzano il tema della qualità percepita nei servizi sanitan secondo la prospettiva

psicologica, e come tale ricerca abbia come scopo l'intervento Nella seconda parte del volume sono prese m

considerazione alcune esperienze concrete di valutazione della qualità

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- SERVIZI SOCIALI SERVIZI SANITARI STORIA POLITICHE LEGISLAZIONE

FERRARIO PAOLO

POLITICA DI SERVIZI SOCIALI Strutture, trasformazioni, legislazione

CAROCCI EDITORE ROMA 2001, pag. 279 - 332

Lo sviluppo delle politiche in materia di servizi alla persona è oggi una questione fondamentale per i diritti di

cittadinanza, per la pubblica amministrazione, per le organizzazioni dei settori non profit, per il mercato del lavoro e

per le professioni sociali.

Questo libro è progettato e strutturato come un insieme di testi fra loro collegati. Esso propone una ricostruzione

storica delle diverse componenti dei sistemi di welfare, analizza la struttura istituzionale ed organizzativa dei servizi

socio-sanitari in Italia, con particolare riferimento ai ruoli delle Regioni e degli enti locali e presenta alcune monografie

specifiche sulle politiche per la famiglia e i minori, l'handicap, le tossicodipendenze, la salute mentale, gli anziani.

Ogni parte del volume è realizzata in modo tale da sugge-rire le chiavi di lettura, proporre i principali indicatori

quantitativi e qualitativi del problema, indirizzare la comprensione delle normative e degli assetti delle reti

organizzative dei servizi.

La documentazione bibliografica e legislativa che supporta il volume ha l'obiettivo di favorire autonomi percorsi di

approfondimento e di ricerca per le tesi universitarie e per

il lavoro tecnico-professionale.

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- SERVIZI SOCIALI SERVIZI SANITARI VALUTAZIONE

VECCHIATO TIZIANO (cur.)

LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA' NEI SERVIZI metodi, tecniche, esperienze

FONDAZIONE EMANUELA ZANCAN PADOVA 2000, pag. 290

II volume raccoglie una sene di saggi il cui filo conduttore e rappresentato dalla valutazione della qualità dei servizi II

curatore sottolinea come tale attività non sia facile e immediata perche deve superare molte resistenze (degli

operatori, degli am- ministratori, culturali ecc ) Tale difficoltà e ancora maggiore nei servizi sanitan e sociali

II volume analizza il tema della valutazione secondo una prospettiva interdisci-plinare approfondendo aspetti teorici e

metodologici necessari per affrontare in modo adeguato i problemi Sono utilizzati diversi livelli di analisi

considerando la valutazione di progetto, di intervento di processo e di esito

II taglio e dichiaratamente operativo, si preoccupa pero anche^di fornire quadri di riferimento teorico m mento al

concetto di qualità dei servizi alle persone, di verifica e valutazione

Una sezione e dedicata ai temi della misurazione, della selezione delle variabili e degli indicatori, utilizzando sia

metodi quantitativi sia qualitativi Si affronta, inoltre, il tema della valutazione partecipata con il coinvolgimento degli

operatori, delle famiglie e dei volontan

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- SERVIZI SOCIALI VALUTAZIONE

DE AMBROGIO UGO, SETTI BASSANINI MARIACHIARA (cur.)

TUTELA DEI CITTADINI E QUALITA' DEI SERVIZI

FRANCO ANGELI EDITORE MILANO 1996, pag. 280

Questo volume presenta l'avvio, lo sviluppo e \\ consolida-mento degli Uffici di pubblica tutela (Upt), istituiti in

Lombardia fin dal 1986. e collega questa esperienza pionieristica alle successive proposte ed esperienze di Uffici di

relazione con il pubblico (Urp) e Carta dei servizi, L'introduzione di Emanuele Ranci Ortigosa tratta del ruolo che

storicamente ed attualmente gli utenti ricoprono nei processi di erogazione dei servizi. La prima parte offre una serie

di saggi sulla funzione di pubblica tutela e sulla partecipazione dei cittadini alla valutazione e programmazione

dei servizi formulando, in conclusione, un progetto di integrazione fra Upt e Urp che valorizza l'esperienza degli Upt

lombardi integrandola con le più recenti indicazioni normative nazionali. La secondo parte offre una guida alle

funzioni di pubblica tutela fornendo indicazioni metodologiche e strumenti operativi per la raccolta e la gestione dei

reclami e dei questionarl di soddisfazione, sia In campo ospedaliere, sia extra ospedaliere. Il volume rappresenta un

contributo utilizzabile da tutti coloro che sono coinvolti o interessati alla introduzione di funzioni di tutela dei cittadi-

ni utenti nei servizi sanitari ospedalieri e territoriali e nei servizi sociali,

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- SERVIZI SOCIALI VOLONTARIATO TEMPO LAVORO DI CURA

COLUCCIA PAOLO

LA BANCA DEL TEMPO

BOLLATI BORINGHIERI 2001, pag. 145

L'esperienza della Banca del Tempo è una realtà in divenire pertanto la definizione che se ne dà può variare a

seconda del contesto nel quale è maturata e nel corso del tempo. Nel volume viene intesa come luogo ideale di

comunicazione sociale, occasione di dare e ricevere beni, servizi e sapere senza intermediazione del denaro. Un

atto di solidarietà nei confronti dell'altro che chiede e al quale siamo disposti a dare i nostri servizi, convinti che

anche noi possiamo trovarci nella condizione di chiedere. Il libro è il frutto dell'esperienza personale dell'autore ed

offre anche una approfondita conoscenza del movimento sul piano internazionale.

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- SESSUALITA' OMOSESSUALITA'

BARBAGLI MARZIO, COLOMBO ASHER

OMOSESSUALI MODERNI. GAY E LESBICHE IN ITALIA

IL MULINO 2001, pag. 322

Il libro racconta la condizione degli omosessuali in Italia, ricostruendo il cammino che gay e lesbiche devono

affrontare per conquistare la propria identità, per accettarla e per farla accettare in famiglia e dalla collettività. Viene

rivolta l'attenzione ai mutamenti che l'identità omosessuale ha subito negli ultimi anni ed ai cambiamenti dell'opinione

pubblica, che lentamente si appresta a superare i vecchi stereotipi. La battaglia per il riconoscimento dei diritti civili è

ancora lunga come dimostrano gli scontri sui temi delle unioni civili, sulle adozioni e sulla fecondazione assistita.

