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INIZI
AMMALARSI
Con quella che sul mio polmone fu detta ombra, un'ombra era di nuovo calata sulla mia esistenza
BERNHARD THOMAS, IL FREDDO, , , p.
BIOGRAFIA
NEL diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca non povera di
geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo
nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte ecc., oggi è
caduto nell'oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia,
disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un
territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.
Al tempo di cui parliamo, nella città regnava un puzzo a stento immaginabile per noi moderni. Le strade puzza-
vano di letame, i cortili interni di orina, le trombe delle scale di legno marcio e di stereo di ratti, le cucine di cavolo
andato a male e di grasso di montone; le stanze non aerate puzzavano di polvere stantia, le camere da letto di
lenzuola bisunte, dell'umido dei piumini e dell'odore pungente e dolciastro di vasi da notte. Dai camini veniva puzzo
di zolfo, dalle concerie veniva il puzzo di solventi, dai macelli puzzo di sangue rappreso. La gente puzzava di
sudore e di vestiti non lavati; dalle bocche veniva un puzzo di denti guasti, dagli stornaci un puzzo di cipolla e dai
corpi, quando non erano più tanto giovani, veniva un puzzo di formaggio vecchio e latte acido e malattie tumorali.
Puzzavano i fiumi, puzzavano le piazze, puzzavano le chiese, c'era puzzo sotto i ponti e nei palazzi. Il contadino
puzzava come il prete, l'apprendista come la moglie del maestro, puzzava tutta la nobiltà, perfino il re puzzava,
puzzava come un animale feroce, e la regina come una vecchia capra, sia d'estate sia d'inverno. Infatti nel
diciottesimo secolo non era stato ancora posto alcun limite all'azione disgregante dei batteri, e così non v'era
attività umana, sia costruttiva sia distruttiva, o manifestazione di vita in ascesa o in declino, che non fosse
accompagnata dal puzzo
SUSKIND PATRICK, IL PROFUMO, TEA, 1992, p. 9
CRESCERE
Tra i vari edifici pubblici di una certa città che per molte ragioni evito di nominare e a cui non voglio dare alcun
nome fittizio, ve n'è uno comune da tempo a molte città grandi e piccole, voglio dire l'ospizio di mendicità
DICKENS CHARLES, LE AVVENTURE DI OLIVER TWIST, , , p.
CRESCERE
A quattordici anni ero educanda in un collegio dell'Appenzell. Luoghi dove Robert Walser aveva fatto molte
passeggiate quando stava in manicomio, a Herisau, non lontano dal nostro istituto. E’ morto nella neve. Fotografìe
mostrano le sue orme e la positura del corpo nella neve. Noi non conoscevamo lo scrittore. E non lo conosceva
neppure la nostra insegnante di letteratura. A volte penso sia bello morire così, dopo una passeggiata, lasciarsi
cadere in un sepolcro naturale, nella neve dell'Appenzell, dopo quasi trent'anni di manicomio, a Herisau. E un vero
peccato che non sapessimo dell'esistenza di Walser, avremmo colto un fiore per lui.
JAEGGY FLEUR, I BEATI ANNI DEL CASTIGO, SUPERPOCKET, , 2001, p.
CRESCERE
Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare. Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni
KING STEPHEN, La bambina che amava Tom Gordon, , , p.
CRESCERE
Nell'ombra della casa, sulle rive soleggiate del fiume presso le barche, nell'ombra del bosco di Sal, all'ombra del
fico crebbe Siddharta, il bel figlio del Brahmino, il giovane falco, insieme all'amico suo, Govinda, anch'egli figlio di
Brahmino.
Sulla riva del fiume, nei bagni, nelle sacre abluzioni, nei sacrifici votivi il sole bruniva le sue spalle lucenti. Ombre
attraversavano i suoi occhi neri nel boschetto di mango, durante i giochi infantili, al canto di sua madre, durante i
santi sacrifici, alle lezioni di suo padre, così dotto, durante le conversazioni dei saggi. Già da tempo Siddharta
prendeva parte alle conversazioni dei saggi, si esercitava con Govinda nell'arte oratoria, nonché nell'esercizio delle
facoltà di osservazione e nella pratica della concentrazione interiore. Già egli sapeva come si pronuncia
impercettibilmente l'Om, la parola suprema, sapeva assorbirla in se stesso pronunciandola silenziosamente
nell'atto di inspirare, sapeva emetterla silenziosamente nell'atto di espirare, con l'anima raccolta, la fronte
raggiante dello splendore che emana da uno spirito luminoso. Già egli sapeva, nelle profondità del proprio essere,
riconoscere l'Atman, indistruttibile, uno con la totalità del mondo.
