In Internet si può trovare un´immensa
quantità di materiali relativi alla storia del Novecento, presenti in siti
di mezzo mondo. Trattati, foto di gruppo che riportano ad eventi grandi e
piccoli, carte dei mutevoli confini tra i paesi, statistiche economiche e
militari, manifesti, discorsi registrati di uomini politici, scene di vita
quotidiana, prime pagine di quotidiani, articoli di storici. Un mare
internazionale di conoscenze, suggestioni, elementi e prospettive di
indagine, accessibili all´istante dal proprio PC, che è inimmaginabile
condensare in un libro di testo, e che rispetto a un libro è assai più
difficile manipolare a fini politici (un tema da poco discusso su queste
pagine in occasione d´un convegno del Gramsci romano e d´un libro di
Giuliano Procacci). Quanto basta per chiedersi se essi, opportunamente
selezionati e strutturati, non potrebbero arricchire notevolmente lo studio
e l´insegnamento della storia del secolo scorso, in primo luogo nelle scuole
superiori.
Il quesito se lo è posto un paio d´anni fa la Fondazione per la Scuola di
Torino, che ha già promosso altri progetti di ricerca sull´insegnamento
della storia contemporanea in Europa. Il quesito è stato girato ad un gruppo
di ricercatori che presso il locale Dipartimento di Scienze dell´Educazione
si occupa da tempo dello sviluppo di corsi multimediali «assistiti dalla
Rete». Tale espressione vuol significare che un testo predisposto dal
docente d´una data materia viene fittamente intessuto di rimandi a siti Web,
o a documenti presenti in essi, i quali valgono come citazione,
illustrazione o approfondimenti dell´argomento svolto in un dato luogo del
testo. Il tutto avviene in tempo reale: i documenti richiamati dal Web
tramite Internet compaiono sullo schermo, provenendo da un dipartimento di
storia o un centro di ricerca o un archivio di differenti paesi, per i pochi
secondi o minuti necessari per illustrare un determinato tema, per tornare
subito dopo là da dove sono venuti. Il risultato è un corso online di Storia
del ?900: 1914-1989, di cui è sin da ora disponibile a chiunque vi sia
interessato - e a titolo gratuito, poiché la finalità delle due istituzioni
è esclusivamente educativa - il modulo che copre il periodo dalla fine della
II guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino
(www.fondazioneperlascuola.it oppure www.far.unito.it). Dato che il corso
non vuole essere un manuale di altro genere, bensì una proposta di temi che
nei manuali adottati nelle scuole trovano per forza di cose uno spazio
limitato, questo modulo è centrato sui processi di mondializzazione. Il
modulo cronologicamente precedente, 1914-1945, sarà invece dedicato ai
totalitarismi. Anch´esso verrà pubblicato online entro poche settimane.
Lo sviluppo d´un corso multimediale di storia online assistito dalla Rete
pone a chi vi lavora non pochi problemi, oltre a quelli derivanti dalla
necessità di concepire una struttura d´insieme flessibile e pur tuttavia
solida, e dal disegno delle singole pagine. Anzitutto il Web è diventato
ormai un coacervo mostruoso nel quale i motori di ricerca pescano
indiscriminatamente, presentandoli fianco a fianco sullo schermo, gemme e
spazzatura; oppure un dotto saggio francese sulle conseguenze geopolitiche
del Trattato di Versailles e gli orari in cui un docente dell´università di
Bielefeld o di Chicago tiene un corso sul trattato stesso. Trovare un
documento (termine che designa qui qualsiasi oggetto visibile o udibile su
un PC: testi e immagini, discorsi e canzoni, tabelle e carte geografiche)
che sia al tempo stesso di buona qualità quanto a contenuti e forma, nonché
strettamente pertinente al testo che si vuole illustrare, è un lavoro lento
e faticoso che richiede una specifica preparazione. Per dire, una
ricercatrice specializzata nella ricerca di materiali storici nel Web riesce
a trovare uno o due siti al giorno aventi le suddette caratteristiche; ed i
rimandi presenti nel modulo del corso di cui parliamo (i cosiddetti links)
sono al momento oltre quattromila.
Più delicata è la decisione di includere o meno nel tessuto del corso siti o
documenti che palesano un determinato orientamento ideologico. Nessuno può
essere tanto sprovveduto (o così vorremmo credere) da pensare che di un
medesimo avvenimento si possano redigere due o più versioni storiche di
livello scientifico comparabile, che però affermano l´una l´opposto
dell´altra. Ma anche una storia di comprovata qualità scientifica può
trovare utile la consultazione di documenti o siti aventi orientamenti
differenti. Toccherà in primo luogo all´insegnante far emergere il
particolare orientamento di un dato testo o sito Web, e il contributo che i
suoi contenuti, paragonati ad altri, possono dare a una visione equilibrata
di un evento o di un periodo. Dove equilibrata non potrà tuttavia mai
significare bipartisan. Impegnarsi in un qualsiasi lavoro di storia, seppure
introduttiva, implica per necessità, come ebbe a scrivere Max Weber, un
«prendere parte» per determinati valori, principi etici, punti di
riferimento culturali, poiché sono essi, ed essi soltanto, che consentono
una scelta nella infinità estensiva ed intensiva del reale che i documenti
propongono. Valori che collocano in primo piano la scrupolosa ricerca e
critica delle fonti, ma che in essa non si esauriscono.
Peraltro, a confronto dei suoi autori e consulenti (tra cui vi sono
ovviamente storici e storiche di professione), un corso come questo pone
problemi assai più complessi agli insegnanti che ne vorranno fare uso, nelle
diverse modalità della presenza - cioè in aula - e della distanza. In aula,
l´insegnante dovrà dimostrare una grande padronanza del sistema, delle sue
numerose espansioni collaterali, con la possibilità che passando di sito in
sito a fronte delle curiosità degli studenti finisca per trovarsi su terreni
poco conosciuti. Per contro l´erogazione a distanza del corso - che forse
dovrà essere preceduta da una presentazione in aula, visto che la sua
struttura d´insieme è complicata - adduce alla possibilità che gli studenti
di una medesima classe seguano percorsi assai differenti tra loro, in
rapporto alle rotte di navigazione che liberamente si potranno costruire. Il
che porta a formulare domande cruciali: che cosa veramente apprende uno
studente che segua un corso online del genere? Apprende meglio le stesse
nozioni, oppure si perde in una rete disordinata di dati e di idee? Oppure,
ancora, si forma una mappa cognitiva del tutto diversa rispetto a quella che
gli trasmette un testo cartaceo? E con quali metodi si valuta una
preparazione per tal via acquisita?
Sono domande alle quali solamente insegnanti e studenti potranno dare delle
risposte. A tale fine saranno organizzati nei prossimi mesi appositi
incontri. Questo corso di storia assistito dalla Rete è una proposta che i
due enti culturali che lo hanno promosso e realizzato considerano del tutto
aperta: a critiche, contributi migliorativi, approfondimenti teorici e
metodologici, e magari, perché no, rifiuti motivati di utilizzare il mezzo
multimediale in ambito storico. Con la speranza che vengano, le une e gli
altri, dopo aver trascorso almeno qualche ora nel percorrere le variegate
ramificazioni del corso, che una mappa concettuale richiamabile in ogni
momento permette comunque di tenere sempre sotto controllo. La storia della
storia del ‘900 in Internet è appena cominciata.
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