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- SESSUALITA' PEDOFILIA

Ferraris Oliviero Anna, Graziosi Barbara

Pedofilia

Laterza 2001, pag. 230

, , & Figli, Roma 2001, pp. 230, Euro 9,30.

Il fenomeno della pedofilia è molto complesso e nel tempo è stato diversamente considerato nella sua gravità. Di

nuovo rispetto al passato ci sono il grande potere di amplificazione e diffusione dei mezzi di comunicazione di

massa, come Internet, l'aumento della circolazione di pornografia, il fiorente turismo sessuale per occidentali

benestanti in cerca di trasgressioni. Sebbene le conseguenze degli abusi sessuali siano variabili caso per caso, gli

studi clinici rivelano spesso che per il minore è un'esperienza che lascia il segno, scatenando conseguenze

psicologiche anche molto gravi. Per meglio prevenire gli approcci da parte degli adulti pedofili va valutato con più

attenzione il loro comportamento, i riflessi sui loro pensieri, i sistemi che impiegano per avvicinare i minori e

convincerli a stare al gioco e l'opinione che hanno della loro perversione o inclinazione.

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- SESSUALITA' PROSTITUZIONE

Da Pra Pocchiesa Mirta, Grosso Leopoldo (a cura di),

Prostitute, prostituite, clienti. Che fare?,

Gruppo Abele 2001, pag. 2000

il libro raccoglie una serie di contributi in vista di una comprensione più approfondita del fenomeno della

prostituzione, attraverso l'analisi delle figure che interagiscono nel mondo della "tratta degli esseri umani" con finalità

di sfruttamento sessuale. La prospettiva caratterizzante il testo è quella operativa, con la presentazione delle

possibili modalità di intervento (con la collaborazione di istituzioni pubbliche ed enti privati), nella coscienza della

complessità della situazione in cui si trovano le donne coinvolte (problemi psicologici, sociologico-culturali, giuridici,

economico-lavorativi).

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- SESSUALITA' PROSTITUZIONE

Kermol Enzo, Francescutto Alessandra

Un' analisi del fenomeno prostituzione

Cleup 2000, pag. 142

Scopo del volume è far conoscere in modo semplice il fenomeno della prostituzione agli operatori sociali così come

ai comuni cittadini. Gli autori iniziano con una breve dissertazione storica sul fenomeno della prostituzione per poi

analizzare in modo approfondito la situazione in Italia ed esaminare le diverse iniziative intraprese per fermare

questo disagio sociale. Il libro si conclude con una serie di interviste ad ex prostitute italiane e nigeriane per

ascoltare direttamente da loro perchè e come siano state costrette o abbiano scelto di prostituirsi.

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- SOCIOLOGIA

Melucci Alberto

Diventare persone

Gruppo Abele 2000, pag. 95

E' un piccolo ma significativo contributo alla comprensione della globalizzazione, con una particolare attenzione sulla

questione del posto che ha la persona nel sistema economico, sociale e culturale del mondo attuale. Quale spazio

ci sia per il singolo di vivere un'identità propria e una cittadinanza attiva e responsabile, e quale possibilità offrano i

movimenti sociali di base di creare un'alternativa alle logiche di potere attuali, sono questioni su cui il libro riflette con

chiarezza e profondità.

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- SOCIOLOGIA CULTURE IDENTITA' VALORI GIOVANI SOCIALIZZAZIONE

CARTOCCI ROBERTO

DIVENTARE GRANDI IN TEMPI DI CINISMO

IL MULINO 2002, pag. 281

Una ricerca volta a comprendere se con le nuove generazioni verrà superato quel deficit di civismo che

caratterizza l'Italia. I dati raccolti a partire da un indagine condotta su un campione di 6000 studenti delle ultime classi

delle scuole medie superiori sono stati organizzati secondo sei percorsi (la fiducia negli altri, giovani e istituzioni,

l'orgoglio nazionale, l'arte di arrangiarsi, la memoria collettiva, il senso della patria) e sono stati interpretati in

particolare alla luce del concetto di "capitale sociale".

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- SOCIOLOGIA POLITICA MIGRAZIONI PLURALISMO MULTICULTURALISMO

MARTINIELLO MARCO

LE SOCIETA' MULTIETNICHE

IL MULINO 2000, pag. 118

Prendendo spunto dalle esperienze di altri Paesi industrializzati, l'autore si inserisce nell'ampio dibattito sui temi

dell'immigrazione, del multiculturalismo e della cittadinanza suggerendo alcune linee di intervento che tentano di

superare l'apparente inconciliabilità fra il cosiddetto modello "assimilazionista" di stampo francese e quello

"pluralista" tipicamente anglosassone.

L'affermazione secondo cui tutte le società umane sono di fatto multiculturali induce a evidenziare un modo nuovo di

porre la questione riguardante le società multietniche, in cui il fenomeno del multiculturalismo si declinerebbe in

modalità differenti a seconda delle popolazioni e della storia del singolo Paese.

Il punto di vista pragmatico adottato dall'autore permette di collocare il fattore culturale all'interno del più vasto

fenomeno della globalizzazione, mettendone in evidenza i lati positivi ma soprattutto gli eventuali rischi. Apprezzabile

l'attenzione a temi quali la giustizia sociale e la rappresentanza democratica delle minoranze, problematiche

strettamente connesse al costituirsi e

al consolidarsi delle società multietniche contemporanee

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- SOCIOLOGIA POLITICA POPULISMO

MENY YVES, SUREL YVES

POPULISMO E DEMOCRAZIA

IL MULINO 2001, pag. 312

Negli ultimi anni le democrazie europee hanno visto sorgere, attorno a un leader, formazioni politiche di tipo

populista. Il populismo non si è mai presentato come antidemocratico. Anzi, si propone di «rigenerare» la

democrazia, ripulendola dalle sue scorie per tornare ai «veri» valori e principi.

Il volume affronta il nodo populismo-democrazia e in particoare il suo configurarsi negli ultimi anni favorito dal

processo di globalizzazione, dal dilagare della corruzione nei regimi politici occidentali e dalla crisi del potere

decisionale delle élite tradizionali.