Il cuore del padre balzava di gioia per quel figlio così studioso, così avido di sapere; era un grande sapiente, un
sommo sacerdote quello ch'egli vedeva svilupparsi in lui: un principe fra i Brahmini.
HESSE HERMANN, SIDDHARTA, ADELPHI, 1973, p. 33-34
CRESCERE
Sono un trovatello.
MALOT HECTOR, SENZA FAMIGLIA, , , p.
CRESCERE
Nell'Aprile del 1831, Clementina Sanvitale entrò insieme alle sorelle minori, Paolina e Virginia, nel Collegio
Lasagna di Parma. Aveva quattordici anni
CITATI PIETRO, STORIA PRIMA FELICE, POI DOLENTISSIMA E FUNESTA, , , p.
CRESCERE
Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e come è
stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte
queste baggianate alla David Copperfield, ma a me non va proprio di parlarne
SALINGER JEROME D., IL GIOVANE HOLDEN, , , p.
CRESCERE
C'era una volta …
"Un re!" diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno
COLLODI CARLO, PINOCCHIO, , , p.
CRESCERE AMICIZIA
L'amicizia è una trovata di Dio per farsi perdonare l'istituto della famiglia.
MCINERNEY JAY, L'ULTIMO DEI SAVAGE, , , p.
CRESCERE dipendenze
Mark aveva undici anni e fumava saltuariamente già da due anni
GRISHAM JOHN, IL CLIENTE, , , p.
CRESCERE PAURA
Stavo per superare Salvatore quando ho sentito
mia sorella che urlava. Mi sono girato e l'ho vista
sparire inghiottita dal grano che copriva la collina.
Non dovevo portarmela dietro, mamma me
l'avrebbe fatta pagare cara.
Mi sono fermato. Ero sudato. Ho preso fiato e
l'ho chiamata. - Maria? Maria?
Mi ha risposto una vocina sofferente. - Mi-
chele !
- Ti sei fatta male ?
- Si, vieni.
- Dove ti sei fatta male ?
- Alla gamba.
Faceva finta, era stanca. Vado avanti, mi sono
detto. E se si era fatta male davvero?
Dov'erano gli altri?
Vedevo le loro scie nel grano. Salivano piano,
in file parallele, come le dita di una mano, verso
la cima della collina, lasciandosi dietro una coda
di steli abbattuti.
AMMANITI NICCOLO', IO NON HO PAURA, EINAUDI, 2001, p. 5
CULTURE
Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel
remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle
acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo
era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.
MARQUEZ GABRIEL GARCIA, CENT'ANNI DI SOLITUDINE, FELTRINELLI, 1968, p. 9
FAMIGLIE
Tutte le famiglie felici sono simili fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo
TOLSTOI LEV, ANNA KARENINA, , , p.
FAMIGLIE
Erano seduti nel soggiorno che ambedue detestavano e tuttavia in un certo senso amavano, e non avevano proprio
niente da fare. Erano sposati, avevano messo al mondo due bambini, prima il maschietto e poi la bambina, e ora
finalmente i bambini dormivano, o perlomeno erano a letto.
saroyan william, Uomini e donne insieme, , , p.
FAMIGLIE CRESCERE OLANDA
Eravamo già in quattro quando una notte d'estate insolitamente fredda nacque Ida. Grazie alla luna quasi piena,
alle due era ancora così chiaro che potevamo contarci le lentiggini sul naso.
Avevamo deciso di restare svegli fino a quando avremmo sentito il suo primo grido. Ci eravamo portati palatine e
Coca nella nostra stanza nel sottotetto e avevamo indossato i nostri pigiami di flanella più caldi.
DORRENSTEIN RENATE, ALBUM DI FAMIGLIA, GUANDA, 2001, p. 11
FAMIGLIE MADRI
Era incastonata così profondamente nella mia coscienza che penso di aver creduto, durante tutto il primo anno di
scuola, che ognuna delle insegnanti fosse mia madre sotto mentite spoglie.