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- SOCIOLOGIA POLITICHE SOCIALI

De Leonardis Ota

Le istituzioni

Carocci 2001, pag. 167

Le istituzioni sono 'artefatti sociali' in continua evoluzione e svolgono un ruolo fondamentale nella società, perchè

sono in grado di garantire stabilità e prevedibilità, anche e soprattutto in un periodo come quello attuale dominato

dall'individualismo e dalla soggettività. Le istituzioni sono, infatti, un bene comune e un simbolo 'dell'intelligenza

collettiva': proprio per questo possono essere analizzate definendone limiti e potenzialità. Inoltre, essendo

imperfette, in quanto generate dall'umanità - dalla sua intelligenza ma anche dalla sua stupidità- possono essere

modificate e migliorate.

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- SOCIOLOGIA PSICOLOGIA

COHEN STANLEY

STATI DI NEGAZIONE. LA RIMOZIONE DEL DOLORE NELLA SOCIETA' CONTEMPORANEA

CAROCCI EDITORE 2002, pag. 352

Chiudere gli occhi, abbassare lo sguardo, far finta di niente, voltarsi dall'altra parte, alzare le spalle... sono numerosi

i modi di dire comuni che indicano l'incapacità o il rifiuto di guardare in faccia la realtà della sofferenza nostra e

altrui.

Nell'esperienza quotidiana, l'alcolista e il tossicodipendente non accettano di riconoscere la propria condizione, il

marito o la moglie fanno di tutto per ignorare le infedeltà del coniuge, noi tutti restiamo inerti di fronte alle immagini di

dolore trasmesse ogni giorno dalla televisione.

A livello più generale, i governi negano qualsiasi responsabilità nei tanti massacri e orrori commessi in giro per il

mondo.E alcuni storici arrivano addirittura a negare tragedie di proporzioni immani come l'Olocausto.

Stati di negazione indaga per la prima volta in profondità il modo in cui singole persone e intere comunità evitano di

confrontarsi con realtà scomode e dolorose, mostrando come e perché mettiamo in atto meccanismi di diniego

consapevoli o inconsapevoli.

La ricchissima mole di casi discussi, dalle piccole rimozioni della vita di tutti i giorni alle recenti violazioni dei diritti

umani in Bosnia o in Ruanda, consente di comprendere in tutta la sua complessità un fenomeno che nel mondo

dell'informazione globale ha acquisito proporzioni inedite e preoccupanti.

Stanley Cohen insegna Sociologia alla London School of Economics and Political Science.

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- SOCIOLOGIA WELFARE STATE VOLONTARIATO SOLIDARIETA'

BASSI ANDREA

DONO E FIDUCIA le forme della solidarietà nelle società complesse

EDIZIONI LAVORO 2000, pag. 238

Il libro costituisce un tentativo di dare il quadro delle basi sistematiche di una sociologia del terzo settore. Il dono e la

fiducia sono principi validi e vitali anche nelle società complesse contemporanee, in quanto scandiscono

simbolicamente passaggi particolarmente importanti dell'esistenza individuale e collettiva e in quanto costituiscono

sistemi di scambio essenziali per il corretto funzionamento dello stato e del mercato.

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- STATO POLITICHE SOCIALI SUSSIDIARIETA'

COTTURRI GIUSEPPE

POTERE SUSSIDIARIO. SUSSIDIARIETA' E FEDERALISMO IN EUROPA E IN ITALIA

CAROCCI EDITORE 2001, pag. 166

I processi costituenti che caratterizzano in maniera sempre più impellente gli ultimi anni della storia istituzionale

europea ed italiana hanno fra i nodi problematici più importanti quello della costruzione di un diverso potere. Si tratta

di un potere che va configurandosi come potere sussidiario, che porta gli stati nazione ad integrarsi in un'unione

sovranazionale, valorizza le differenze tra le varie realtà territoriali all'interno dei confini statali e, soprattutto,

riconosce l'attività di organizzazioni autonome di cittadini per collaborare alla definizione ed alla realizzazione di

interessi generali.

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- STORIA CONTEMPORANEA EUROPA NAZISMO EBREI OLOCAUSTO CAMPI DI CONCENTRAMENTO

SOFSKY WOLFGANG

L' ORDINE DEL TERRORE. IL CAMPO DEL CONCENTRAMENTO

LATERZA 2002, pag. 510

PARTE PRIMA Introduzione

I. Prologo

II. Potere assoluto

III. Breve storia dei campi di concentramento

PARTE SECONDA Spazio e tempo

IV. Settori e pianta del lager

V. Confini e ingressi

VI. Il blocco

VII. Il tempo del lager

Vili. Il tempo dei prigionieri

PARTE TERZA Strutture sociali

IX. Il personale delle SS

X. Classi e classificazioni

XI. Delega del potere e autogoverno

XII. L'aristocrazia

XIII. Massa, mercato nero, distruzione della socialitа

PARTE QUARTA Lavoro

XIV. Lavoro e schiavitù

XV. I beneficiari

XVI. Situazioni di lavoro

PARTE QUINTA Violenza e morte

XVII. Il «Muselmann»

XVIII. L'epidemia

XIX. Punizioni terroristiche

XX. Violenza gratuita e pratiche di crudeltà

XXI. La selezione

XXII. La fabbrica dello sterminio

Epilogo

Note

Bibliografia

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- STORIA CONTEMPORANEA SOCIOLOGIA POLITICA CULTURE RELIGIONI FONDAMENTALISMO TERRORISMO

BERMAN PAUL

TERRORE E LIBERALISMO. PERCHE' LA GUERRA AL FONDAMENTALISMO E' UNA GUERRA ANTIFASCISTA

, pag.

Contro i luoghi comuni del pensiero e la Storia ridotta a slogan, uno studioso americano di sinistra spiega un

apparente paradosso: perché la «war on terror», nonostante Bush e Rumsfeld, è il proseguimento in altre forme

della Seconda guerra mondiale, combattuta per sconfiggere il nazifascismo. Una lucida, serena opposizione a ogni

culto moderno della morte.

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- STORIA D'ITALIA FASCISMO

BOATTI GIORGIO

PREFERIREI DI NO. LE STORIE DEI DODICI PROFESSORI CHE SI OPPOSERO A MUSSOLINI

EINAUDI 2001, pag. 340

L'8 ottobre 1931 Mussolini impone ai professori universitari il giuramento di fedeltà al regime fascista. Dodici ordinari

su 1250 rifiutano di piegarsi al duce, perdendo nello stesso tempo la cattedra e la libertà.

Ernesto Buonaiuti, Mario Carrara, Gaetano De Sanctis, Giorgio Errerà, Giorgio Levi Della Vida, Fabio Luzzatto, Piero

Martinetti, Bartolo Nigrisoli, Francesco ed Edoardo Ruffini, Lionello Venturi, Vito Volterra - questi i nomi di coloro che

compiono un gesto essenziale in nome di quegli «ideali di libertà, dignità e coerenza interiore» nei quali erano

cresciuti. Dodici uomini, differenti per origini, carattere, modi di pensare, attitudini sociali e radicamento alla vita, che

in quell'autunno salgono in cattedra per insegnare che dire di no è una scelta di veridicità dovuta prima di tutto a se

stessi.

Preferirei di no ricostruisce il percorso di questi isolati viaggiatori che scelsero la terra del no e attraverso l'intreccio

delle loro vite riscopre mondi di umanità e semplicità che sanno ancora parlare con forza e efficacia.

Un libro che mostra in filigrana il percorso dell'intellighenzia italiana e l'atmosfera culturale di quell'epoca.

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- TOSSICODIPENDENZE DROGHE STORIA SOCIALE PSICOLOGIA

MARGARON HENRY

LE STAGIONI DEGLI DEI

Raffaello Cortina Editore Milano 2001, pag. 330

Che sia il moralismo il vero oppio dei popoli ? La storia delle droghe rispecchia in ogni sud piccola piega la grande

avventura umana da segni della nostalgia per le stagioni in cui i mortali riuscivano a parlare con gli dei a esempi di

economia globale ante litteram le droghe sono sempre state declinate al plurale poiché sul dato tisico e biologico si e

innestato il giudizio di valore Non si vive (e non si muore) di sola eroina Se avete in tasca un pacchetto di sigarette o

tenete nascosta sotto la giacca una fiasca di whiskey siete avvisati

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- TOSSICODIPENDENZE TERAPIE

OLIEVENSTEIN CLAUDE

DROGA. UN GRANDE PSICHIATRA RACCONTA TRENT'ANNI CON I TOSSICODIPENDENTI

RAFFAELLO CORTINA 2001, pag. 204

Claude Olievenstein è fondatore e primario del Centre médical Marmottan, un centro di accoglienza day hospital e

una comunità per tossicodipendenti; in questo libro racconta la sua esperienza sottolineando la necessità di

ricercare il consenso dei pazienti evitando ogni forma di coercizione, passo fondamentale in ogni trattamento di

disintossicazione. Partendo dai suoi trenta anni di esperienza nel settore l'autor, propone anche una riflessione

profonda sul fenomeno della tossicodipendenza e sulle possibili forme di trattamento.

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- VOLONTARIATO

ARDIGO' ACHILLE

VOLONTARIATI E GLOBALIZZAZIONE. DAL "PRIVATO SOCIALE" AI PROBLEMI DELL'ETICA GLOBALE

DEHONIANE 2001, pag. 142

II libro è frutto di anni di esperienze dall'interno del mondo dei volontari italiani. L'autore è stato membro influente per

circa un decennio del primo Osservatorio nazionale per il volontariato. Il libro contiene informazioni e pensieri riflessi

dalle prime insorgenze di volontariato come dono Interpersonale ai corposi rapporti economici e sociali delle

organizzazioni al terzo seriore e non profit con il welfare state, dopo l'intensa fioritura di leggi nazionali degli anni

'90, sino alla recente legge nazionale sull'assistenza (I-328/00) qui analizzata nel difficile sforzo di pluralizzare il

welfare. Là dove altri si interrogano alla ricerca di una sistemazione logica astratta di tante definizioni aventi corso

in questo mondo: volontariato, privato sociale, terzo settore, non profit..-, Ardigò esplicita tale pluralità di termini in

ragione di opzioni culturali e insieme di sforzi sociali di adattamento, anche se parziali, ma concreti e anche

combattuti. Ci sono inoltre altre due linee che emergono nel

libro. La prima tende ad aprire 1 volontariati nazionali verso i volontariati internazionali di advocacy (dopo Seattle).

Ciò anche per andare oltre la teoria di T.H. Marshall sui diritti sociali di cittadinanza in quanto solo nazionali. La

sorpresa forse maggiore del libro sarà nella terza linea di riflessione: che, non a caso, scopre, nell'esplodere dei

volontariati come ONG (e ONG aperti all'uso sociale di Interne! e perciò pacifici comunicatori di riforme sociali, dopo

Seattle) anche i prodromi per la nascita di una società civile e politica globale ma con più combattuta umanizzazione.

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- WELFARE STATE DIRITTI TASSAZIONE

HOLMES S., SUNSTEIN C.R.

IL COSTO DEI DIRITTI. PERCHE' LA LIBERTA' DIPENDE DALLE TASSE

IL MULINO 2000, pag. 256

SCHEDA

"I programmi di assistenza sociale sono costati al contribuente americano settecento miliardi di dollari nel 1996.

Questa cifra astronomica, pari al 30 per cento del bilancio pubblico, non è soltanto espressione di sentimenti di

solidarietà o logico Corollario di principi di giustizia. Al contrario: i programmi di assistenza possono subire tagli, ma

non si possono eliminare del tutto, perché sono essi a conferire legittimazione sia al diritto di proprietà dei ricchi sia

all'apparato pubblico che li garantisce.

In questo senso, i programmi di assistenza pubblica sono accordi di scambio tra gruppi sociali nell'ambito dei quali il

governo in carica agisce come intermediario.