ROTH PHILIP, LAMENTO DI PORTNOY, , , p.
INVECCHIARE
E viene, nella vita, il momento che l'ombra della morte ci è al fianco, e non se ne stacca. Non più insofferenze,
ribellioni, paure...; la consapevolezza solo di una necessità ineluttabile. Un evento naturale la morte; come il
succedersi ordinato delle quattro stagioni, come l'avvicendarsi regolare della luce e del buio.
PETRONIO GIUSEPPE, BARACCHE DEL RIONE AMERICANO, UNICOPLI, 2001, p. 13
INVECCHIARE
Io sono quasi al termine del mio viaggio. La salute del corpo e della mente è buona, la capacità di lavoro non è
diminuita e la fantasia è sempre quella che mi ha tenuto compagnia per tanti anni, conducendomi a progettare il
futuro e a fìngermi nuovi sentieri da esplorare e percorrere.
Eppure sento che il viaggio volge alla fine.
Lo sento da molti segnali, il primo dei quali è propriamente quello di sentirlo. E poi dalla pienezza di me che ho
finalmente raggiunto; perché ora sono certo che tutto ciò che la mia natura era capace di esprimere nel pensare e
nel fare, io l'ho fatto e pensato.
Posso ripetermi e forse pensare e fare meglio; meglio, ma non diverso.
O forse in modo più stanco e meccanico, più trasandato e impreciso. Comunque, che queste aggiunte vi siano o
no, non cambierà gran cosa.
Non lascio nulla che non sia stato compiuto, nei limiti in cui ho potuto e saputo.
I disegni rimasti a mezzo, i destini non realizzati fino in fondo, è perché fin lì la mia natura è riuscita a viverli; più
oltre avrebbe fatto violenza a sé stessa e non è andata, ma certo ha teso la sua corda con tutte le forze che
aveva a disposizione.
SCALFARI EUGENIO, INCONTRO CON IO, RIZZOLI, 1994, p. 9
NASCERE
Sono nato il quattro gennaio 1951, nella prima settimana del primo mese del primo anno della seconda metà del
ventesimo secolo. Lo si potrebbe quasi considerare un evento da commemorare ed è per questo che i miei
genitori mi hanno chiamato Hajime che significa “inizio”.
MURAKAMI HARUKI, A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE, , , p.
SENTIRSI DIVERSI
Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli
occhi di dosso perché nella porta c'è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non può penetrarmi perché lui
ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti
GRASS GUNTHER, IL TAMBURO DI LATTA, , , p.
SENTIRSI DIVERSI
Sono Gimpel l'idiota, ma non credo d'esser stupido. Anzi
SINGER ISAAC, GIMPEL L'IDIOTA, , , p.
TEMPO EVENTI
Quello della svolta era un bel giorno, una bella mattina di maggio
KING STEPHEN, OSSESSIONE, , , p.
TEMPO RICORDI
Per molto tempo mi sono coricato presto la sera.
A volte, non appena spenta la candela, mi si chiudevano gli occhi così subito che neppure potevo dire a me
stesso "M'addormento".
PROUST MARCEL, LA STRADA DI SWANN, , , p.
TEMPO VECCHIAIA
Io sono quasi al termine del mio viaggio. La salute del corpo e della mente è buona, la capacità di lavoro non è
diminuita e la fantasia è sempre quella che mi ha tenuto compagnia per tanti anni, conducendomi a progettare il
futuro e a fingermi nuovi sentieri da esplorare e percorrere.
Eppure sento che il viaggio volge alla fine.
Lo sento da molti segnali, il primo dei quali è propriamente quello di sentirlo. E poi dalla pienezza di me che ho
finalmente raggiunto; perché ora sono certo che tutto ciò che la mia natura era capace di esprimere nel pensare e
nel fare, io l'ho fatto e pensato.
Posso ripetermi e forse pensare e fare meglio; meglio, ma non diverso.
SCALFARI EUGENIO, INCONTRO CON IO, RIZZOLI, 1994, p. 9
TEMPO: INIZI
Non ho mai raccontato a nessuno questa storia, e non ho mai pensato di doverlo fare - non perché temessi di non
essere creduto, ma esattamente perché mi vergognavo... e perché era mia.
KING STEPHEN, RIDING THE BULLET, , , p.
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