Visti così, i diritti sociali rappresentano una politica d'inclusione lontana dai sentimentalismi, volta a mitigare

lievemente, ma non a eliminare del tutto, le disuguaglianze di ricchezza proprie di un'economia liberale. Si potrebbe

addirittura dire che i programmi di assistenza pubblica danno vita ad una versione moderna dell'antico «regime

misto», un sistema che offre sia a chi è ricco sia a chi è povero una possibilità di partecipare. Il regime misto

contemporaneo, tuttavia, non è rispecchiato dall'organizzazione formale dei poteri pubblici, come avveniva al tempo

dell'antica Roma (dove il senato rappresentava i patrizi e i tribuni rappresentavano la plebe), ma piuttosto dall'ampio

elenco dei diritti fondamentali. Il moderno compromesso tra le classi si riflette nella combinazione tra diritto di

proprietà e diritti sociali ormai caratteristica non solo degli Stati Uniti, ma di tutti i regimi liberaldemocratici. Il fatto che

questi diritti siano sanciti dalla Costituzione, come avviene nella maggior parte dei paesi europei, o che siano affidati

alle politiche pubbliche, ome avviene negli Stati Uniti, non incide su come è percepito il moderno scambio fra diritto di

proprietà e diritto all'assistenza pubblica, ne sugli effetti stabilizzanti che ne conseguono."

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- WELFARE STATE DIRITTO ISTITUZIONI DECISIONI

SCHAUER FREDERICK

REGOLE DEL GIOCO. UNA ANALISI FILOSOFICA DELLE DECISIONI PRESE SECONDO LE REGOLE DEL DIRITTO

E NELLA VITA QUOTIDIANA

IL MULINO 2001, pag. 256

«Limite di velocità: 90 km/h»; «vietato fumare»; «tenere la destra»; «onora il padre e la madre»; «non poggiare i

gomiti sulla tavola quando mangi»; «vietato calpestare le aiuole»; «si esegua l'inno nazionale prima dell'inizio della

partita»: convinti di esseri liberi, iamo tuttavia circondati da regole. Tutte le volte che dobbiamo negoziare qualcosa

nel labirinto della vita, ci troviamo delle regole a fare da stacolo che ci precludono percorsi che vorremmo imboccare

e ci costringono a percorrerne altri, assai meno attraenti. I nostri rogetti di vita sono spesso resi impraticabili dalle

regole, grandi e piccole, al punto che una vita completamente priva di regole è difficilmente immaginabile.

Ma cosa sono questi oggetti che ci tagliano la strada e che così spesso ci sospingono verso luoghi che non

vorremmo frequentare? Com'è possibile che le regole esercitino un tale controllo sulla nostra vita e come fanno?

Cosa sono le regole?

Questo libro non tratta di tutti quei fenomeni che possono essere designati con il termine «regola», ma solo di una

classe di fenomeni assai più ristretta, la classe delle regole regolative. Per chiarire la portata di quanto mi accingo a

dire devo, in primo luogo, distinguere le regole regolative da altri tipi di regole, onde soffermare poi l'attenzione sul

primo tipo di regola che, a mio avviso, è sufficientemente importante da giustificare un intero libro.

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- WELFARE STATE ECONOMIA DEMOCRAZIA SVILUPPO

SEN AMARTYA

LO SVILUPPO E' LIBERTA' perché non c'è crescita senza democrazia

MONDADORI 2000, pag. 354

DAL RISVOLTO DI DI COPERTINA.

Che cosa dobbiamo intendere oggi per sviluppo ? Il progresso economico ? L'aumento dei redditi di un individuo ? La

crescita del prodotto nazionale lordo ? L'industrializzazione di un paese ? La modernizzazione di una società ?

Lo sviluppo, sostiene Amartya Sen, premio Nobel 1998 per l'economia, deve essere inteso come un processo di

espansione delle libertà reali di cui godono gli esseri umani.

In tale prospettiva, tutte le conquiste, nella sfera privata come in quella pubblica e politica, sono soltanto mezzi per

accrescere qualsiasi forma di libertà, che rimane, allo stesso tempo, il fine primario e il mezzo principale per

conseguire lo sviluppo.

Di conseguenza la sfida dello sviluppo consiste nell'eliminare i vari tipi di "illibertà" che limitano o negano all'uomo

l'opportunità e la capacità di agire secondo ragione e di costruire la vita che preferisce: tra essi vanno perciò

annoverati la fame e la miseria materiale al pari della tirannia, la precarietà economica così come l'intolleranza o la

repressione, il sottosviluppo non meno dell'autoritarismo delle classi dirigenti.

Per provare la sua tesi, Sen non attinge solo alla filosofia politica, all'etica e alla scienza economica, ma delinea

anche una ricca mappa di esempi tratti dalla storia o dall'attuale quadro geopolitico ed economico mondiale.

Dall'Africa all'Asia all'Europa, questo scenario rivela come molti dei paesi cosiddetti ricchi, nonostante l'opulenza,

soffrano della violazione di diritti elementari che toccano la persona e minacciano l'ambiente. E che la via dello

sviluppo si è rivelata più rapida ed efficace proprio in quegli stati che, nonostante la povertà e l'arretratezza

economica, hanno saputo varare per tempo vasti programmi di interventi sociali come campagne di alfabetizzazione

o piani di assistenza sanitaria.

Questo libro, destinato a diventare un punto di riferimento nella storia del pensiero economico, dimostra, con analisi

rigorose e originali, come lo sviluppo, nella sua concezione più ampia, non può essere antagonistico alla libertà, ma

anzi consiste proprio nella sua crescita.

"Era parecchio che non leggevo un libro così stimolante. Amartya Sen è un autentico liberale ... Non è stata la

politica economica a fallire ma la democrazia e, senza questa, la prima non potrà mai avere successo" (Mario

Vargas Llosa)

"Sen mostra che la qualità della nostra vita dovrebbe essere misurata non dal livello della nostra ricchezza ma dal

grado delle nostre libertà" (Kofi Annan)

SOMMARIO

Prefazione

Introduzione. Lo sviluppo come libertà

Efficacia e interconnessioni - Qualche esempio: libertà politica e qualità della vita - Transazioni, mercati e illibertà

economica - Organizzazioni e valori - Istituzioni e libertà strumentali - Osservazione conclusiva.

I. Il punto di vista della libertà

Forme di illibertà - Processi e possibilità - I due ruoli della libertà - I sistemi valutativi: redditi e capacitazioni - Povertà

e diseguaglianza - Reddito e mortalità - Libertà, capacitazione e qualità della vita - Mercati e libertà - Valori e

processo di valutazione - Tradizione, cultura e democrazia - Osservazione conclusiva.

II. Fini e mezzi dello sviluppo

Ruolo costitutivo e ruolo strumentale della libertà - Le libertà strumentali - Interconnessioni e complementarietà -

Alcuni aspetti del contrasto India-Cina - Assetti sociali mediati dalla crescita - Intervento pubblico, bassi redditi e

costi relativi - La riduzione della mortalità in Gran Bretagna nel Novecento - Democrazia e incentivi politici -

Osservazione conclusiva.

III. Libertà e fondamenti della giustizia

Informazione inclusa ed esclusa - L'utilità come base informativa - Pregi dell'approccio utilitaristico - Limiti

dell'approccio utilitaristico - John Rawls e la proprietà della libertà - Robert Nozick e il libertarismo - Utilità, reddito

reale e confronti interpersonali - Il benessere: diversità ed eterogeneità - Redditi, risorse e libertà - Benessere,

libertà e capacitazione - Pesi, valutazioni e scelta sociale - L'informazione sulle capacitazioni: usi alternativi -

Osservazione conclusiva.

IV. La povertà come incapacitazione

Povertà di reddito e povertà di capacitazioni - Disuguaglianza di che ? - Disoccupazione e incapacitazione -

Assistenza sanitaria e mortalità: atteggiamenti sociali americani ed europei - Povertà e deprivazione in India e

nell'Africa subsahariana - Disuguaglianza tra i sessi e "donne mancanti" - Osservazione conclusiva.

V. Mercati, stato e occasioni sociali

Mercati, libertà e lavoro - Mercati ed efficienza - Accoppiamento degli svantaggi e disuguaglianza delle libertà -

Mercati e gruppi di interesse - Necessità di un esame critico del ruolo dei mercati - Necessità di un approccio

multilaterale - Interdipendenza e beni pubblici - Servizi pubblici e incentivi - Incentivi, capacitazioni e funzionamenti -

Selezione degli obiettivi e verifica dei mezzi - Azione e base informativa - Prudenza finanziaria e bisogno di

integrazione - Osservazione conclusiva.

VI. L'importanza della democrazia

Bisogni economici e libertà politiche - Il primato delle libertà politiche e della democrazia - Argomenti contro le libertà

politiche e i diritti civili - Democrazia e crescita economica - Ai poveri importa della democrazia e dei diritti politici ? -

L'importanza strumentale della libertà politica - Il ruolo costruttivo della libertà politica - Il funzionamento della

democrazia - La pratica della democrazia e il ruo5lo dell'opposizione - Osservazione conclusiva.

VII. Carestie e altre crisi

Titolo e interdipendenza - La causa delle carestie - La prevenzione delle carestie - Carestie ed estraneità -

Produzione, diversificazione e crescita - La via del lavoro e il problema dell'attivazione - Democrazia e prevenzione

delle carestie - Incentivi, informazione e prevenzione delle carestie - Il ruolo protettivo della democrazia -

Trasparenza, sicurezza e crisi economiche asiatiche - Osservazione conclusiva.

VIII. Ruolo attivo delle donne e mutamento sociale

Ruolo attivo e benessere - Il conflitto collaborativo - La percezione dei titoli - Sopravvivenza dei bambini e ruolo

attivo delle donne - Ruolo attivo delle donne, emancipazione e riduzione della fertilità - I ruoli politici, sociali, ed

economici delle donne - Osservazione conclusiva.

IX. Popolazione, alimentazione e libertà

C'è o non c'è una crisi alimentare mondiale ? - Incentivi economici e produzione alimentare - Al di là dell'andamento

della produzione alimentare pro capite - Crescita demografica e scelta coercitiva - Coercizione e diritti riproduttivi -

L'analisi malthusiana - Sviluppo economico o sviluppo sociale ? - Il potere alle donne giovani - Esternalità, valori e

comunicazione - Quanto funziona la coercizione ? - Effetti collaterali e ritmo di riduzione della fertilità - La tentazione

della durezza - Osservazione conclusiva.

X. Cultura e diritti umani

Tre critiche - La critica alla legittimità - La critica alla coerenza - La critica culturale e i valori asiatici - L'Occidente

contemporaneo e le pretese di unicità - Interpretazioni di Confucio - Ashoka e Kautilya - La tolleranza islamica - La

globalizzazione: economia, cultura e diritti - Interscambio culturale e diffusione capillare dell'interdipendenza - Le

assunzioni universalistiche - Osservazione conclusiva.

XI. Scelta sociale e comportamento individuale

Impossibilità e basi informative - Giustizia sociale e arricchimento dell'informazione - Interazione sociale e accordo

parziale - Cambiamenti voluti e conseguenze non volute - Alcuni esempi cinesi - Valori sociali e interesse pubblico -

Il ruolo dei valori nel capitalismo - Etica degli affari, fiducia e contratti - Variazioni di norme e istituzioni nell'economia

di mercato - Istituzioni, norme di comportamento e maf5ia - Ambiente, regolamentazione e valori - Prudenza, simpatia

e impegno - Scelta motivazionale e sopravvivenza evolutiva - Valori etici e scelte politiche - Corruzione, incentivi ed

etica degli affari - Osservazione conclusiva.

XII. La libertà individuale come impegno sociale

L'interdipendenza di libertà e responsabilità - Giustizia, libertà e responsabilità - Che differenza fa la libertà ? -

Perchè la differenza ? - Capitale umano e capacitazione umana - Osservazione finale.

Note

Ringraziamenti

Indice dei nomi

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- WELFARE STATE ECONOMIA TASSAZIONE

KRUGMAN PAUL

MENO TASSE PER TUTTI ? Dagli Usa all'Italia: chi ci guadagna e chi ci perde

GARZANTI 2001, pag. 130

La riforma fiscale - con annessa riduzione delle tasse - e uno dei temi caldi dell'agenda politica, sia negli Stati Uniti,

dove il piano Bush e stato rapidamente approvato, sia in Italia, dove il governo Berlusconi dichiara esplicitamente di

voler ricalcare quel piano

Al di la dei facili slogan, e importante capire che una aggressiva politica fiscale ha immediate conseguenze non solo

sul bilancio delle famiglie, ma anche sulle casse dello stato (e dunque sui servizi che può offrire ai cittadini) Inoltre,

come ogni azione politica di ridistribuzione della ricchezza, anche una riduzione delle tasse finisce per favorire

alcune categorie di cittadini, penalizzandone altre

Con l'abituale acume e la sua travolgente verve (ma anche con vibrante passione civile), Paul Krugman esamina le

conseguenze della

nuova politica fiscale di Bush l'intervento sulle aliquote fiscali, l'abolizione della tassa di successione, i probabili

interventi sullo stato

sociale (pensioni e assistenza medica), le conseguenze a lungo termine - anche in considerazione

dell'invecchiamento della popolazione

La presentazione di Salvatore Bragantini (collaboratore del «Corriere della Sera») esamina analogie e differenze

con il caso italiano:

Paul Krugman dimostra che i tagli fiscali di Bush, presentati come misura anti-recessione, sono in questa prospettiva

del tutto inutili, data la gradualità nell'entrata a regime sopra detta. Essi sono invece il tentativo di ricacciare indietro il

paese per quanto riguarda i livelli di spesa pubblica e di servizi sociali. Il supposto dilagare del «big government»,

mostra Krugman, è un'altra leggenda metropolitana, dato che il livello delle spese discrezionali, escluse quelle per la

difesa, è oggi inferiore alla fine degli anni Cinquanta,

regnante Eisenhower. Bush, secondo Krugman, vuole un ruolo nella storia degli USA, quello del grande

conservatore che ha nnullato il «New Deal» di Franklin D. Roosevelt.

E qui veniamo alle similitudini fra la nostra situazione e quella americana. Esse riguardano anzitutto alcune delle

motivazioni della vittoria di Bush e di quella di Berlusconi.

Come mostra l'autore, una non secondaria ragione della vittoria repubblicana negli USA è consistita nella capacità

del vincitore di presentarsi come una persona normale, contrapposta sia ai professionisti della politica sia ai boriosi

intellettuali, nei confronti dei quali il popolo elettore si è vendicato con il voto.

La seconda somiglianza sta nel fatto che da noi, come negli USA, l'elezione ha mandato a casa governi che

avevano ben operato; el nostro caso una serie di governi, che in cinque anni avevano governato da molto bene a

così così, raggiungendo comunque traguardi che solo cinque anni fa parevano fuori portata. Il merito dell'azione di

Clinton, lamenta Krugman, è rimasto estraneo alla contesa lettorale, e qui è obbligatoria una citazione letterale: «C'è

qualcosa nella crociata fiscale che induce i suoi paladini a trascurare piccole cose, per esempio dire la verità sui

loro propositi... Quale che sia la ragione, le argomentazioni a favore dei tagli delle tasse risultano stupefacenti per la

loro disonestà intellettuale... Sarebbe grave se questo stile di governo riuscisse a imporsi, perché creerebbe un

precedente per le future amministrazioni» (pag. 20). E ancora: «Ormai è chiaro: anche le persone che dovrebbero

essere molto preparate - per esempio giornalisti e commentatori televisivi - non conoscono le nozioni più elementari

relative al governo federale: da dove vengono i soldi, dove vanno, come funziona la sicurezza sociale. E se gli

elettori hanno le idee con-

fuse, è diffìcile biasimarli: la maggior parte delle persone è costretta a occuparsi della propria vita quotidiana e non

di politica; dal canto loro, i politici hanno fatto del loro meglio per confonderci e la stampa non ha fatto nulla per

costringere i politici a essere onesti» (pagg. 20-21). Non si può che constatare come le parole e le preoccupazioni

dell'autore siano ancor più applicabili all'Italia che agli USA. Ed è questa un'altra ragione per cui questo libro

dovrebbe essere letto e meditato con attenzione in Italia. Sia le abbondanti promesse elettorali della coalizione

vincente, sia l'atteggiamento di diligente allineamento alle posizioni americane da

questa in più occasioni esibito, inducono a temere che veramente il film americano sarà al più presto replicato sui

nostri schermi. Il quadro che ci si profila, se questo avverrà, è ben delineato da Paul Krugman.

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- WELFARE STATE MODELLI

FAZZI L., MESSORA E.

MODELLI DI WELFARE MIX

ANGELI 1999, pag.

Il dibattito sulla riforma del welfare in generale e delle politiche socio-assistenziali in particolare è sempre più

acceso.

Un tema divenuto ricorrente è quello dell'introduzione dei meccanismi di "quasi mercato" o "mercato amministrato".

Senza dubbio, il problema della regolazione del sistema di welfare deve essere risolto in modo pragmatico unendo il

rispetto dei principi di equità e tutela dei diritti a quello del controllo di spesa. L'ipotesi del presente volume è il modello

del quasi mercato all'interno di una riflessione capace di andare oltre una prospettiva di mero risparmio di spesa,

guardando al tipo di società che si intende costruire e alla qualità delle relazioni sociali sulle quali dovrà poggiare.

Quindi un sistema di regolamentazione plurale all'interno del quale un ruolo fondalivo sia svolto da una politica

centrata sul principio della collaborazione e ella partnership e non su quello dello scambio di tipo marchand.

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- WELFARE STATE POLITICHE PUBBLICHE ECONOMIA EQUITA' EGUAGLIANZA

GRANAGLIA ELENA

MODELLI DI POLITICA SOCIALE

IL MULINO 2001, pag. 352

Nell'ambito del dibattito pubblico quasi tutti ormai sostengono di essere liberali, favorevoli alle pari opportunità, alla

tutela contro le povertà ed all'affermazione delle potenzialità del mercato. In genere manca però alla base un'analisi

rigorosa dei valori e degli obiettivi delle diverse politiche sociali. Il libro intende appunto chiarire la questione delle

ragioni, dei costi e delle possibili complementarità dei differenti modelli di politica sociale partendo dalla

considerazione di variabili quali l'eguaglianza di risorse, l'efficienza, l'equità, le diverse possibili visioni istituzionali.

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- WELFARE STATE SERVIZI SOCIALI TEMPI DI VITA LAVORO DI CURA

COLOMBO GRAZIA, COCEVER EMANUELA, BIANCHI LETIZIA

IL LAVORO DI CURA. COME SI IMPARA, COME SI INSEGNA

CAROCCI FABER 2004, pag. 182

Indice

Introduzione n

1 Cura, lavoro di cura, relazione: parole, immagini e concetti in evoluzione (di Grazia Colombo) 17

1.1. Curare, prendersi cura 17

1.1.1. Chi cura chi 1.1.2. Le dimensioni della cura , •..-,•,-

1.2. Cosa cura, cosa e chi guarisce? 29 .

In sintesi 33 ; .

Domande di autoverifica 33

2 La necessità della cura (di Emanuela Cocever) 35

2.1. L'unità corpo-psiche 35

2.2. Un paradigma delle relazioni di cura: il maternage 38

2.3. La relazione di cura e le professioni socio-educative 44

2.3.1. L'empatia 2.3.2. La conoscenza esperienziale 2.3.3. L'attività di chi è curato 2.3.4. L'osservazione

2.4. Cura e relazione: non confondiamole 54 ,

2.5. Un'esperienza. Il lavoro di Emmi Pikler con i bambini allontanati dalla famiglia d'origine 56

2.5.1. Lo sfondo 2.5.2. La realizzazione 2.5.3. Difficoltà e risorse

2.5.4. Curare e ricevere cure: la costruzione di un soggetto in relazione

con sé e con il mondo

In sintesi 69

Domande di autoverifica 70

3 Cura familiare, cura professionale (di Letizia Bianchi) 71 3.1. Dalla cura familiare a quella professionale

71

3.1.1. Partire dal sapere dell'esperienza 3.1.2. Continuare l'opera della madre

3.2. Donne e lavoro di cura 78

3.3. Lavoro di cura professionale e lavoro di cura familiare 8l

3.3.1. Continuità e discontinuità tra lavoro di cura professionale e familiare

3.3.2. Individuare per scambiare, fare ordine, pensare i raccordi In sintesi 93

Domande di autoverifica 94

4 Cura e formazione (di Grazia Colombo) 95

4.1. La cura fra naturalità e apprendimento 95

4.1.1. Il lavoro di cura: un lavoro di/da donne? 4.1.2. Si impara a curare?

4.2. La formazione degli operatori 109

4.2.1. Come si regge nel tempo il lavoro di cura 4.2.2. La formazione

permanente degli operatori

In sintesi 120

Domande di autoverifica 121 '••-• " •

5 La cura nei servizi (di Grazia Colombo) 123

5.1. I familiari come attori di cura 123

5.2. Cura ed educazione al nido 128

5.2.1. Le cure quotidiane dei bambini "• ::

5.3. Cura, mediazioni e organizzazione: servizi per giovani adulti disabili (di Emanitela Cocever) 140

5.3.1. Dietro la porta socchiusa del bagno 5.3.2. La capanna in mezzo al parco

5.4. Ausiliari che curano gli anziani 154

5.4.1. Cura e comunicazione 5.4.2. I parenti 5.4.3. Accoglienza come cura

In sintesi 167

Domande di autoverifica 168 .

Note 169

Riferimenti bibliografici 175

Letture consigliate 181

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- WELFARE STATE TERZO SETTORE AIUTI UMANITARI

MARCON GIULIO

LE AMBIGUITA' DEGLI AIUTI UMANITARI. INDAGINE AUTOCRITICA DEGLI AIUTI UMANITARI

FELTRINELLI 2002, pag. 184

Le cifre sono ormai da capogiro Con i suoi 19 milioni di lavoratori, impegnati in 40mila organizzazioni locali e dieci

milioni di strutture locali, il Terzo settore puc contare oggi su un fatturato annuo di mille e cento miliardi di dollari

Eppure, proprio ora che è cresciuto fino a diventare l'ottava economia del pianeta, superando Spagna, Russia e

Canada, il gigante non profìt rischia di perdere il suo bene più prezioso Quell'autonomia dallo Stato e dal mercato a

cui deve per l'appunto il suo nome Insidiata da troppe "trappole", come le chiama Giulio Marcon, tese da chi vorrebbe

ridurre la SUE diversità, trascinarlo nelle pieghe del parastato o, all'opposto, sedurlo con le ncche promesse

dell'impresa e del business

Denso di dati, ricerche e aneddoti, Le ambiguità degli aiuti umamtari è un libro scritto dall'interno Presidente dell'Ics

(Consorzio italiano di solidarietà), l'autore ha passato l'ultime ventennio nel mondo di cui parla. E, come ammette con

onestà, tante pecche le ha viste, o fatte, di persona Ma Marcon non sceglie la via, facile, dell'autobiografia o della

denuncia sulla gestione II nodo che gli sta a cuore sta nei principi ispiratori del Terzo settore Messi a repentaglio, ad

esempio nella vicenda degli aiuti internazionali, prima ancora che dal nschio di clientele e tangenti, dalla subalternità

ai governi, o ai signori della guerra Come spiega fin troppo bene l'esempio del Burundi, dove nel 1999 un governo

dittatoriale ha deportato dalle loro

case 350mila hutu e ha messo m piedi oltre 50 campi profughi, riuscendo a ottenere m cambio 42 milioni di dollari di

«aiuti umamtan» e un credito, concesso dalla Banca mondiale, di alta 35 milioni O quello, meno clamoroso,

dell'assedio di Sarajevo e del dramma della Bosma Erzegovina, dove nei primi anni 90 beni e soldi degli aiuti si sono

trasformati m una delle basi dell'economia di guerra

Ma è nelle vicende domestiche, e italiane, che Marcon trova il bandolo di quello «scontro a carte scoperte» che

attraversa oggi il Terzo settore Nel nostro Paese, dove esistono ben 38 organizzazioni non profit ogni mille abitanti,

si fronteggiano oggi i "gulliver" e i "lilliput" I primi, che con il loro 10% detengono l'80% delle nsorse sia politiche che

finanziane, si sono insediati nelle pieghe del dimagrito welfare (l'esempio per tutti è, come sempre, la Compagnia

delle opere) e usano a piene mani delle logiche d'impresa Una strada che, a nome della folta schiera dei piccoli,

Marcon rifiuta, considerandola l'anticamera del suicidio del Terzo settore Anche se, come lui stesso dice nelle

conclusioni, l'alternativa non è semplice Tornare all'etica delle origini, limitare il proprio impegno nel welfare,

collegarsi ai movimenti no global di Porto Alegre, sono gli scarni suggerimenti pratici Forse è poco, ma solo così,

conclude il libro, potrà vivere e crescere ancora quello che qualcuno già chiama il «Quarto settore»

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